Famiglie Pro Sanctitate a Fiuggi: la gioia dell'amore

Ci incontriamo per iniziare a riflettere sulla missione le sfide della famiglia oggi, guidati dalla Amoris Laetitia, la gioia dell’amore che si vive nelle famiglie che è anche il giubilo della Chiesa. 

Con questa finalità il Movimento Pro Sanctitate presente nella diocesi Anagni-Alatri ha proposto a Fiuggi un pomeriggio di riflessione, di condivisione e di fraternità.

 

 

 

Dopo il benvenuto e la presentazione dell’iniziativa fatti da Teresa Carboni, due coppie si sono alternate per condividere le prime suggestioni alla lettura della Amoris Laetitia.

Alberto Hermanin con Emanuela da Roma, Gianluca Ludovici con Germana da Fiuggi, hanno evidenziato alcuni aspetti salienti: la sessualità come dono, l’importanza del perdono, della negoziazione equilibrata e della legge della gradualità, ma anche l’essenzialità del quarto capitolo del documento che traccia l’itinerario della carità declinato dall’Apostolo Paolo nel quotidiano convivere in coppia e in famiglia.

È emersa nella condivisione dei gruppi una salutare curiosità di leggere e comprendere il documento di papa Francesco, la voglia di entrare in merito alla genitorialità e alla sfida educativa; l’esperienza dei partecipanti ha messo in luce la preghiera in famiglia come insostituibile punto di forza e l’esperienza nel gruppo Pro Sanctitate come occasione favorevole di crescita comune e di scoperta della missione della famiglia.

Le parole del Fondatore, il servo di Dio Guglielmo Giaquinta, hanno invitato alla riscoperta della grazia del sacramento del matrimonio e della vita della famiglia come comunità d’amore.

 

Dopo la condivisione delle riflessioni di gruppo don Gigino Battisti, sacerdote amico del Movimento, ha suggerito alcune sottolineature sul punto 37 del documento:

 

Per molto tempo abbiamo creduto che solamente insistendo su questioni dottrinali, bioetiche e morali, senza motivare l’apertura alla grazia, avessimo già sostenuto a sufficienza le famiglie, consolidato il vincolo degli sposi e riempito di significato la loro vita insieme. Abbiamo difficoltà a presentare il matrimonio più come un cammino dinamico di crescita e realizzazione che come un peso da sopportare per tutta la vita. Stentiamo anche a dare spazio alla coscienza dei fedeli, che tante volte rispondono quanto meglio possibile al Vangelo in mezzo ai loro limiti e possono portare avanti il loro personale discernimento davanti a situazioni in cui si rompono tutti gli schemi. Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle.

 

Si ripropone insistente la ‘formazione delle coscienze’ che Giaquinta riteneva essere urgenza prioritaria e che anche oggi sperimentiamo come essenziale.

La conclusione dell'incontro è stata suggerita dal punto numero 316:

 

Una comunione familiare vissuta bene è un vero cammino di santificazione nella vita ordinaria e di crescita mistica, un mezzo per l’unione intima con Dio.

 

Si tratta di essere santi insieme, felici insieme: in questa prospettiva ci siamo lasciati con un arrivederci.

 

Sì, è necessario continuare, anzi, è bello continuare!

 

Teresa Carboni