La festa di tutti i santi: che dono! Che Grazia!

La festa di tutti i santi: che dono! Che Grazia! Nella diocesi di Cefalù il 1° novembre ci ha visti partecipare a due momenti intensi, gioiosi portatori di Grazia. Durante la mattinata, noi membri del Movimento Pro Sanctitate di Castelbuono, affiancati da alcune amiche, abbiamo animato, a Cefalù, una Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo, Monsignor Giuseppe Marciante. Siamo stati accolti nella parrocchia dello Spirito Santo, comunità che per la prima volta incontra ed ospita il Movimento e che ha un nuovo amministratore parrocchiale, don Francesco Sapuppo, un sacerdote amico del Movimento, che ha voluto celebrare la Giornata della Santificazione Universale con noi tutti. È stato bello ed emozionante ascoltare il coro dei bambini intonare il canto "Santo è il tuo nome" e la bella preghiera alla Vergine della Fiducia, scritta dal nostro padre fondatore. 

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Convegno Nazionale Movimento Pro Sanctitate: Padre Giulio Albanese, Antonia Chiara Scardicchio, Fabio Zavattaro

Sabato 30 novembre 2019 presso la Fraterna Domus in Sacrofano la riflessione sul tema "L'Amore è rivoluzione: tutti santi tutti fratelli", si svilupperà attraverso gli interventi di Padre Giulio Albanese, Antonia Chiara Scardicchio e con il contributo di Fabio Zavattaro.

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La GSU a Palermo

Una Veglia di Preghiera ha aperto il mese della Santità nel Centro Operativo di Palermo: il 31 Ottobre ci siamo ritrovati nella Parrocchia di Santa Luisa Di Marillac attorno al nostro Arcivescovo Don Corrado Lorefice per pregare insieme e chiedere il dono della Santità. Una intensa Adorazione Eucaristica,  con bellissimi brani proposti, accompagnata dal coro parrocchiale e culminata con la bellissima riflessione di Don Corrado, ha visto la presenza di Associati, Amici e di quanti hanno voluto unirsi per chiedere il dono della Santità.

Don Corrado ha ribadito l’invito di Gesù a RIMANERE. “Rimanete nel mio amore “ GV 15,11. Gesù ci invita rimanere nella sua relazione , che è relazione con il Padre e con i fratelli; ma questo non comporta intimismo, bensì l’inserirsi nel “FARE” di Dio. Dobbiamo riscoprire il termine Santità in tutta la potenza della sua portata.

 

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«Un girasole per te»: siamo tutti chiamati alla santità

Nell’odierna Giornata della Santificazione Universale, i girasoli del Movimento Pro Sanctitate porteranno aria di festa nelle piazze italiane. Tutti invitati ad assaggiare il biscotto a forma del fiore e condividere l’annuncio della santità. nella vita quotidiana.

 

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

 

“Prendi un girasole, fai un gesto di fraternità concreta, condividi il sogno di una rivoluzione”. E’ l’invito che il Movimento Pro Sanctitate, promotore della Giornata delle Santificazione Universale, celebrata dalla Chiesa in tutto il mondo, rivolge oggi alle persone di ogni età, che incontrerà nelle piazze italiane di numerose diocesi, che hanno aderito all’iniziativa.

 

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La santità è dono e chiamata

Nella Solennità di Tutti i Santi, Papa Francesco ci ricorda che la santità è dono e chiamata, che ci spinge ad alzare lo sguardo verso il cielo non per dimenticare le realtà della terra, ma per viverle con più coraggio. 

 

L’odierna solennità di Tutti i Santi ci ricorda che siamo tutti chiamati alla santità. I Santi e le Sante di ogni tempo, che oggi celebriamo tutti insieme, non sono semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili. Al contrario, sono persone che hanno vissuto con i piedi per terra; hanno sperimentato la fatica quotidiana dell’esistenza con i suoi successi e i suoi fallimenti, trovando nel Signore la forza di rialzarsi sempre e proseguire il cammino. Da ciò si comprende che la santità è un traguardo che non si può conseguire soltanto con le proprie forze, ma è il frutto della grazia di Dio e della nostra libera risposta ad essa. Quindi la santità è dono e chiamata.

 

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Cos'è la Giornata della Santificazione Universale - ideata da Guglielmo Giaquinta

GSU 

 

La Giornata della Santificazione Universale è l’appuntamento cardine nella storia e nelle attività del Movimento Pro Sanctitate; è stata ideata dal Fondatore Gugliemo Giaquinta come occasione per riscoprire, annunciare e diffondere la chiamata di ogni uomo alla santità.

 

È il 1957 quando per la prima volta viene celebrata, nel cuore di Roma, dal giovane don Gugliemo Giaquinta. Da allora in poi, ogni anno, egli stesso si farà promotore di iniziative sempre più varie, dinamiche, diffusive: ricordiamo una serie di conferenze organizzate negli anni ’60 per correlare la santità con ogni situazione umana, sociale, ecclesiale. L'intento era dare concretezza alla santità, dimensione essenziale e primaria del messaggio evangelico, rimuovendo il pregiudizio che essa fosse riservata ad una élite.

Sono gli anni antecedenti il Concilio Vaticano II, e la vocazione universale alla santità, ancorché scritta chiaramente sulle pagine del Vangelo, non è ancora patrimonio culturale, né pastorale della Chiesa; eppure  Guglielmo Giaquinta, con straordinaria creatività e lungimiranza, si adopera instancabilmente affinché questa vocazione al “di più” per ogni uomo raggiunga gli ambiti, gli ambienti, le situazioni e le categorie di persone più disparate. 

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Giornata della santificazione universale: la sfida della fraternità

Dalla Lumen gentium alla Gaudete et exsultate c’è una distanza temporale di 54 anni. Tanto tempo? Poco? Più che fare retoriche valutazioni sui tempi più o meno adeguati, è opportuno cogliere la bellezza del dono dello Spirito, che attraverso la parola di Papa Francesco, riconsegna alla Chiesa del terzo millennio e affida alle nostre mani uno dei temi più affascinanti e suggestivi proposti dal concilio Vaticano II: la santità come vocazione universale.

Dall’uscita dell’esortazione apostolica di Papa Francesco, si sono moltiplicate pubblicazioni, conferenze e iniziative di ogni genere per diffonderne il contenuto, ma soprattutto per far sì che la “provocazione” della santità arrivi veramente al cuore di ogni uomo e di ogni donna. “Santità” è una parola semplice, ma accostata al termine “vocazione” e all’aggettivo “universale” acquista uno spessore che ha la stessa estensione dell’amore di Dio: infinito.

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Pro Sanctitate Salerno: 50 anni di presenza. Memoria ricca di gratitudine, sguardo proteso verso il futuro

50 e non sentirli! Avere 50 anni ci fa sentire giovani. Perché festeggiamo il mezzo secolo con tutta la famiglia ecclesiale Pro Sanctitate, guardando quanto e come sono cresciuti i membri, ci viene un senso pieno della vita. L’esperienza, l’offerta, le attività, l’amore di 50 anni costituiscono una memoria collettiva ricca di gratitudine.

Al fondo di ogni nascita c’è una radice, e la radice del nostro Centro di Salerno, della nostra famiglia Pro Sanctitate - sono stati una Oblata Apostolica, Tita La Mastra, siciliana di Grotte, ed un sacerdote salesiano Don Luigi Cosato, che ha assunto con profondo amore e sapienza sacerdotale, l’ideale Pro Sanctitate che Tita gli aveva comunicato. Don Luigi aveva anche partecipato ad un Convegno sacerdotale “Pro Sanctitate” a Sassone nel 1969. L’incontro, certo rassicurante, con il Fondatore del Movimento, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta fu molto significativo: Mons. Giaquinta e Don Luigi si incontrarono e si compresero sul terreno fertile della santità e dell’amore infinito di Dio. Il lavoro “Pro Sanctitate” iniziò, umilmente, silenziosamente, nel mese di ottobre del 1969, ma con la sapienza pastorale di Don Luigi attraverso la direzione spirituale (così cara anche al nostro Padre Fondatore!) e l’amicizia con le famiglie, quest’ultima una costante nell’attività apostolica Pro Sanctitate a Salerno anche ora.

 

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La Giornata della Santificazione Universale su Radio Vaticana

Oggi, 31 ottobre 2019, la gioia della Giornata della Santificazione Universale ha raggiunto gli ascoltatori di Radio Vaticana.

 

Attraverso la voce e la testimonianza di Annaida Di Rosario, abbiamo condiviso l'ideale della santità e della fraternità universali.

La santità è possibile nella quotidiana ordinarietà di madri, padri, famiglie e comunità in cammino. 

 

Puoi riascoltare in podcast l'intervista realizzata da Federico Piana, nel corso della trasmissione "il Papa ieri e oggi, il mondo secondo Francesco".

 

Vai al minuto 39,33 attraverso il link della trasmissione oppure scarica l'MP3.

 

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1 Novembre 2019, il Movimento Pro Sanctitate nelle piazze d'Italia

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione

 

Il Movimento Pro Sanctitate promuove per il terzo anno consecutivo l’iniziativa “Un Girasole per te” e si prepara ad incontrare adulti, anziani, giovani e bambini, sulle strade della quotidianità.

 

Durante la giornata del 1° novembre, su diverse piazze d’Italia - Brescia, Imperia, Roma, Tivoli, Veroli, Ceprano, Pescara, Palermo, Castelbuono, Resuttano, Catania, Noto, Riesi, Ravanusa, Campobello di Licata, Grotte -  i Girasoli della Santità porteranno aria di festa.

 

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Cuori rivoluzionari a Palermo

Apertura delle attività del Centro Operativo di Palermo il 13 ottobre 2019. Il  tema dell’anno viene presentato a partire da tante frasi del nostro fondatore che ciascuno “pesca” da un cestino. Dopo avere ricevuto il dono siamo chiamati a condividerlo: ed ecco che dobbiamo cedere il nostro bigliettino alla persona che ci sta accanto e ricevere il suo. Dono reciproco, condivisione della propria chiamata e accoglienza della chiamata dell’altro, per farci carico dei suoi bisogni e delle sue attese. Da questi semplici gesti e atteggiamento del cuore parte la “rivoluzione dell’amore” di cui ci parla il nostro Fondatore. La riflessione è incentrata sul bisogno di una fede autenticamente vissuta che ci impone di essere i “rivoluzionari” di cui oggi il mondo ha bisogno.

 

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L'amore è rivoluzione. Tutti santi, tutti fratelli.

 

 

Tutti santi, tutti fratelli.

Quattro parole semplici ed efficaci, immediate ed inequivocabili, eppure composte per metà di un lessico estraneo alla laica quotidianità.

