Donna, seminatrice di speranza

Oggi Festa della donna: quando mi è stato chiesto di scrivere due parole su questa ricorrenza annuale ho pensato che dovevano essere un po' matti, essendo io una donna come le altre, che vivono una vita normale.

Ho quasi 60 anni e, come la gran parte delle mie coetanee, ho una famiglia e un lavoro. Esercito la professione di medico oncologo ospedaliero e questo ha sicuramente dato alla mia vita una ricchezza in più, perché vivere ogni giorno a contatto ravvicinato con questi pazienti, e molte sono donne in tutte le fasce di età, mi fa riflettere continuamente sul valore e sul senso che ognuno dà alla propria vita. 

Ho incontrato donne pazienti e donne che hanno un familiare che lotta contro il cancro. Ho trovato degli esempi che scardinano la tua interiorità e ti fanno comprendere come esse siano le donne eroiche che lottano per se stesse e per i loro familiari e con loro. 

Quando a 17 anni ho avuto la grazia di  incontrare monsignor Giaquinta, la sua spiritualità della santità ha illuminato il mio cammino di ragazza, di giovane donna, e poi di madre. Il suo sguardo e la sua sollecitudine mi hanno accompagnato, portandomi a condividere il cammino verso la santità con altre donne, spose e madri che a loro volta vivevano la santità familiare pienamente donate alla propria famiglia e nello stesso tempo proiettate verso tutte le altre famiglie che incontrano lungo il cammino della vita, del proprio lavoro. 

E' così che vivono la disponibilità all'apostolato, come richiesto alle cooperatrici, cioè a coloro che, accettando il cammino di santità, trovano nell'Istituto delle Oblate apostoliche del movimento Pro Sanctitate la famiglia spirituale che rafforza ancora di più la loro vocazione alla santità familiare. 

La nostra vita quotidiana vuole essere riflesso di un lavoro bello, costruttivo e gioioso, anche se impegnativo: la preghiera, l'offerta consapevole degli sforzi che facciamo ogni giorno, le sofferenze per le difficoltà che affrontiamo e a volte,  magari spesso, anche la stanchezza fisica, cui arriviamo al termine della giornata.

Quando si condivide un ideale così grande, e vissuto realmente nella propria vita e nella propria famiglia, non lo si  può tenere come un tesoro nascosto, bisogna donarlo: e il mio lavoro, che richiede l'impegno a saper entrare nel cuore di persone che lottano ogni giorno per vivere una qualità di vita dignitosa, anche se segnata dalla sofferenza della malattia tumorale, diventa per me il cammino di seminatrice di speranza. La speranza di diventare santi e di trascinare con noi non solo coloro che amiamo, ma anche coloro che incontriamo per lavoro, specialmente in un ambiente come il mio. Chiedono speranza. E noi lottiamo con loro. 

Ecco, secondo me, qual è il significato che oggi riveste la festa delle donne. 


 Maria Elisa Vitale

Cooperatrice dell'Istituto delle Oblate Apostoliche Pro Sanctitate


"Le Cooperatrici hanno come impegno primario la santificazione della propria famiglia, la promozione della spiritualità familiare perché la famiglia, chiesa domestica, ritrovi il suo ruolo di unità, di amore vicendevole, di centro di educazione ai valori più alti dell'uomo."