Le Oblate Apostoliche: messaggere di Dio per la mia vita

Voglio iniziare questo breve articolo con una storia, la storia che ha riempito la mia vita e attraverso la quale ho incominciato a comprendere il progetto che Dio aveva per me: la santità.

 

Mi chiamo Roberto e ho 30 anni, vivo a Pescara ove con la mia famiglia mi sono trasferito nel 1998. Durante la mia adolescenza, soprattutto intorno ai 17 anni iniziai a sentire forte un’attrazione verso i santi ma non comprendevo cosa questo volesse significare: ero attratto dalla loro vita perché stavo capendo non so come, che in loro c’era la vera felicità e così mi venne in mente di incominciare un cammino per cercare di imitarli, un cammino che oggi è in corso, pieno di cadute e momenti forti, lungo e al tempo stesso affascinante, un cammino iniziato la sera del giovedì Santo del 2003, era esattamente il 17 di aprile, quando ad introdurre la Messa della Cena del Signore fu una donna, la aspettava ai piedi dell’ambone un’altra. Erano simili nel modo di vestire e ne fui colpito, si perché durante questa introduzione parlò di santità e di Gesù che nella Passione stava dandoci l’esempio massimo. Mi colpirono i loro atteggiamenti, sembrava quasi che erano state inviate per me, si proprio per me quella sera che tanto avevo cercato e desiderato qualcosa che mi aiutasse a scoprire tutto questo. E si sa, Dio non tralascia mai di esaudirci per le cose serie. Così mi avvicinai per conoscerle e ci presentammo: erano Giselda ed Agata.

Ringraziai Dio e subito capii che la mia vita doveva prendere una direzione: volevo scoprire di più di loro, mi sentivo attratto dal profondo del cuore a capire perché erano così felici, piene della grazia di Dio, e iniziai passo passo ad avvicinarmi al Movimento Pro Sanctitate. Con Giselda nacque un’amicizia molto bella perché ogni volta mi consegnava col suo modo di fare e di essere il Signore Gesù e al ripensarci un forte senso di gratitudine sale verso Dio che mi stava guidando ed io mi stavo lasciando guidare senza quasi accorgermene.

 

A partire da Giselda ed Agata iniziai a conoscere le altre oblate con le varie esperienze Pro Sanctitate e ogni volta una conferma sul momento iniziale: Dio stava passando forte per me attraverso di loro e ho potuto constatare come quella consacrazione che si portano dentro per me è fonte di grazia perché è ossigeno per la mia vita spirituale. Da quel momento il mio cammino, che poi mi portò dopo vari anni alla scelta più radicale di associarmi al Movimento Pro Sanctitate durante la Festa della Luce del 12 aprile 2010, domenica della Divina Misericordia, fu un percorso dal “bordo” al “centro” e con Giselda ed Agata capii che loro per me erano una presenza fondamentale: l’immagine che mi viene in mente è quella di una candela che è sempre accesa anche nella notte e per me davvero è stato ed è questo. In alcuni miei momenti difficili ho trovato in loro la fragranza del profumo di Cristo, una carità fattiva fatta di tanti momenti che non posso citare per brevità ma anche perché sono custoditi nel mio cuore.

 

Un'altra pietra miliare, che non posso non ricordare e che mi fa commuovere ogni volta: loro mi hanno guidato attraverso un percorso a conoscere Monsignore, e padre Guglielmo mi stava aspettando e io non lo sapevo, mi aspettava col suo coinvolgimento spirituale e, attraverso di lui, a poggiare il capo sul petto del Maestro e a riconoscere quanto Dio mi amasse e mi ami con predilezione e, senza nemmeno farlo apposta questo percorso iniziò con Giselda il 27 dicembre 2008 il giorno di San Giovanni, l’Apostolo che Gesù amava e che poggiò il capo sul cuore del Maestro.

 

Le oblate apostoliche del Movimento Pro Sanctitate sono per me davvero le messaggere, coloro che mi annunciano il Signore, un punto fondamentale per il mio percorso che giungerà dove Dio vorrà.

 

Roberto Goussot, associato di Pescara