Santi e fratelli: sono parole che rimandano subito all’idea di un mondo diverso e stimolano l’immaginazione verso la rappresentazione di un paesaggio bucolico di biblica memoria…

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Calino ad ottobre capitale della santità

Ad Ottobre Calino si trasforma in “capitale della Santità”

Al via presso il cento Oreb la rassegna promossa dal Movimento Pro Sanctitate intitolata

I VOLTI DELLA CITTA’.

Giovedì 17 ottobre il Vescovo Tremolada aprirà il primo dei tre incontri dialogando con i giovani dell’Unità Pastorale

 

Il bello del vivere. La santità dei volti e i volti della santità” questo era il titolo della prima lettera pastorale del Vescovo Tremolada, per cui cominciavano a prendere forma in terra bresciana, dalla comunità pastorale a quella laica, nuovi scenari e prospettive di riflessione. La santità come volto buono dell’umanità, come “lato più bello e più vero”, l’umanità come Dio l’ha desiderata da sempre. In questo clima di redenzione dalla tristezza, dalla volgarità, dalla violenza, così ben anticipato dalla lettera pastorale, si innesta perfettamente l’iniziativa promossa dal Movimento Pro Sanctitate e che vede protagonista giovedì 17 ottobre, al centro Oreb di Calino, proprio lo stesso Vescovo di Brescia  Mons. Tremolada In dialogo, oltre che con i giovani dell’Unità Pastorale, con il prof. Gabriele Archetti e il Direttore del Giornale di Brescia Nunzia Vallini nell’ambito di un progetto di respiro europeo dal titolo “I volti della città”.

 

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Con un amore di rivoluzione, per una rivoluzione dell'amore.

Chiedeva Gesù ai Farisei, osservanti della legge:

chi di voi se, di sabato, gli cade l’asino nel pozzo, non fa ogni sforzo per salvarlo (Lc. 14, 5)?

 

Se volessimo tradurre in termini moderni il pensiero del Maestro potremmo farlo ponendoci un altro interrogativo: se una casa va a fuoco e noi siamo coscienti di poter fare qualche cosa, ci è lecito goderci lo spettacolo dei pompieri che affrontano la morte?

Non è solo una casa che brucia, ma il mondo che va in fiamme. E purtroppo non si tratta di un rogo di amore ma di odio e di distruzione.

 

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Donna, seminatrice di speranza

Oggi Festa della donna: quando mi è stato chiesto di scrivere due parole su questa ricorrenza annuale ho pensato che dovevano essere un po' matti, essendo io una donna come le altre, che vivono una vita normale.

Ho quasi 60 anni e, come la gran parte delle mie coetanee, ho una famiglia e un lavoro. Esercito la professione di medico oncologo ospedaliero e questo ha sicuramente dato alla mia vita una ricchezza in più, perché vivere ogni giorno a contatto ravvicinato con questi pazienti, e molte sono donne in tutte le fasce di età, mi fa riflettere continuamente sul valore e sul senso che ognuno dà alla propria vita. 

Ho incontrato donne pazienti e donne che hanno un familiare che lotta contro il cancro. Ho trovato degli esempi che scardinano la tua interiorità e ti fanno comprendere come esse siano le donne eroiche che lottano per se stesse e per i loro familiari e con loro. 

Quando a 17 anni ho avuto la grazia di  incontrare monsignor Giaquinta, la sua spiritualità della santità ha illuminato il mio cammino di ragazza, di giovane donna, e poi di madre. Il suo sguardo e la sua sollecitudine mi hanno accompagnato, portandomi a condividere il cammino verso la santità con altre donne, spose e madri che a loro volta vivevano la santità familiare pienamente donate alla propria famiglia e nello stesso tempo proiettate verso tutte le altre famiglie che incontrano lungo il cammino della vita, del proprio lavoro. 

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La concretezza della fede

Della fede concedici la fermezza: con queste parole il servo di Dio Guglielmo Giaquinta invocava il dono della fede. Una fede incrollabile , indefettibile, quella di Giaquinta, che partiva da una adesione dell’intelletto: Dio c’è .

Ricordiamo con grande gratitudine le prove dell’esistenza di Dio che presentava ai suoi figli spirituali. La sua fede trovava l’humus, il terreno fertile nella Parola, diventava spiritualità profonda. Dio è amore, ci offre tutto il suo amore: da qui la vocazione universale alla santità, rispondere all’amore di Dio.

La fede del Servo di Dio è stata fiorente, luminosa, attraente. Si esprimeva in una preghiera profonda, umile, e in una parola convincente. La sua fede si incontrava continuamente con l’amore redentivo di Gesù di cui Giaquinta è stato innamorato cantore.

 

Ancora una nota sulla sua fede: ha avuto accenti mistici, cioè di trasporto al vertice della soglia di un grande, inesprimibile affidamento. Nell’ultimo Sabato Santo passato sulla terra, si piegava al silenzio di Dio di fronte ad una grande sofferenza che sperimentava in sé e intorno a sé.

 

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Una “conversione alla fraternità”

Storie e riflessioni a margine dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Pan-Amazzonica. Cosa succede oggi in Amazzonia? Uno sguardo alla storia per convertirci alla fraternità.

 

La deforestazione è un vecchio nemico dell’Amazzonia. Nella stragrande maggioranza dei casi la causa sono i roghi appiccati dagli esseri umani, sia legalmente (in aree già adibite all’agricoltura), che illegalmente, per disboscare i terreni e renderli adatti all’agricoltura o all’allevamento, aumentandone così il valore. Le conseguenze possono essere terribili per questa immensa distesa di foreste e per il clima dell’intero pianeta.

Per non parlare poi di ciò che lo sfruttamento petrolifero ha causato alle popolazioni indigene!

 

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Palermo, apertura dell'Anno Apostolico 2019/20

Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale

«Tanti in Amazzonia portano croci pesanti e attendono la carezza d’amore della Chiesa». Con queste parole,  alla Messa di apertura del Sinodo, il Papa esorta i Pastori a «camminare insieme con chi ha versato la vita in questa Regione, ravvivando il fuoco d’amore ricevuto, quel fuoco d’amore bruciante per Dio e per i fratelli.  Molto diverso è il fuoco appiccato da interessi che distruggono, come in Amazzonia!

Il fuoco del Vangelo invece riscalda e sa discernere, con  prudenza. Una prudenza che non è timidezza ma  è una virtù cristiana e di governo,  mentre qualcuno pensa che sia la virtù “dogana” che ferma tutto per non sbagliare».

Usa quest’immagine Papa Francesco, nell’omelia dalla forte impronta missionaria della Messa che apre l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica.

 

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I volti della città - Testimoni di santità oggi

Presentata in anteprima a Calino la mostra dal titolo «I volti della Città - Testimoni di santità oggi».

 

Con questo progetto multimediale, il Movimento Pro Sanctiate desidera offrire un viaggio attraverso una città diversa, forse non sempre rintracciabile nella nostra esperienza quotidiana.

È la città abitata da uomini e donne, comuni e imperfetti, che hanno incontrato Dio e che hanno lasciato che questo incontro trasformasse le loro vite.

 

 

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Non notai della fede e guardiani della grazia, ma missionari. Mese missionario straordinario

Con i primi Vespri del 1° ottobre 2019, Papa Francesco ha aperto il Mese Missionario straordinario indetto per il 2019.

Le sue parole richiamano ogni battezzato ad un impegno missionario vero, concreto e generoso.

 

Nella parabola che abbiamo ascoltato, il Signore si presenta come un uomo che, prima di partire, chiama i servi per consegnare loro i suoi beni (cfr Mt 25,14). Dio ci ha affidato i suoi beni più grandi: la nostra vita, quella degli altri, tanti doni diversi per ciascuno. E questi beni, questi talenti, non rappresentano qualcosa da custodire in cassaforte, rappresentano una chiamata: il Signore ci chiama a far fruttare i talenti con audacia e creatività. Dio ci domanderà se ci saremo messi in gioco, rischiando, magari perdendoci la faccia. Questo Mese missionario straordinario vuole essere una scossa per provocarci a diventare attivi nel bene. Non notai della fede e guardiani della grazia, ma missionari.

 

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Regolamento del Concorso Nazionale Arti Visive, l'amore è rivoluzione

Il Movimento Pro Sanctitate indice un concorso nazionale di arti visive, in occasione del 25° anniversario della nascita al cielo del Fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

 

Il tema del concorso a cui i partecipanti dovranno dare forma attraverso le loro opere è:

 

“L’AMORE E’ RIVOLUZIONE”

Si può partecipare al concorso con la realizzazione di:

  • Opere pittoriche
  • Disegni
  • Fotografie
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Tutti santi, tutti fratelli - La rivoluzione vuole trovare cuori disponibili anche a Palermo

Due giorni intensi per Ritrovarsi, Ricominciare, Rivoluzionare.

Direzione del Movimento Pro Sanctitate e membri associati impegnati si sono riuniti nella sede del Movimento di Palermo per condividere preghiera, formazione, progettazione.

Durante il primo giorno abbiamo sperimentato concretamente cosa vuol dire lavorare insieme per “Costruire“: il gruppo è una forza, le esperienze e le abilità di ciascuno sono preziose se messe a servizio di un obiettivo comune.  

Nel secondo giorno abbiamo fatto risuonare nei nostri cuori l’invito alla "Rivoluzione", ascoltando un canto composto da Loredana Reitano. Nell’esperienza del deserto poi abbiamo lasciato parlare Lui, il Santo dei santi, il rivoluzionario inchiodato alla Croce. Il frutto della nostra contemplazione è diventato l’impegno che abbiamo preso dinanzi al Signore e ai fratelli, impegno di non venire meno al nostro “essere Pro Sanctitate” avendo come primaria preoccupazione che sempre più fratelli abbiano interesse per Dio.

Da questo desiderio scaturiscono tutte le attività programmate per il nuovo anno apostolico. Tutto è stato condito con la forza della preghiera, la gioia della condivisione dei pasti, la partecipazioni alle situazioni individuali di sofferenza nella malattia e gli inconvenienti più o meno gravi che succedono in tutte le famiglie!  

Santina Mitra

Tutelare la vita, difendere la dignità della persona

«Saremo attenti e vigilanti a tutela della vita delle persone, soprattutto di chi si trova in situazioni di disagio, di difficoltà, di malattia». Così Mons. Russo, segretario generale della Cei, ha ribadito in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale sul caso della morte del Dj Fabo.

La Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso una nota nella quale esprime tutto lo sconcerto nei confronti di una decisione senza precedenti.

«Si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia».

I Vescovi italiani si ritrovano unanimi nel rilanciare queste parole di Papa Francesco. In questa luce esprimono il loro sconcerto e la loro distanza da quanto comunicato dalla Corte Costituzionale.

 

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Programma Convegno Nazionale Pro Sanctitate - L'amore è rivoluzione, tutti santi, tutti fratelli

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La città, le scuole, gli uffici, le strade attendono la "rivoluzione dell'amore", fatta da uomini, donne, giovani e bambini che credono nel Vangelo.

