Festa della Famiglia con la Fondazione "Il Cuore in una Goccia"

Domenica 16 giugno nel Centro Operativo di Roma abbiamo celebrato la memoria del nostro fondatore mons. Giaquinta, nel 25° anniversario della sua morte, riuniti nella Festa della Famiglia. Sono stati con noi gli amici della Fondazione “Il cuore in una goccia” che operano a sostegno della vita nascente facendo divulgazione scientifica, portando la testimonianza delle famiglie che hanno affrontato una gravidanza difficile e promuovendo ogni attività con la preghiera. Tre pilastri operativi: “Scienza, Famiglia, Fede”. Abbiamo ascoltato da loro il racconto di una vera santità vissuta, fatta di accoglienza del dono di Dio, andando controcorrente nella cultura dominante che papa Francesco definisce “cultura dello scarto”.

La Fondazione è stata co-organizzatrice con il Pontificio Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita del convegno internazionale “Yes to life” sulle terapie fetali.

 

Il Movimento Pro Sanctitate di Roma ha scelto di celebrare la sua “Festa della Famiglia” incontrando le famiglie della Fondazione “Il Cuore in una goccia onlus”. Nel corso di una mattinata che si può definire avvincente oltre che interessante, abbiamo ascoltato testimonianze e considerazioni sul tema centrale cui la Fondazione è dedicata: “Difesa della Vita nascente e tutela della vita materna e fetale”.

(https://www.ilcuoreinunagoccia.com/#)

 

Registriamo per la storia che in nessun momento si sono levate grida scomposte con richieste di tornare a regimi giuridici diversi da quelli vigenti.

 

Non ci sarebbe quindi stato motivo, per chiunque avesse ascoltato, di urlare con riflesso pavloviano, che “la 194 non si tocca”. Semmai, a qualcuno come a chi scrive è venuto in mente, ascoltando, che la 194 sarebbe il caso di applicarla integralmente, a partire dal suo primo capoverso che recita “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”.

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Solo cose belle

“Solo cose belle”, film d’esordio del regista Kristian Gianfreda, è la storia di Benedetta, ragazza di sedici anni figlia del sindaco di un paesino dell’entroterra romagnolo. La tranquillità della comunità locale viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo di una casa-famiglia composta da mamma e papà, figlio naturale, un extracomunitario appena sbarcato, una ex-prostituta e la sua bambina, un ex-carcerato e due ragazzi con gravi disabilità. Si tratta di una realtà molto dura da accettare per la gente del paesino diffidente nei confronti del “diverso”. Persino il prete, per nulla conservatore, si trova inizialmente spiazzato dai nuovi arrivati. Benedetta invece si affeziona velocemente, impara a capire le dinamiche che regolano una famiglia così sui generis e finisce anche per innamorarsi di Kevin, suo coetaneo e ospite della casa-famiglia.

 “Solo cose belle nasce dalla lunga esperienza sul campo della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e delle tante case famiglia dell'Associazione, che da anni lavorano per diffondere i valori dell'inclusione sociale e per combattere l'emarginazione”: sono le parole del regista che ha tenuto anche a sottolineare la partecipazione attiva nel cast di persone che realmente vivono o hanno vissuto le stesse esperienze raccontate nel film.

 

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L’AMORE E’ RIVOLUZIONE: TUTTI SANTI TUTTI FRATELLI - Convegno Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

L’AMORE E’ RIVOLUZIONE:

TUTTI SANTI TUTTI FRATELLI

 

Convegno Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

 

Dal 29 novembre al 01 dicembre 2019  si terrà presso la Fraterna Domus a Sacrofano (Roma) il Convegno Nazionale del Movimento Pro Sanctitate.

L’evento è dedicato alla realtà Pro Sanctitate e a tutti coloro che desiderano conoscere, approfondire, condividere il tema della chiamata alla santità.

L’amore è rivoluzione: tutti santi, tutti fratelli. Il tema dell’incontro chiama a riunirsi la componente italiana del Movimento Pro Sanctitate nell’anno in cui ricorre il 25° anniversario dalla nascita al Cielo del Fondatore, il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.  

La santità come risposta alle urgenze del mondo, la fraternità come strumento per costruire la pace: i lavori del Convegno approfondiranno la “rivoluzione” pacifica del Vangelo e di tutti coloro che si fanno compagni di viaggio di ogni uomo e ogni donna, testimoni della speranza che viene da Dio.

