Voglio narrarti sogni che diventano realtà

Un  uomo che sogna,  Papa Francesco.

Sogna pace e giustizia, solidarietà, lavoro sicuro, famiglie unite. Sogna spazi di speranza, progettualità feconda.

Abbiamo conosciuto, amato e seguito un altro grande sognatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

Il suo sogno, la vocazione universale alla santità, è nato come piccolo seme.

 

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Mi piace raccontarti cose...ancora

Continuo con i ricordi del passato. Ricordo le parole con cui il Servo di Dio Giaquinta concludeva il sacramento della confessione “Chiedi perdono al Signore dei peccati della vita passata, specialmente quelli contro la pazienza, la dolcezza, l’umiltà e la carità”. Ho cambiato ordine nell’elencare le virtù rispetto alla biografia “Una vita di luce” perché improvvisamente mi è ritornato nel cuore il ricordo vivo della sua voce. Sì, la prima virtù elencata era la pazienza, una pazienza che negli anni, attraverso la preghiera e la sofferenza, in lui si affinava sempre più. E poi la dolcezza: nell’accogliere, nel consolare, nel testimoniare con le sue parole la mitezza di Gesù. L’umiltà: anche quando rimproverava o faceva notare rallentamenti nel cammino – spesso la confessione sfociava nella direzione spirituale – era però sempre discreto e attento a non ferire.

Per ultima, la carità: ti faceva brillare il cammino della santità. Una santità che il “Padre” faceva toccare con mano nella vita quotidiana, l’utopia dei santi si vestiva dei gesti semplici di ogni giorno, nelle scelte e negli orientamenti.

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Solo chi crede nei sogni può volare!

Solo chi crede nei sogni può volare! (Peter Pan)

 

Quante volte abbiamo sentito ripetere dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta “Lasciatemi sognare figli miei!” Quale il suo sogno? L'utopia dei santi! “Utopia è l'ideale che non essendo né realizzato né realizzabile nella sua totalità non ha un luogo e perciò è etimologicamente utopico, senza luogo. Parlando della santità universale totale diciamo che non esiste in questo mondo, ma è una realtà in Dio e in Cristo e può essere parzialmente attuata da tutti noi. Non riusciremo a raggiungere questo ideale, ma dobbiamo impegnarci a farlo perché è la volontà di Dio.” G. G.

Sullo stesso piano si pone la fraternità universale: tutti figli di Dio, cioè santi; tutti figli di Dio, quindi fratelli.

Ringraziamo il vescovo Giaquinta per questa esaltante e splendida prospettiva.

Ninni Mazzei

Mi piace raccontarti cose…

Mi piace raccontarti cose…

 

Non è un titolo che ho inventato io, mi è stato suggerito per presentare una santa spagnola, S. Angela della Croce fedele devota di S. Giuseppe Benedetto Labre. E io lo giro, questo titolo, per il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, padre fondatore della famiglia Pro Sanctitate.

 

Mi piace raccontarti della sua fiducia illimitata nel ‘dolce’ Padre, in Gesù, nella Vergine Santissima, Madre della Fiducia. I suoi figli spirituali l’hanno inciso nel cuore questo appellativo di Maria “che se da te questa parola ascolteremo più facile sarà il cammino e la meta meno lontana”.

 

La fiducia di diventare santi! Ce ne vuole di coraggio, ma il ditino di Gesù che indica il cuore della mamma ci apre al sorriso e alla gioia…e alla fiducia.

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Una Chiesa in cammino

Sono passati quasi due mesi dalla mia avventura come Delegata del Movimento Pro Sanctitate al Convegno Ecclesiale di Firenze “In Gesu’ Cristo il nuovo Umanesimo”.

Quando Nicoletta mi chiamò e, con il suo entusiasmo e la sua contagiosa letizia, mi chiese di partecipare al Convegno, mi misi a ridere e un po’ per scherzo e un po’ per “piacevole dovere” le dissi di sì.

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Le Oblate Apostoliche: messaggere di Dio per la mia vita

Voglio iniziare questo breve articolo con una storia, la storia che ha riempito la mia vita e attraverso la quale ho incominciato a comprendere il progetto che Dio aveva per me: la santità.

 

Mi chiamo Roberto e ho 30 anni, vivo a Pescara ove con la mia famiglia mi sono trasferito nel 1998. Durante la mia adolescenza, soprattutto intorno ai 17 anni iniziai a sentire forte un’attrazione verso i santi ma non comprendevo cosa questo volesse significare: ero attratto dalla loro vita perché stavo capendo non so come, che in loro c’era la vera felicità e così mi venne in mente di incominciare un cammino per cercare di imitarli, un cammino che oggi è in corso, pieno di cadute e momenti forti, lungo e al tempo stesso affascinante, un cammino iniziato la sera del giovedì Santo del 2003, era esattamente il 17 di aprile, quando ad introdurre la Messa della Cena del Signore fu una donna, la aspettava ai piedi dell’ambone un’altra. Erano simili nel modo di vestire e ne fui colpito, si perché durante questa introduzione parlò di santità e di Gesù che nella Passione stava dandoci l’esempio massimo. Mi colpirono i loro atteggiamenti, sembrava quasi che erano state inviate per me, si proprio per me quella sera che tanto avevo cercato e desiderato qualcosa che mi aiutasse a scoprire tutto questo. E si sa, Dio non tralascia mai di esaudirci per le cose serie. Così mi avvicinai per conoscerle e ci presentammo: erano Giselda ed Agata.

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