CHIAMATI A COSTRUIRE PONTI CON L’“OPERAZIONE UNO + UNO”

L’ingegno umano, di ponti, ne ha realizzati tanti lungo i millenni, fin dagli albori della storia, sempre per quell’esigenza connaturale dell’uomo di andare oltre, di superare le barriere, di dilatare le frontiere, di unire e di comunicare! E ciò che è vero sotto l’aspetto fisico e logistico, lo è stato e lo è ancor più radicalmente nell’ordine psicologico e spirituale.

Di ponti costruiti materialmente e anche attraversati da ciascuno di noi ne conosciamo forse una varietà illimitata. Ci sono ponticelli minuscoli appena visibili a cavallo di fiumiciattoli che scorrono nella vallata o in mezzo alla campagna, e viadotti d’autostrada a campata unica, maestosi da vertigini, solo a pensarci. Ci sono ponti levatoi all’ingresso di castelli medievali, e ponti ferroviari innalzati su una sequenza infinita di archi. Ci sono quelli antichi ancora lì a sfidare il tempo e dare testimonianza del genio umano, e quelli di ultima generazione, gli altissimi pennoni che lanciano i loro tiranti non so come sull’altra sponda!

Dei ponti, poi, che sembrano restare invisibili – agli occhi, ma non alla mente e al cuore – non si può far certo una conta matematica. Si può dire però che la storia di per sé è un grande ponte nel tempo: lo è stato e lo sarà ancora, per tutte le generazioni! Che le civiltà nella loro originale identità hanno costituito popoli e nazioni, e le culture con la loro ricchezza hanno attraversato i secoli. Che le religioni nel comune sentire hanno cementato gli uomini tra loro, e il Vangelo di Gesù Cristo, percorrendo in lungo e in largo le strade del mondo, in virtù della testimonianza dei santi e del sangue dei martiri ha seminato il germe della fraternità universale. E che i moderni mezzi di comunicazione sociale, pur nei limiti riconosciuti, sono una sorprendente dilatazione dello spazio e un’inarrestabile sfida di globalizzazione. 

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