 

L'amore è rivoluzione: tutti santi, tutti fratelli. Il tema dell'incontro chiama a riunirsi la componente italiana del Movimento Pro Sanctitate nell'anno in cui ricorre il 25° anniversario dalla nascita al Cielo del Fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

 

La santità come risposta alle urgenze del mondo, la fraternità come stumento per costruire la pace: i lavori del Convegno approfondiranno la "rivoluzione" pacifica del Vangelo e di tutti coloro che si fanno compagni di viaggio di ogni uomo e ogni donna, testimoni della speranza che viene da Dio.

Tutti santi, tutti fratelli: parole che hanno cambiato la vita di quanti hanno abbracciato l'ideale della santità e della fraternita universali con scelte coraggiose, percorsi di assoluta generosità, esperienze comunitarie feconde e decisive. 

 

L'esperienza del Convegno si arricchirà con interventi di relatori esterni, incontro con testimoni diretti (familiari e amici) di santi della porta accanto, laboratori di confronto, momenti di preghiera e di fraternità.

 

L'AMORE è RIVOLUZIONE - Campo estivo Giovani Pro Sanctitate

Dal 27 luglio al 2 agosto, noi giovani del movimento ci siamo incontrati per il campo estivo che quest'anno si è svolto a Mezzo Monreale, ospitati nella struttura dei padri agostiniani.

Il tema di quest'anno è stato "Giovani coraggiosi per una rivoluzione dell'amore". Abbiamo percorso giorno per giorno le tematiche dell'amore a 360°, l'Amore con la A maiuscola, quello che viene da Dio e che da Lui ha origine.

Abbiamo visto che è Lui a fare sempre il primo passo nei nostri confronti, che ci vuole bene fino al punto da accettare tutto di noi, anche le nostre brutture e i nostri errori. Dio ci aspetta, ci chiama per nome, ci accoglie a braccia aperte e ci offre la sua acqua di vita eterna. Questa è la prima rivoluzione: la Rivoluzione di un amore anticipante e incondizionato.

Questa accoglienza gratuita e piena di Dio per noi, l'abbiamo sperimentata anche tramite due figure di persone che hanno messo in gioco se stessi pur di fare del bene per i più bisognosi: Padre Pino Puglisi (la cui casa è diventata un museo) e Biagio Conte, che accoglie nella sua comunità poveri, bisognosi e immigrati.

Una delle giornate più intense è stata quella dedicata all'esperienza di deserto. Le ore passate in silenzio, ammirando la natura che ci circondava (Piano Battaglia, nel cuore delle Madonie), ci hanno permesso di entrare in noi stessi, nel profondo del nostro cuore, per instaurare un dialogo diretto con Dio.

 

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Festa della Famiglia con la Fondazione "Il Cuore in una Goccia"

Domenica 16 giugno nel Centro Operativo di Roma abbiamo celebrato la memoria del nostro fondatore mons. Giaquinta, nel 25° anniversario della sua morte, riuniti nella Festa della Famiglia. Sono stati con noi gli amici della Fondazione “Il cuore in una goccia” che operano a sostegno della vita nascente facendo divulgazione scientifica, portando la testimonianza delle famiglie che hanno affrontato una gravidanza difficile e promuovendo ogni attività con la preghiera. Tre pilastri operativi: “Scienza, Famiglia, Fede”. Abbiamo ascoltato da loro il racconto di una vera santità vissuta, fatta di accoglienza del dono di Dio, andando controcorrente nella cultura dominante che papa Francesco definisce “cultura dello scarto”.

La Fondazione è stata co-organizzatrice con il Pontificio Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita del convegno internazionale “Yes to life” sulle terapie fetali.

 

Il Movimento Pro Sanctitate di Roma ha scelto di celebrare la sua “Festa della Famiglia” incontrando le famiglie della Fondazione “Il Cuore in una goccia onlus”. Nel corso di una mattinata che si può definire avvincente oltre che interessante, abbiamo ascoltato testimonianze e considerazioni sul tema centrale cui la Fondazione è dedicata: “Difesa della Vita nascente e tutela della vita materna e fetale”.

(https://www.ilcuoreinunagoccia.com/#)

 

Registriamo per la storia che in nessun momento si sono levate grida scomposte con richieste di tornare a regimi giuridici diversi da quelli vigenti.

 

Non ci sarebbe quindi stato motivo, per chiunque avesse ascoltato, di urlare con riflesso pavloviano, che “la 194 non si tocca”. Semmai, a qualcuno come a chi scrive è venuto in mente, ascoltando, che la 194 sarebbe il caso di applicarla integralmente, a partire dal suo primo capoverso che recita “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”.

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Solo cose belle

“Solo cose belle”, film d’esordio del regista Kristian Gianfreda, è la storia di Benedetta, ragazza di sedici anni figlia del sindaco di un paesino dell’entroterra romagnolo. La tranquillità della comunità locale viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo di una casa-famiglia composta da mamma e papà, figlio naturale, un extracomunitario appena sbarcato, una ex-prostituta e la sua bambina, un ex-carcerato e due ragazzi con gravi disabilità. Si tratta di una realtà molto dura da accettare per la gente del paesino diffidente nei confronti del “diverso”. Persino il prete, per nulla conservatore, si trova inizialmente spiazzato dai nuovi arrivati. Benedetta invece si affeziona velocemente, impara a capire le dinamiche che regolano una famiglia così sui generis e finisce anche per innamorarsi di Kevin, suo coetaneo e ospite della casa-famiglia.

 “Solo cose belle nasce dalla lunga esperienza sul campo della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e delle tante case famiglia dell'Associazione, che da anni lavorano per diffondere i valori dell'inclusione sociale e per combattere l'emarginazione”: sono le parole del regista che ha tenuto anche a sottolineare la partecipazione attiva nel cast di persone che realmente vivono o hanno vissuto le stesse esperienze raccontate nel film.

 

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L’AMORE E’ RIVOLUZIONE: TUTTI SANTI TUTTI FRATELLI - Convegno Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

L’AMORE E’ RIVOLUZIONE:

TUTTI SANTI TUTTI FRATELLI

 

Convegno Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

 

Dal 29 novembre al 01 dicembre 2019  si terrà presso la Fraterna Domus a Sacrofano (Roma) il Convegno Nazionale del Movimento Pro Sanctitate.

L’evento è dedicato alla realtà Pro Sanctitate e a tutti coloro che desiderano conoscere, approfondire, condividere il tema della chiamata alla santità.

L’amore è rivoluzione: tutti santi, tutti fratelli. Il tema dell’incontro chiama a riunirsi la componente italiana del Movimento Pro Sanctitate nell’anno in cui ricorre il 25° anniversario dalla nascita al Cielo del Fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.  

La santità come risposta alle urgenze del mondo, la fraternità come strumento per costruire la pace: i lavori del Convegno approfondiranno la “rivoluzione” pacifica del Vangelo e di tutti coloro che si fanno compagni di viaggio di ogni uomo e ogni donna, testimoni della speranza che viene da Dio.

Tutti santi, tutti fratelli: parole che hanno cambiato la vita di quanti hanno abbracciato l’ideale della santità e della fraternità universali con scelte coraggiose, percorsi di assoluta generosità, esperienze comunitarie feconde e decisive.

Il Movimento Pro Sanctitate si raduna nel segno della festa, della gratitudine e dell’impegno.

 

Festa per la gioia di stare insieme, di condividere esperienze, di raccontarsi la vita.

Gratitudine per il dono di tanti fratelli, compagni di strada e di fede.

Impegno perché la rivoluzione dell’amore chiede menti aperte, cuori ardenti, mani generose.

 

La città, le case, le scuole, gli uffici, le strade attendono la “rivoluzione dell’amore”, fatta da uomini, donne, giovani e bambini che credono nel Vangelo. 

Mente o Cuore?

È sempre il pensiero che fa la differenza. È dal pensiero che nascono le azioni, le scelte, i diversi atteggiamenti delle nostre giornate. Chiedersi “cosa penso?” permette di conoscersi. Ma non i pensieri superficiali bensì quelli profondi, quelli che non riusciamo ad accettare o che abbiamo rimosso.

Se penso di non essere abbastanza, farò di tutto per farmi accettare, oppure mi impegnerò tanto a buttare fango sulle persone così da non sentire il malessere che deriva dal senso di inadeguatezza che provo.

Se penso che gli altri sono stupidi avrò un atteggiamento di sufficienza o superiorità. Se penso che gli altri sono cattivi o penso che non ci si può fidare di nessuno, attiverò sempre atteggiamenti di difesa o di attacco.

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L'amore per il prossimo

"Il termometro dell’amore di Dio è l’amore del prossimo: amiamo dunque quanti attorno a noi portano nel loro essere l’immagine del Signore. L’amore del prossimo è fatto di comprensione, di dolcezza, di pazienza, di generosità: è amore che non giudica, non maligna, non mormora, non calunnia; che sa compatire e scusare il debole che cade, pur condannando il peccato e guardandosi da chi vuole nuocere; sa aspettare e sperare con sano ottimismo e non spezza la canna incrinata né spegne il lucignolo fumigante. È amore che non osserva solo le grandi linee, cura il dettaglio con delicatezza materna e che tutto dà - Gesù ha dato la vita - e a tutti si estende - Egli ha perdonato sulla croce.  È amore che è compassione affettiva ed effettiva per chi soffre e dolora, che è gioia per chi della gioia sente il bisogno. È amore, soprattutto, che è irradiazione dell’amore divino.  Fare del bene a tutti, lasciare in tutti una traccia Dio, specie in chi ne ha più bisogno: questa è la forma perfetta dell’amore ed è contemporaneamente l’espressione più bella dell’apostolato. È evidente che il modo più concreto per amare Dio, quindi per attuare il piano della santità, è l’amore per il prossimo".

 

Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

È IL BUON PROFUMO DI CRISTO

La fama di santità di Mons. Guglielmo Giaquinta nell’itinerario della Causa di Beatificazione e Canonizzazione

 

Che Mons. Guglielmo Giaquinta, l’«apostolo della santità», sia santo, noi che lo abbiamo conosciuto e seguito non abbiamo alcun dubbio: ne abbiamo la certezza, per quel “buon profumo di Cristo” che ha sempre sparso attorno a sé. Comprendiamo che tanti invece ancora non lo sanno. È auspicabile quindi che sia proclamato ufficialmente santo, proprio per quella sua sete di universalità che lo ha condotto per tutta la vita. “Abbiamo bisogno di santi”, ripeteva; la società, la Chiesa, i cristiani hanno bisogno di santi, quelli nascosti e quelli riconosciuti, quelli della porta accanto e quelli presenti in ogni continente della terra, perché siano additati come esempi credibili del messaggio del Vangelo e come via da seguire dagli uomini di buona volontà.

Un credente che ascolta la Parola di Dio, con l’intento di conoscerla e di metterla in pratica nella sua personale esistenza, sa bene che la vita cristiana è la vita santa che si snoda quotidianamente sulle orme di Cristo. E un membro della Famiglia Pro Sanctitate, che – alla scuola del Fondatore – della santità ha fatto professione di fede e si è reso disponibile quale apostolo di questa vocazione fondamentale di ogni uomo da parte di Dio, non può non portarne l’annuncio e la proposta a tutti coloro che gli sono vicini o che incontra lungo la sua strada. Tutti perciò, insieme, in cammino verso un’unica direzione, guardiamo come a una missione di alto profilo all’impegno profuso dalla Chiesa nel riconoscimento ufficiale della santità di tanti suoi figli.

 

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LETTERA AI FEDELI DELLE DIOCESI DEL LAZIO

In occasione della solennità di Pentecoste, i vescovi del Lazio hanno indirizzato una lettera a tutti i fedeli, che sarà letta durante le S. Messe del giorno. Pubblichiamo il testo integrale.

 

Carissimi fedeli delle diocesi del Lazio,

desideriamo offrirvi alcune riflessioni in occasione della solennità di Pentecoste che ci mostra l’icona dell’annunzio a Gerusalemme ascoltato in molte lingue: pensiamolo come il segno del pacifico e gioioso incontro fra i popoli che attualizza l’invito del Risorto ad annunciare la vita e l’amore.

Purtroppo nei mesi trascorsi le tensioni sociali all’interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi.

 

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“Siamo membra gli uni degli altri”: la comunicazione per una società totalmente inclusiva

Lo scontro sulla comunicazione e la conseguente demonizzazione della tecnologia continuano anche oggi. Alcuni vorrebbero attribuirne la responsabilità alla Chiesa. Al contrario, la Chiesa ha dato prova di riconoscere le potenzialità e la vocazione dei nuovi canali di comunicazione. (leggi su w2.vatican.va)
Ne è una prova il recente messaggio per la 53a Giornata delle Comunicazioni Sociali.   In questo, Papa Francesco sottolinea come la comunicazione sia relazione. Non a caso, etimologicamente, ritroviamo la stessa radice di com-unione e con-divisione: si tratta di qualcosa che si mette in comune. Non si possono certo nascondere i rischi che la pervasività di Internet porta con sé, ne sono esempi la disinformazione (le fake news) e il cyberbullismo. Ma Francesco ci ricorda che la rete è “solo” uno strumento, neutro per definizione: non può essere, in sé, buono o cattivo ma assume la connotazione dello scopo e delle modalità con cui si utilizza.

 

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Ma cosa ci dice il cervello

Dopo una serie di pellicole di successo (Scusate se esisto!, Mamma o papa? e Come un gatto in tangenziale campioni di incassi), arriva il nuovo film di Paola Cortellesi, una commedia ricca di tematiche sociali e che si propone di risvegliare il Paese dal torpore.

Giovanna (Paola Cortellesi) è la protagonista della storia, una donna dalla vita apparentemente noiosa e ripetitiva ma che in realtà si rivela essere un’agente della Sicurezza Nazionale. La vita di Giovanna non è semplice dovendosi dividere tra la famiglia (con una madre e una figlia del tutto all’oscuro della vera professione della donna) e un lavoro che prevede come dogma l’anonimato.

Ad un certo punto, si riavvicina ai vecchi compagni del liceo che sembrano condurre delle vite appaganti fino a quando però non confessano di subire prepotenze da ricchi e cafoni sui rispettivi posti di lavoro.

È a questo punto che la protagonista capisce di non poter più restare a guardare, di non poter più chiudere gli occhi davanti al degrado che si sperimenta quotidianamente nella società attuale (significativa la scena iniziale in cui la protagonista al mattino affronta rassegnata l’ingorgo delle auto, i parcheggi in doppia fila e la spazzatura buttata per terra). 

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Testimoni e profeti

"La vita del profeta, dunque, non è una vita facile, ma una vita essenzialmente, costituzionalmente difficile: per essere profeti bisogna avere il coraggio di pagare.

Ciascuno di noi, in quanto cristiano, ha una vocazione al profetismo; infatti siamo stati battezzati in Cristo e tutti siamo diventati suoi profeti.

Dobbiamo essere profeti di Cristo con la professione di fede, con una vita che testimoni ciò che crediamo, e infine con l’annuncio del messaggio cristiano".

Servo di Dio G. Giaquinta

Weekend di formazione: diventare educatori Pro Sanctitate

“Il compito del moderno educatore non è di disboscare giungle, ma di irrigare deserti”.

Questa citazione di Lewis mi ha risuonato nella testa per tutto il weekend di formazione trascorso a Roma dal 3 al 5 maggio con un gruppo di ragazzi universitari del Movimento. Lo scopo di queste giornate era proprio quello di iniziare a formarci come educatori ed animatori per le prossime esperienze (in primis quella che si terrà a Monreale a fine luglio con i ragazzi delle superiori). Essere educatori Pro Sanctitate non è una cosa semplice: è necessario infatti aver già maturato e aver fatto propri certi messaggi ed ideali, quegli stessi ideali che stanno alla base del Movimento.

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Vita da Nonni

«Nonna io non credo a Gesù perché non lo vedo! dove sta Gesù? dove vive?».

 

Queste domande me le ha fatte il mio nipotino di sei anni. Sono rimasta un po' perplessa ma soprattutto non volevo dare delle risposte preconfezionate. Al momento ho risposto che Gesù è nel nostro cuore e si rivela soprattutto quando abbiamo sentimenti buoni verso gli altri, ma mi sono ripromessa di riflettere e soprattutto di pregare, perché lo Spirito Santo mi desse le parole giuste non solo per rispondere ma per comprendere la nostra vita da nonni, quando vogliamo trasmettere il messaggio della santità: “uno più uno, la santità è contagiosa”.

 

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Percorsi di fraternità

CNS photo/Vatican Media
CNS photo/Vatican Media

Percorsi di fraternità: questo è il titolo di un paragrafo dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Christus vivit dedicata ai giovani. Papa Francesco inizia parlando di crescita spirituale. L’espressione “crescita spirituale” mi fa un po’ timore, mi sembra qualcosa di molto faticoso che implica una maggiore consapevolezza “teorica” della propria fede, un lavoro individuale. Il Papa invece mi dice: “La tua crescita spirituale si esprime soprattutto nell’amore fraterno, generoso, misericordioso” (163). Questo cambia tutto. Certo, ci vuole molta fatica, ma ora riesco a coglierne la concretezza e la bellezza. Cogliamo allora l’invito ad uscire da noi stessi per cercare il bene degli altri. Fin dall’inizio del catechismo ci viene spiegato il comandamento di Gesù “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mc 12,31) e ci invitano a riconoscere Dio nel volto del prossimo. Lo sappiamo tutti. Ma viverlo realmente è tutt’altra cosa, è una scelta che va fatta ogni giorno. Per questo il Papa ci ricorda che dobbiamo “uscire da noi stessi per riconoscere la bellezza nascosta in ogni essere umano, la sua dignità, la sua grandezza come immagine di Dio e figlio del Padre” (164).

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Il bello della nostra vita!

I giovani Pro Sanctitate hanno vissuto insieme un'esperienza in Sicilia che li ha preparati alla Pasqua e ha permesso loro di vivere l'esperienza della comunione. Ascoltiamo le loro voci.

 

Domenica 31 Marzo noi giovani Pro Sanctitate ci siamo recati al santuario della Madonna della Sciara a MascaLucia che per molto tempo fu seppellito da un’eruzione dell’Etna ma, nonostante ciò, il simulacro dopo anni fu ritrovato intatto.

In questo luogo, immerso nella natura, abbiamo vissuto l’esperienza del “deserto” con momenti di riflessioni sul tema “hai mutato il mio lamento in danza”. Dopo il silenzio, abbiamo fatto la condivisione in gruppo per confrontarci sulle domande, difficoltà, dubbi nati dalla riflessione.

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1+1 La santità è gioia

Se realmente crediamo in Cristo, se abbiamo trovato la nostra felicità in Lui dobbiamo emanare, ispirare gioia. Quante volte siamo tristi, abbattuti, pessimisti, non diamo serenità attorno a noi, non diamo gioia! Occorre avere la capacità di superare le piccole mille cose che a volte possono esserci nella vita di ciascuno per avere spazi più ampi, per dare quella gioia profonda che ci viene dal possesso di Cristo. Se tutti fossimo stati più seminatori di speranza e di gioia quante più persone ci sarebbero accostate a noi: avrebbero trovato ciò che esse cercano e cioè la felicità e la gioia.   (Servo di Dio G. Giaquinta)

TESTIMONI DI SPERANZA NELLA CITTÀ - Padre Pino Puglisi: Dare speranza a chiunque chiede segni di amore

Padre Pino Puglisi: Dare speranza a chiunque chiede segni di amore

Pomeriggio davvero speciale nella sede del Movimento Pro Sanctitate di Palermo dove, nella cornice degli incontri "Testimoni di speranza nella città", domenica 31 marzo abbiamo avuto la gioia di accogliere Giuseppe Carini, uno dei giovani di Brancaccio che don Pino Puglisi ha strappato alla mafia e che è diventato suo prezioso collaboratore. La sua toccante testimonianza su Puglisi, le conseguenze che quell’incontro ha generato nella sua vita hanno dato concretezza alla parola speranza e ne hanno fatto affiorare il significato più profondo.

 

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Sintesi dell’Esortazione Apostolica post-sinodale dedicata ai giovani CHRISTUS VIVIT

Sintesi dell’Esortazione Apostolica post-sinodale

dedicata ai giovani

Christus vivit

 

È stata presentata, il 2 aprile 2019, l’Esortazione Apostolica post-sinodale “Christus vivit”, firmata lunedì 25 marzo nella Santa Casa di Loreto e indirizzata «ai giovani e a tutto il popolo di Dio». Il documento, composto di nove capitoli divisi in 299 paragrafi, è frutto della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

 

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Padre Nostro

Un mondo di santi e di fratelli è il sogno di Mons. Giaquinta, fondatore del Movimento Pro Sanctitate. Siamo fratelli perchè figli di uno stesso Padre che Gesù, nella preghiera del Padre Nostro, ci insegna a chiamare 'papà'.

 

Padre - nome dolcissimo che ci parla di memoria e di futuro.

Padre, abbà che in aramaico significa “paparino”, termine che pronunciamo fin da bambini e rimane nel nostro cuore pure da adulti, anche se abbiamo il pudore di confessarlo.

“Io credo in te, o Padre, Dio Amore che ci ami infinitamente e da ciascuno di noi vuoi una risposta massima di amore”. *

 

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A Palermo: testimoni di speranza nella città

Bellissimo pomeriggio nella sede del Movimento a Palermo dove, per l’iniziativa "Semi di speranza nella città", abbiamo incontrato tre amiche che ci hanno illuminato su come la famiglia può essere segno di speranza.

Caterina, docente di Storia della Filosofia all’Università di Palermo, ha presentato con un exscursus storico il significato antropologico della parola ‘speranza’. «È la speranza che tiene l’uomo in cammino: l’ottimismo è uno stato d’animo, la speranza è la virtù di colui che è in cammino. Sperare insieme vuol dire costituirsi in comunità e la famiglia è il primo nucleo fondante per combattere l’isolamento. Dobbiamo curare l’arte del vivere sociale all’insegna della speranza condivisa».

Dalla speranza si passa al tema dell’accoglienza, ed ecco l’esperienza personale di una coppia che accoglie. È stato loro affidato un bambino per un periodo limitato di tempo, e da quel momento è nato in loro il desiderio di volerlo accogliere per sempre per dargli una speranza nell’avvenire, un futuro, una casa. Il clima di accogliente silenzio che si respira in sala consente a Caterina di raccontare tutta la fatica, il dolore, ma anche la gioia del percorso intrapreso da lei e dal marito per ottenere l’adozione internazionale del loro figlio che adesso ha 16 anni ed è un perfetto “palermitano”.

 

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La Casa di Maria è anche la casa della famiglia

Nella mattina del 25 marzo, Papa Francesco è arrivato a Loreto accolto dall’arcivescovo Monsignor Dal Cin, dal sindaco e dalle altre autorità locali e si è recato al santuario della Santa Casa di Loreto.

In occasione della solennità dell’Annunciazione, il Santo Padre si è recato a Loreto anche per firmare e affidare così alla Madonna l’esortazione apostolica post sinodale dedicata ai giovani. Nel suo discorso davanti ai fedeli, Papa Francesco ha sottolineato che “la casa di Maria è anche la casa della famiglia”, ricollegandosi così ad una tematica molto delicata ma allo stesso tempo fondamentale nel mondo odierno. Oggi infatti “la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società”, ha detto il Papa.

 

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Seminare Speranza - anno 5 - nr. 14 - marzo 2019

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Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, 20.03.2019

Vive Cristo, esperanza nuestra: è l’incipit del testo originale in spagnolo dell’Esortazione apostolica post-sinodale in forma di Lettera ai Giovani, che il Papa firmerà il 25 marzo prossimo, Solennità dell’Annunciazione del Signore, durante la Sua visita al Santuario Mariano di Loreto.

Il Papa intende con questo gesto affidare alla Vergine Maria il documento che suggella i lavori del Sinodo dei Vescovi tenutosi in Vaticano, dal 3 al 28 ottobre 2018, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Il testo dell’Esortazione verrà pubblicato successivamente alla firma del 25 marzo e presentato, come avviene di consueto per un documento magisteriale, durante una Conferenza Stampa presso la Sala Stampa della Santa Sede di cui saranno dati i dettagli nei prossimi giorni.

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Noi tutti siamo nati dal suo cuore sacerdotale.

Nella ricerca che desideriamo fare per capire un po’ di più Giaquinta fondatore, ci è offerta l’affermazione di Giuliana Spigone: “Noi tutti siamo nati dal suo cuore sacerdotale”, riferendosi all’intera famiglia ecclesiale da lui nata. Una sintesi essenziale che illumina quel passaggio dal servizio pastorale a un evento fondativo; un’intuizione potremmo dire ispirata che esprime quella generazione carismatica operata da Giaquinta per il dono dello Spirito in forza del ministero ordinato.

“Tutti i fondatori sono mistici”, ha detto Benedetto XVI, hanno cioè un particolarissimo rapporto con Dio, per il quale possono dar vita a nuove forme di impegno cristiano e indicare vie inesplorate di santità. Ma ciascun fondatore ha un’impronta propria, attinge la ricchezza specifica del carisma a lui donato dalla sua personale vocazione.

Nella Chiesa ci sono tanti tipi di fondatori: coloro che si caratterizzano per lo stato religioso o per la condizione laicale; padre Guglielmo è fondatore in quanto sacerdote, vivendo innanzitutto la sua chiamata di “alter Christus” e radicalizzando il suo servizio ministeriale.

 

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Consiglio Nazionale: seconda sessione dei lavori

Nella Giornata di sabato 16 marzo, si è svolta la seconda sessione dei lavori del Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate.

Le attività di studio, verifica e progettualità si sono alternate e hanno focalizzato diverse tematiche: il ruolo e l'identità del Consiglio Nazionale, la Giornata della Santificazione Universale, la pastorale giovanile, le iniziative di diffusione a largo raggio.

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Prima sessione di lavori del Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

Nella prima sessione di lavori del Consiglio Nazionale, la Direzione Nazionale e i Direttori dei Centri Operativi si sono "salutati" attraverso la condivisione delle esperienze personali e comunitarie, e attraverso una riflessione sul servizio e la responsabilità.

Cura delle relazioni, collegialità, spirito di famiglia, premura per le persone, fiducia, preghiera comunitaria, audacia e ottimismo...

queste le parole chiave di un filone sviluppato sul solco delle reciproche esperienze e nel desiderio profondo di costruire insieme il futuro del Movimento.

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1+1, Beati i miti

Beati i miti perché essi possederanno la terra. Non è la violenza, non è la forza, non è il dominio, non è la superbia, è la dolcezza, è la mitezza quella che conquista, perché Gesù è venuto in mezzo a noi non come il re trionfatore che schiaccia il nemico, ma è venuto come l’uomo umile. Dice il testo sacro seduto su di un giumento (Mt 21, 5) come una qualsiasi persona; e quando Gesù qualche cosa ha voluto insegnarci, che cosa ci ha detto? Imparate da me perché Io sono mite (Mt 11, 29). (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

Al via il Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

Nel pomeriggio di oggi, 15 marzo 2019, avranno inizio i lavori del Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate, che si terrà a Roma, presso la sede di Largo Arbe.

I direttori dei centri operativi presenti in Italia, che da poco hanno avviato il loro triennio di mandato, stanno convergendo in queste ore e si incontreranno per tre giorni di conoscenza reciproca e scambio di esperienze. 

Costruire Insieme: su queste due parole si fonda l'esperienza di un percorso comune, orientato a vivere un unico ideale, il sogno di un mondo in cui tutti gli uomini sono santi e vivono da fratelli.

 

La perfezione dell'imperfezione

Siate perfetti….”  (Mt 5,48)

E noi come lo abbiamo tradotto? Sii bravo in tutto! Eccelli in ogni cosa! Sii il migliore, il primo.

La ricerca della perfezione sancisce molti ambiti del nostro quotidiano e caratterizza tanti aspetti della nostra vita. A scuola, dietro l’ansia di tanti ragazzi, leggo spesso l’enorme carico di aspettative dei genitori. L’altro giorno mi ha molto colpito l’intervista in televisione di una ragazza guarita da anoressia: alla domanda “come è iniziato il tutto” la sua risposta è stata “c’era in me una continua ricerca di perfezione”.

Forse è il caso di chiedersi quale perfezione intendeva Gesù e quale perfezione, invece, è dettata dal nostro ego! A me sembra che, quella dettata dal nostro ego, nasconda un bisogno di “tenere tutto sotto controllo”. Un bisogno che ha a che fare con l’insicurezza, con la paura.

 

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Summit in Vaticano, "la protezione dei minori nella Chiesa"

Si è concluso il 24 febbraio il summit sugli abusi sui minori in Vaticano. Al termine della Celebrazione eucaristica, le parole di Papa Francesco e gli otto punti su cui si dovrà concentrare il lavoro della Chiesa:

 

Cari fratelli e sorelle,

nel rendere grazie al Signore che ci ha accompagnato in questi giorni, vorrei ringraziare tutti voi per lo spirito ecclesiale e l’impegno concreto che avete mostrato con tanta generosità.

Il nostro lavoro ci ha portato a riconoscere, una volta in più, che la gravità della piaga degli abusi sessuali su minori è un fenomeno storicamente diffuso purtroppo in tutte le culture e le società. […] 

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Ti scriverò prima del confine

Diego Barbera è un giovane autore emergente, 33 anni, torinese, giornalista e ora anche autore di questo romanzo profondo e toccante: “Ti scriverò prima del confine”.

 

La particolarità del libro è che tutti i nomi propri delle persone, dei luoghi o degli avvenimenti importanti non vengono esplicitati durante quasi tutto il corso della narrazione; vengono infatti usate delle metafore, delle perifrasi o addirittura degli asterischi con lo scopo di oscurare i nomi. Quasi come fossero un mistero, un tentativo di rimanere esterni a tali fatti e a tali persone perché, nel momento in cui vengono chiamate per nome, le cose assumono una loro identità, diventano reali e non si può più far finta che non esistano o che non siano successe.

 

Non chiamare le cose per nome per tenerle lontane è proprio l’intenzione di M***o, il protagonista del romanzo, che per il suo coraggio (o meglio, per la sua indifferenza verso il pericolo) si ritrova ricoverato in una prestigiosa clinica. Per gran parte della narrazione, il lettore non sa cosa sia accaduto al protagonista che si ostina, infatti, a chiamare ciò che gli è successo come “il Fatto”. L’unica con la quale è disposto a parlarne è Giulia, una ragazza che sta in quella clinica da tutta la vita e che, non per caso, è anche la sola ad essere chiamata per nome sin dall’inizio.

 

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Dopo la GMG in Honduras e Panama: Educazione – lavoro - famiglia – comunità

Dopo la GMG  in Honduras e Panama

 

Il 1° febbraio alle ore 22.30 siamo ritornate a Riga da Panama.

Un salto enorme: dal caldo al freddo, dalla povertà dell’Honduras ad un altro tipo di povertà, dal contrasto ricchezza-povertà di Panama city alla ricchezza-povertà di Riga; dall’entusiasmo della GMG al mettere in pratica nel quotidiano tutto cio’ che il Santo Padre ha affidato ai giovani!

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1+1, Rivoluzionari dell'Amore

Molto spesso ci sono tante attese e tante speranze che non si concretizzano perché manca qualcuno che abbia il coraggio di assumersi la responsabilità, di pagare in proprio e andare avanti. Occorrono dei rivoluzionari dell’amore, persone capaci di creare attorno a sé un movimento rivoluzionario dell’amore… È indispensabile uscire dal proprio guscio per darsi agli altri, uscire dal proprio egoismo, dalla propria autosufficienza, dalla commiserazione di se stessi, dalle personali problematiche, dagli eventuali complessi che a volte attanagliano, perché gli altri hanno bisogno di noi, della nostra donazione, di quel Dio di cui abbiamo la presenza e il possesso datoci dall’esperienza.

Guglielmo Giaquinta

La vita umana è un bene comune

La difesa della vita è la prima pietra del bene comune. Con questa affermazione forte Papa Francesco ha inteso spronare il mondo politico alla vigilia della 41° Giornata nazionale per la Vita. L’invito del pontefice indica una direzione spesso trascurata del valore della vita umana, il suo carattere sociale: la difesa della vita “a partire dal suo concepimento fino al suo naturale spegnersi” dunque “coinvolge ogni cittadino e il complesso intreccio delle relazioni sociali”. Spesso la dimensione assoluta del valore della vita umana rischia di suggerire una lettura individualista, facendoci perdere l’orizzonte dello spazio e del tempo in cui ogni nuova vita è generata e si sviluppa.

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GIORNATA PER LA VITA 2019

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

(3 febbraio 2019)

 

È VITA, È FUTURO

 

Germoglia la speranza

            «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia. È vita, è futuro nella famiglia! L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: «facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera» (1Tim 6, 18-19).

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Maria, la influencer di Dio

La salvezza che Dio ci dona è un invito a far parte di una storia d’amore che si intreccia con le nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perché possiamo dare frutto lì dove siamo, come siamo e con chi siamo. Lì viene il Signore a piantare e a piantarsi; è Lui il primo nel dire “sì” alla nostra vita, Lui è sempre il primo. È il primo a dire “sì” alla nostra storia, e desidera che anche noi diciamo “sì” insieme a Lui. Lui sempre ci precede, è il primo.

E così sorprese Maria e la invitò a far parte di questa storia d’amore. Senza dubbio la giovane di Nazaret non compariva nelle “reti sociali” dell’epoca, lei non era una influencer, però senza volerlo né cercarlo è diventata la donna che ha avuto la maggiore influenza nella storia. 

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Allargare gli orizzonti

«Aprite la finestra e guardate l’orizzonte»,  ha detto Papa Francesco ai  giovani detenuti nel carcere minorile Las Garzas di Pacora. Per la prima volta, la liturgia penitenziale della Gmg è stata celebrata in un carcere. Preghiere, canti, riflessioni, poi le parole del papa. Al termine della liturgia penitenziale, il Papa ha confessato cinque giovani.

Il Vangelo proclamato è quello di San Luca, il brano in cui i farisei e gli scribi si scandalizzano per il comportamento di Gesù. Parlando dei farisei, papa Francesco ricorda che «mentre quelli si limitavano solo a mormorare», Gesù «accoglie i peccatori e mangia con loro». Due prospettive diverse: «uno sguardo sterile e infecondo - quello della mormorazione e del pettegolezzo - e un altro che chiama alla trasformazione e alla conversione: quello del Signore».

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Wireless Fidelity ovvero Fedeltà Senza Fili

Sabato 19 gennaio un popolo allegro ed ordinato si è ritrovato nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la chiesa madre di tutte le chiese, per il Primo Capitolo Generale del Monastero WiFi, un fantastico cocktail di preghiera, formazione spirituale e fraternità.

Un esercito di duemila anime accorse da tutta Italia per immergersi in un clima celestiale, conoscersi e toccare con mano ciò che le accomuna: la ricerca dell’OLTRE.

La Basilica brulicava di persone di tutte le età, donne e uomini, sposati e singoli, tutti desiderosi di un “upgrade spirituale”. E così ciascuno di noi si è visto regalare parole straordinarie sia durante le catechesi (rigorosamente differenziate per genere) sia nel corso della messa e dell’adorazione (la più silenziosa cui abbiamo mai partecipato) ed è tornato a casa con una carica da far esplodere nei propri ambienti di vita, nella certezza di essere Figli amati, chiamati ad una Santità feriale e gioiosa.

 

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Dalla Lettonia a Panama passando per l'Honduras

Dal 15 al 20 gennaio, un gruppo di giovani lettoni, insieme a Rita e Liliane, ha fatto un’esperienza missionaria e di servizio in Honduras. Ora sono arrivati a Panama, dove aspettano l’incontro con Papa Francesco.

 

Perché abbiamo pensato di svolgere la pre-GMG in Honduras? Molto semplice.

Quando abbiamo visto che la GMG sarebbe stata a Panama, abbiamo pensato offrire ai giovani una esperienza di missione. Rita, conoscendo diversi missionari Maltesi nei paesi attorno a Panama, ha scritto a loro. Nel frattempo noi pregavamo e dicevamo: “chi ci risponde per primo è segno che il Signore vuole che andiamo lì”. Così è stato. Il primo che ha risposto è stato Mons. Joseph Bonello, ofm, Vescovo della diocesi di Juticalpa Olancho. Mons. Joseph è della stessa parrocchia di Rita a Malta. 

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GMG 2019: la festa è iniziata!

Giovani tutt'altro che disimpegnati. Parlano di ambiente, di pace, fanno proposte concrete; hanno tutti lo stesso desiderio di pace e di giustizia. Sono i ragazzi della Gmg 2019. Arrivano da contesti segnati da profondi problemi sociali e difficili situazioni politiche che hanno un forte impatto sulla vita delle popolazioni: migrazioni, povertà, disperazione. Hanno accolto l'invito di Papa Francesco: «Non guardate dal balcone la vita, immergetevi in essa come ha fatto Gesù. Non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno il futuro! … Attraverso di voi entra il futuro nel mondo. A voi chiedo anche di essere protagonisti di questo cambiamento» (27 luglio 2013, Gmg di Rio de Janeiro). 

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Restiamo umani!

Il Signore disse a Caino:

«Dov'è Abele, tuo fratello?».

Egli rispose:

«Non lo so. Sono forse io

il custode di mio fratello?».

 

 

Il Movimento Pro Sanctitate, in questi giorni dedicati alla preghiera per l'Unità dei Cristiani, si unisce all'appello ecumenico sull'Immigrazione.

La scuola del Vangelo è chiara ed esigente: come puoi amare Dio che non vedi, se non ami il fratello che hai accanto a te?

 La propaganda politica quotidiana sta raggiungendo livelli intollerabili, ed è tristemente accompagnata da provvedimenti concreti (cfr. Rabbia e notte insonne al Cara di Castelnuovo di Porto).

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VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI GIOVANI IN PREPARAZIONE ALLA XXXIV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2019

Cari giovani,

 

ci stiamo avvicinando alla Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà a Panama il prossimo mese di gennaio e avrà come tema la risposta della Vergine Maria alla chiamata di Dio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).

 

Le sue parole sono un “sì” coraggioso e generoso. Il sì di chi ha capito il segreto della vocazione: uscire da sé stessi e mettersi al servizio degli altri. La nostra vita trova significato solo nel servizio a Dio e al prossimo.

Ci sono molti giovani, credenti o non credenti, che al termine di un periodo di studi mostrano il desiderio di aiutare gli altri, di fare qualcosa per quelli che soffrono. Questa è la forza dei giovani, la forza di tutti voi, quella che può cambiare il mondo; questa è la rivoluzione che può sconfiggere i “poteri forti” di questa terra: la “rivoluzione” del servizio.

 

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IL PAPA, I GIOVANI E LA GMG

Al termine dell’Angelus del 20 gennaio, Papa Francesco ha chiesto preghiere per l’imminente appuntamento con i giovani a Panama e ha presentato Click To Pray, la Rete Mondiale di Preghiera che consentirà a tutti, in ogni parte del mondo, di pregare insieme, in particolare per i giovani che parteciperanno alla GMG.

 

«Tra pochi giorni partirò per Panamá, dove dal 22 al 27 gennaio si svolgerà la Giornata Mondiale della Gioventù. Vi chiedo di pregare per questo evento molto bello e importante nel cammino della Chiesa.

 

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1+1, Cristo è l'evangelizzatore

Cristo è l'evangelizzatore, colui che ci ha portato e comunicato la buona novella. Noi dobbiamo diventare i continuatori dell'opera di Cristo, essere come Lui evangelizzatori, diventando noi stessi, con la nostra vita, la esemplificazione attuata di ciò che il Vangelo insegna

 

Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

Il Battesimo: immergersi in una vita nuova

Enrica e Stefano, associati del Movimento Pro Sanctitate, dopo il Battesimo del loro piccolo Silvio, hanno riscoperto l’importanza di questo straordinario dono.  

 

L’inconsapevolezza di un bimbo o una bimba di pochi mesi di fronte all’evento del suo Battesimo è banalmente evidente, ma la potenza di ciò che realmente significa e di ciò che può realizzare nella vita del battezzato/a e dei suoi genitori è qualcosa di profondamente stupefacente. Ciò che per il piccolo o la piccola sembra del tutto incomprensibile è in realtà una miniera di grazie per i genitori e per tutta la sua famiglia.

 

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Collateral Beauty

“Amore, tempo e morte. Queste tre cose mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla Terra: desideriamo l’Amore, vorremmo avere più Tempo, temiamo la Morte”. Attorno a tali tre tematiche ruota questo film del 2016 che vede come protagonista Will Smith, già famoso per altri ruoli profondi ed emozionanti come in Sette anime o La ricerca della felicità.

Howard è un pubblicitario di New York che dopo aver perso tragicamente la figlia di sei anni cade in una profonda depressione: si rifiuta di accettare la realtà, si isola, ignora il suo lavoro e si separa dalla moglie. Ed è in questo momento di rabbia verso l’universo intero che Howard decide di scrivere delle lettere di sfida proprio ad Amore, Tempo e Morte. Passano gli anni, Howard continua a scrivere lettere e si ostina a non voler riprendere in mano la sua vita fino al punto da mandare in crisi l’agenzia pubblicitaria. Intervengono a questo punto i suoi amici, che in un disperato tentativo di riportare Howard alla realtà decidono di ingaggiare tre attori per impersonare proprio quei Tempo, Amore e Morte che ormai ossessionano la vita dell’amico.

 

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Epifania Quotidiana

Terminate le festività natalizie, la quotidianità rischia di ingoiarci nel vortice della noia, dei gesti scontati, degli impegni assolti con stanchezza e senza entusiasmo.

La riflessione di Alessandro D'Avenia su corriere.it, di cui riportiamo uno stralcio, ci invita ad una scoperta interessante: forse la novità della vita quotidiana è proprio la vita quotidiana.

 

Oggi è un lunedì più lunedì degli altri. La coincidenza dell’Epifania con la domenica rende questo lunedì un Everest della vita quotidiana. Come sopravvivere alla routine dei giorni tutti uguali dopo tante feste? La risposta è proprio nell’Epifania, che significa «rivelazione».[...]

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Camminando insieme… in ascolto dello Spirito

A due mesi dalla pubblicazione del Documento finale del Sinodo 2018 su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, pubblichiamo un commento di Mons. Di Cristina, Consulente nazionale del Movimento Pro Sanctitate.

 

Il Documento finale del Sinodo dei Vescovi  dello scorso ottobre 2018 apre sull’onda emotiva suscitata nei Vescovi stessi dall’esperienza assolutamente unica della presenza dei giovani durante i loro lavori. «Abbiamo camminato insieme, con il successore di Pietro che ci ha confermato nella fede… Abbiamo lavorato insieme, condividendo ciò che ci stava più a cuore… La presenza dei giovani ha segnato una novità: attraverso di loro è risuonata nel Sinodo la voce di tutta una generazione…» (2). Da qui, sul richiamo all’icona pasquale dei Discepoli di Emmaus, prende il via l’idea madre del Documento: quella che vede in Gesù il modello del cammino della Chiesa accanto alle giovani generazioni (4). Come Gesù, fattosi «giovane con i giovani per divenire esempio per i giovani e consacrarli al Signore» (il tratto riprende un bel passaggio di S. Ireneo), anche la Chiesa, imparando da Lui saprà «cogliere al meglio la benedizione della giovinezza» (63). Il cammino dei pastori della Chiesa con i giovani, ma anche dei laici per ciò qualificati, comincerà dunque dall’ascolto dei giovani: un ascolto delle loro domande che, come quelle dei discepoli di Emmaus, la Chiesa stessa saprà opportunamente suscitare, consapevole del desiderio che i giovani stessi hanno di essere ascoltati (6). E sarà un cammino animato fin dapprincipio da un sì aperto verso un futuro, un compito e una meta che, seppure inizialmente non chiari, appariranno presto rischiarati dalla «logica vocazionale» (72). 

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Ripartire da Cristo per costruire la pace

Alla vigilia della Giornata Mondiale della Pace, in un momento storico complesso e incerto per il nostro paese, proponiamo un riflessione sul messaggio di Papa Francesco su un tema di forte attualità.

 

La buona politica è al servizio della pace: è il tema della 52ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2019. È un argomento con cui si devono misurare non solo i governanti ma ogni cittadino, ogni cristiano che ha ricevuto il mandato di portare a tutti – particolarmente in questo periodo – l’annuncio della pace.

Presentando il Messaggio del papa per la giornata, il card. Turkson, prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha affermato che la buona notizia di Gesù, «è sempre accompagnata dalla pace e porta pace.

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Il Movimento Pro Sanctitate a Radio Mater per la rubrica "Vivere oggi la nostra fede"

Di seguito è possibile accedere al file audio della puntata del 21 dicembre 2018 della rubrica "Vivere oggi la nostra fede", andata in onda su Radio Mater e condotta da Francesco Vitale. Nel corso della trasmissione sono intervenuti: Giorgio Bersani e Giulia Sergiacomo del Movimento Pro Sanctitate e Luca Fortunato, dell'Associazione Papa Giovanni XXIII con cui il Movimento Pro Sanctitate ha collaborato nell ambito dell'iniziativa "un girasole per te".

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Il Movimento Pro Sanctitate a Radio Mater per la rubrica "Vivere oggi la nostra fede"
Su Radio Mater per la rubrica "Vivere oggi la nostra fede", alle 21.30 di Venerdì 21 dicembre, al microfono di Francesco Vitale:
Giorgio Bersani e Giulia Sergiacomo del Movimento Pro Sanctitate e Luca Fortunato, dell'Associazione Papa Giovanni XXIII.
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L’augurio di Papa Francesco per il Natale 2018

L’augurio di Papa Francesco per il Natale 2018 è un augurio di fraternità. Fraternità tra persone di idee diverse, tra persone di ogni nazione e cultura, tra persone di diverse religioni.

Buon Natale di fraternità!

 

Come i pastori, accorsi per primi alla grotta, restiamo stupiti davanti al segno che Dio ci ha dato: «Un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12). In silenzio, ci inginocchiamo, e adoriamo.

E che cosa ci dice quel Bambino, nato per noi dalla Vergine Maria? Qual è il messaggio universale del Natale? Ci dice che Dio è Padre buono e noi siamo tutti fratelli.

Questa verità sta alla base della visione cristiana dell’umanità. Senza la fraternità che Gesù Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz’anima.

Per questo il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità.

Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura.

Fraternità tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro.

Fraternità tra persone di diverse religioni. Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio a tutti coloro che lo cercano.

E il volto di Dio si è manifestato in un volto umano concreto. Non è apparso in un angelo, ma in un uomo, nato in un tempo e in un luogo. E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture…, ma tutti fratelli in umanità!

Allora le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!

L’esperienza della famiglia ce lo insegna: tra fratelli e sorelle siamo diversi l’uno dall’altro, e non sempre andiamo d’accordo, ma c’è un legame indissolubile che ci lega e l’amore dei genitori ci aiuta a volerci bene. Lo stesso vale per la famiglia umana, ma qui è Dio il “genitore”, il fondamento e la forza della nostra fraternità.

Questo Natale ci faccia riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano tutti i popoli. Consenta a Israeliani e Palestinesi di riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace che ponga fine a un conflitto che da più di settant’anni lacera la Terra scelta dal Signore per mostrare il suo volto d’amore.

Il Bambino Gesù permetta all’amata e martoriata Siria di ritrovare la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. La Comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, così che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria.

Penso allo Yemen, con la speranza che la tregua mediata dalla Comunità internazionale possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia.

Penso poi all’Africa, dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare. Il Divino Bambino, Re della pace, faccia tacere le armi e sorgere un’alba nuova di fraternità in tutto il continente, benedicendo gli sforzi di quanti si adoperano per favorire percorsi di riconciliazione a livello politico e sociale.

Il Natale rinsaldi i vincoli fraterni che uniscono la Penisola coreana e consenta di proseguire il cammino di avvicinamento intrapreso e di giungere a soluzioni condivise che assicurino a tutti sviluppo e benessere.

Questo tempo di benedizione consenta al Venezuela di ritrovare la concordia e a tutte le componenti sociali di lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli della popolazione.

Il Signore che nasce porti sollievo all’amata Ucraina, ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire. Solo con la pace, rispettosa dei diritti di ogni nazione, il Paese può riprendersi dalle sofferenze subite e ristabilire condizioni di vita dignitose per i propri cittadini. Sono vicino alle comunità cristiane di quella Regione, e prego che si possano tessere rapporti di fraternità e di amicizia.

Davanti al Bambino Gesù si riscoprano fratelli gli abitanti del caro Nicaragua, affinché non prevalgano le divisioni e le discordie, ma tutti si adoperino per favorire la riconciliazione e costruire insieme il futuro del Paese.

Desidero ricordare i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libertà e la loro identità, e che soffrono per la fame e la mancanza di servizi educativi e sanitari.

Un pensiero particolare va ai nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata. Il Signore doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa.

Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall’unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!

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IL MIRACOLO DEL NATALE

Erica Bassi, moglie di Davide, mamma di Marco, Chiara e Pietro, autrice del libro "La porta gialla", amica del Movimento Pro Sanctitate, ci racconta il suo Natale in famiglia.

 

Natale, santità, famiglia: tre parole affini tra loro; ci stanno bene, una accanto all’altra, senza sforzi apparenti…

Quando mi è stato chiesto di scrivere queste poche righe, ho subito pensato che, questa volta, me la sarei cavata con poca fatica e che sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Ingenua…

 

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Lo sguardo di amore di Dio

"Lo sguardo di amore di Dio non è uno sguardo che passa, così come un raggio di luce che tutto tocca senza fermarsi su alcun oggetto: lo sguardo di Dio si posa su ciascuno di noi. É uno sguardo dunque personale" 

(Servo di Dio G. Giaquinta, La Spiritualità del Movimento Pro Sanctitate)

A Calino con “Effatà”

Con gratitudine ed entusiasmo è stata accolta dalla Casa Famiglia Effatà - Comunità Papa Giovanni XXIII - l’iniziativa della distribuzione dei “girasoli della santità”; quest’anno in piazza Paolo VI a Brescia e ad Adro (Bs), Santuario della Madonna della Neve.

Le Case Famiglie APG23 sono famiglie un po' speciali; papà e mamme che ogni giorno accolgono nelle proprie case e condividono la propria vita con bambini, disabili ed emarginati: persone bisognose di un punto fermo da cui ripartire, di una famiglia in cui ritrovarsi. 

Anche quest’anno attraverso la condivisione dei biscotti della santità abbiamo potuto sperimentare che “la santità cresce mediante piccoli gesti buoni nella vita quotidiana” (Papa Francesco). Sguardi incrociati, sorrisi donati, parole di augurio per ricordare a tante persone questo giorno di festa. 

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Immacolata

«Tutte le feste della Madonna sono importanti - la sua nascita, l’Assunzione - ma l’Immacolata Concezione è il punto di partenza, la chiave dei misteri del Nuovo Testamento, che ci fa entrare nel mondo misterioso dell’amore di Dio. Conoscevamo questo amore perché già nell’Antico Testamento, nel Deuteronomio troviamo: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore … (Dt 6,4-5). Potevamo quindi già intuire che Dio doveva essere l’oggetto del nostro amore, ma non potevamo mai pensare a questa realtà di dolcezza, di intimità tra noi e Dio. La carità che Gesù ci ha rivelato ce l’ha rivelata solo dopo l’Immacolata Concezione di Maria» 

Un girasole per te

Il Movimento Pro Sanctitate di Noto il 1° novembre nel bellissimo corso e poi in Cattedrale ha proposto l’iniziativa: “Un girasole per te”. In una giornata di pioggia, i “biscotti della santità” hanno portato gioia, allegria, dialogo tra i membri del Movimento Pro Sanctitate e i passanti che all’inizio erano perplessi ma che poi hanno contribuito affinché il ricavato potesse aiutare la Caritas cittadina.

In questa giornata di nuvoloni e “girasoli” abbiamo avuto con noi (in alcuni momenti) la presenza del diacono responsabile della Caritas cittadina. Bella la comunione nella Chiesa di Dio, segno che la santità se è vissuta sul serio porta frutto e si diffonde nelle piccole cose. Con questo segno dei “girasoli” non abbiamo risolto il problema della gente bisognosa di Noto ma abbiamo contribuito a rendere un po’ più visibile la speranza e la gioia del servire mettendo al primo posto i fratelli… quelli più amati dal Signore.

 

Maria Francesca Ragusa


Riscoprire di non essere soli

La bellezza del 1° novembre sta nel riscoprire di non essere soli nel cammino della fede. Questo abbiamo celebrato in Cattedrale a Noto (con la presenza di S. Ecc. Mons. Antonio Staglianò e il Vicario generale don Angelo Giurdanella): una Chiesa riunita per ricordare i “grandi i santi” come San Corrado, patrono di Noto, e quelli della “porta accanto”.

Uno + uno la santità è contagiosa: l’assemblea era composta da associati e amici del Movimento Pro Sanctitate e tutto il popolo di questa porzione di chiesa che ha riflettuto e pregato per la Santificazione Universale. Alla fine della celebrazione i membri del Movimento hanno consegnato a tutti dei foglietti con la vita di un santo, segno che ricordi a ciascuno che abbiamo dei compagni di viaggio, degli intercessori, delle guide per il cammino di santità sognato dal Padre e annunciato con forza ed umiltà dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

 

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Educare, una forma di amore

Aiutare i piccoli a diventare grandi, è questo che fanno i genitori.

Educare è accompagnare e favorire la crescita dei figli che ci sono stati affidati; una responsabilità grande, un’avventura incomparabile, un dono immenso.

Non ci sono scuole, ricette o libri che ci possono aiutare perché è un compito che si impara sul campo. Ma non sarebbe male se ci fermassimo ogni tanto e ci prendessimo cura del nostro essere genitori, delle nostre fragilità, per poter crescere in una competenza mai definitivamente acquisita.

Ci sono tanti aspetti che meritano attenzione; il primo che mi viene in mente è la separazione che rende possibile la crescita. È una lezione che i cuccioli di animali imparano subito e che invece noi esseri umani fatichiamo un po’ ad apprendere. La prima separazione, quella del cordone ombelicale, rende possibile il respiro, la vita in questo mondo. Ma quante altre separazioni non avvenute negano ai piccoli la possibilità di crescere equilibrati! Perché tanta paura a lasciar andare? La paura di eventuali pericoli? Una inconfessata ma radicata sfiducia nella capacità dei piccoli? La paura di perdere il controllo sulla loro vita?

 

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Gaudete et Exultate, riflessione e confronto. Pescara 23 novembre 2018

Questo povero grida e il Signore lo ascolta

Era il 2016, Papa Francesco "salutava" il Giubileo della Misericordia, attraverso la lettera apostolica «Misericordia et Misera», e nel contempo istituiva la Giornata Mondiale dei Poveri da vivere nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell'Universo, «che si è identificato con i piccoli e i poveri e ci giudicherà sulle opere di misericordia».

Scopo della Giornata è quello di aiutare «le comunità e ciascun battezzato a riflettere su come la povertà stia al cuore del Vangelo e sul fatto che, fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa, non potrà esserci giustizia né pace sociale». 

Per la Giornata Mondiale dei Poveri di Domenica 18 Novembre 2018, riportiamo alcuni stralci del Messaggio del Santo Padre Francesco. Parole, come sempre, semplici, dirette, ed esigenti. 

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1+1, il battesimo polveriera di santità

Israele, sorgenti del fiume Giordano
Israele, sorgenti del fiume Giordano

 

In me battezzato

non c'è semplicemente una scintilla del divino,

ma l’abbondanza della grazia divina

che mi costituisce figlio di Dio

per cui posso rivolgermi al Padre

e chiamarlo Abbà, e dirgli:

io sono tuo figlio, tuo erede;

e così a Cristo: tu sei mio fratello.

 

Guglielmo Giaquinta

 

da La Spiritualità del Movimento Pro Sanctitate

Imparare a scommettere sui giovani

Si è concluso con la Santa Messa di domenica 28 ottobre il Sinodo dei Vescovi sui giovani. Nel suo discorso Papa Francesco ha ricordato come il documento conclusivo sia frutto dell'intercessione dello Spirito Santo e che, in quanto tale, deve essere tenuto ben presente da tutta la Chiesa come riferimento e supporto per i prossimi passi che la Chiesa stessa sarà chiamata a muovere.

Se l'Instrumentum laboris è il quadro di riferimento unitario emerso dopo due anni di ascolto, il documento finale è il risultato del discernimento e delle tematiche su cui i Padri sinodali si sono concentrati.

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A catania l'invito alla santità raggiunge i piccoli guerrieri!

La Lega Ibuscus è una associazione che promuove la ricerca scientifica nel campo dei tumori infantili e opera nella assistenza e nel sostegno dei piccoli malati e delle loro famiglie.

Nella città di Catania, gli operatori di Ibiscus si sono uniti al Movimento Pro Sanctitate nella iniziativa "Un girasole per te".

Riportiamo nel seguito alcuni, piccoli contributi giunti da più parti, su questa esperienza vissuta insieme.

 

LA FESTA DI TUTTI I SANTI

Quando gli amici del Movimento Pro Sanctitate ci hanno chiesto, sottovoce e con molta delicatezza, di dedicare la Giornata della Santificazione Universale di quest’anno ai nostri guerrieri, senza alcun tentennamento, abbiamo dato la nostra adesione.

La distribuzione dei Biscotti con la caratteristica forma di Girasole avvenuta questa mattina davanti la Cattedrale di Catania non è stata solo l’opportunità di una raccolta fondi, ma principalmente ha voluto significare il ricordo ed il senso di un giorno speciale, un’occasione per condividere con semplicità la gioia di questo giorno di festa. 

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GSU 2018: dicono di noi

Nel 1957 un giovane don Guglielmo Giaquinta, ideava la Giornata della Santificazione Universale: una occasione per ricordare che l’amicizia di Dio non è riservata a pochi, ma è per tutti.

Un giorno per rinnovare e condividere il sogno di un mondo diverso, in cui tutti gli uomini vivano da fratelli.

 

Oggi il Movimento Pro Sanctitate raccoglie l'eredità del Fondatore e la sua consegna: raggiungere tutti, dappertutto, con ogni mezzo e ricordare che la santità è possibile.

 

Questo il senso delle tante proposte liturgiche, di riflessione e di preghiera, che hanno avuto luogo in tante parti d'Italia.

Ad esse si è aggiunta, nella sua seconda edizione, l'iniziativa Un Girasole per te, pensata e promossa per raggiungere le donne, gli uomini, i giovani e i bambini del nostro tempo, per ricordare loro il senso di un giorno speciale, esprimere con semplicità la gioia della festa e il sogno di un mondo rinnovato dall’amore.

 

Nel seguito ci serviamo delle notizie apparse sui giornali e sui siti web, per condividere la vitalità di questa giornata, che continua per tutto il mese di novembre, nelle tante realtà territoriali del Movimento in Italia.

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L'attualità della proposta di Mons. Giaquinta

Riportiamo un articolo pubblicato sul Quotidiano "La Croce" il 31 ottobre 2018, alla vigilia della Giornata della Santificazione Universale.

 

L'attualità di Mons. Giaquinta

Un sacerdote che ha dedicato tutta la sua vita e l'intero ministero - presbiterale, sacerdotale e poi di fondatore - ad esplorare le ricchezze della vocazione universale alla santità. Quando fu emanata la costituzione dogmatica "Lumen Gentium", che al capitolo V esprimeva appunto questa verità, fu confermato nel proprio carisma di vivere una vita cristiana vera e autentica.

 

Mentre la nostra memoria, già distratta dalle nuove cronache, rischia di mettere nel dimenticatoio l’assassinio di Desirée, la sedicenne che ha terminato la sua giovane vita tra le macerie della capitale, noi vogliamo ricordare, ma soprattutto reagire.

La barbarie che ha avuto come palcoscenico il palazzo abbandonato di San Lorenzo a Roma ci ha fatto affacciare sull’abisso. La manifestazione orrorifica e purulenta del male terreno che si accanisce in tutta la sua oscena brutalità, ha mostrato una pallida ombra della desolazione del luogo da dove Dio è stato cacciato.

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O la santità o niente! Chiediamoci da che parte stiamo...

In occasione della Giornata della Santificazione Universale, Papa Francesco, durante l'Angelus del 1 Novembre 2018, ci ha rivolto parole esigenti...

 

Chiediamoci da che parte stiamo: quella del cielo o quella della terra? Viviamo per il Signore o per noi stessi, per la felicità eterna o per qualche appagamento ora? Domandiamoci: vogliamo davvero la santità? O ci accontentiamo di essere cristiani senza infamia e senza lode, che credono in Dio e stimano il prossimo ma senza esagerare? Il Signore «chiede tutto, e quello che offre è la vera vita - offre tutto -, la felicità per la quale siamo stati creati» (Esort. ap. Gaudete ed exsultate, 1). Insomma, o santità o niente! Ci fa bene lasciarci provocare dai santi, che qua non hanno avuto mezze misure e da là “tifano” per noi, perché scegliamo Dio, l’umiltà, la mitezza, la misericordia, la purezza, perché ci appassioniamo al cielo piuttosto che alla terra.

Oggi i nostri fratelli e sorelle non ci chiedono di sentire un’altra volta un bel Vangelo, ma di metterlo in pratica, di incamminarci sulla via delle Beatitudini. Non si tratta di fare cose straordinarie, ma di seguire ogni giorno questa via che ci porta in cielo, ci porta in famiglia, ci porta a casa. Oggi quindi intravediamo il nostro futuro e festeggiamo quello per cui siamo nati: siamo nati per non morire mai più, siamo nati per godere la felicità di Dio! Il Signore ci incoraggia e a chi imbocca la via delle Beatitudini dice: «Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5,12). La Santa Madre di Dio, Regina dei santi, ci aiuti a percorrere con decisione la strada della santità.

 

Papa Francesco

Leggi il discorso integrale

La Giornata della Santificazione 2018: credere nell'amore, vivere per servire

Il primo novembre si celebra la Giornata della Santificazione Universale ideata, nel 1957 dal giovane sacerdote romano Gugliemo Giaquinta, oggi Servo di Dio.

La Giornata della Santificazione Universale è occasione di festa, di condivisione, di annuncio e di proposta: ogni uomo, di ogni età e condizione di vita, è chiamato alla santità che è amicizia con Dio, vita educata alla scuola del Vangelo, motore di una Rivoluzione capace di trasformare il mondo.

Il Movimento Pro Sanctitate, raccoglie con gioia e passione la consegna del Fondatore e celebra questa giornata, attraverso un autentico e rinnovato impegno di vita e molteplici esperienze di preghiera, riflessione ed evangelizzazione.

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Un girasole per te a Calino (BS) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Palermo e Castelbuono

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Un girasole per te a Pescara per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Pescara

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Un girasole per te a Noto per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Noto

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Un girasole per te a Palermo e Castelbuono per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Palermo e Castelbuono

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Un girasole per te a Ceprano (FR) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Ceprano (FR)

Una generazione unica e irripetibile

Papa Francesco, nel corso del Sinodo appena concluso, ha ribadito più volte l’importanza di mettersi in ascolto dei giovani, di tutti i giovani. Molti hanno colto questo invito e da questo ascolto si è cercato anche di capire come i giovani vivono la fede oggi. Non è facile, poiché si tratta di entrare in una dimensione che appartiene agli aspetti più intimi e profondi dell’esperienza umana. Una premessa semplice ma importate: i giovani non sono una categoria omologata. Ciascuno ha una storia unica e un percorso irripetibile. È facile etichettare i giovani come atei semplicemente per il fatto che in pochi partecipano alla Messa domenicale. La contrapposizione credente/non credente è riduttiva e semplicistica, non racconta cosa c’è nel profondo.

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Intervista sul contagio della Santità... Caterina e Maria Francesca a "Tutto in 10 minuti" - Movimento Pro Sanctitate Noto