Tutti santi, tutti fratelli: parole che hanno cambiato la vita di quanti hanno abbracciato l’ideale della santità e della fraternità universali con scelte coraggiose, percorsi di assoluta generosità, esperienze comunitarie feconde e decisive.

Il Movimento Pro Sanctitate si raduna nel segno della festa, della gratitudine e dell’impegno.

 

Festa per la gioia di stare insieme, di condividere esperienze, di raccontarsi la vita.

Gratitudine per il dono di tanti fratelli, compagni di strada e di fede.

Impegno perché la rivoluzione dell’amore chiede menti aperte, cuori ardenti, mani generose.

 

La città, le case, le scuole, gli uffici, le strade attendono la “rivoluzione dell’amore”, fatta da uomini, donne, giovani e bambini che credono nel Vangelo. 

Mente o Cuore?

È sempre il pensiero che fa la differenza. È dal pensiero che nascono le azioni, le scelte, i diversi atteggiamenti delle nostre giornate. Chiedersi “cosa penso?” permette di conoscersi. Ma non i pensieri superficiali bensì quelli profondi, quelli che non riusciamo ad accettare o che abbiamo rimosso.

Se penso di non essere abbastanza, farò di tutto per farmi accettare, oppure mi impegnerò tanto a buttare fango sulle persone così da non sentire il malessere che deriva dal senso di inadeguatezza che provo.

Se penso che gli altri sono stupidi avrò un atteggiamento di sufficienza o superiorità. Se penso che gli altri sono cattivi o penso che non ci si può fidare di nessuno, attiverò sempre atteggiamenti di difesa o di attacco.

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L'amore per il prossimo

"Il termometro dell’amore di Dio è l’amore del prossimo: amiamo dunque quanti attorno a noi portano nel loro essere l’immagine del Signore. L’amore del prossimo è fatto di comprensione, di dolcezza, di pazienza, di generosità: è amore che non giudica, non maligna, non mormora, non calunnia; che sa compatire e scusare il debole che cade, pur condannando il peccato e guardandosi da chi vuole nuocere; sa aspettare e sperare con sano ottimismo e non spezza la canna incrinata né spegne il lucignolo fumigante. È amore che non osserva solo le grandi linee, cura il dettaglio con delicatezza materna e che tutto dà - Gesù ha dato la vita - e a tutti si estende - Egli ha perdonato sulla croce.  È amore che è compassione affettiva ed effettiva per chi soffre e dolora, che è gioia per chi della gioia sente il bisogno. È amore, soprattutto, che è irradiazione dell’amore divino.  Fare del bene a tutti, lasciare in tutti una traccia Dio, specie in chi ne ha più bisogno: questa è la forma perfetta dell’amore ed è contemporaneamente l’espressione più bella dell’apostolato. È evidente che il modo più concreto per amare Dio, quindi per attuare il piano della santità, è l’amore per il prossimo".

 

Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

È IL BUON PROFUMO DI CRISTO

La fama di santità di Mons. Guglielmo Giaquinta nell’itinerario della Causa di Beatificazione e Canonizzazione

 

Che Mons. Guglielmo Giaquinta, l’«apostolo della santità», sia santo, noi che lo abbiamo conosciuto e seguito non abbiamo alcun dubbio: ne abbiamo la certezza, per quel “buon profumo di Cristo” che ha sempre sparso attorno a sé. Comprendiamo che tanti invece ancora non lo sanno. È auspicabile quindi che sia proclamato ufficialmente santo, proprio per quella sua sete di universalità che lo ha condotto per tutta la vita. “Abbiamo bisogno di santi”, ripeteva; la società, la Chiesa, i cristiani hanno bisogno di santi, quelli nascosti e quelli riconosciuti, quelli della porta accanto e quelli presenti in ogni continente della terra, perché siano additati come esempi credibili del messaggio del Vangelo e come via da seguire dagli uomini di buona volontà.

Un credente che ascolta la Parola di Dio, con l’intento di conoscerla e di metterla in pratica nella sua personale esistenza, sa bene che la vita cristiana è la vita santa che si snoda quotidianamente sulle orme di Cristo. E un membro della Famiglia Pro Sanctitate, che – alla scuola del Fondatore – della santità ha fatto professione di fede e si è reso disponibile quale apostolo di questa vocazione fondamentale di ogni uomo da parte di Dio, non può non portarne l’annuncio e la proposta a tutti coloro che gli sono vicini o che incontra lungo la sua strada. Tutti perciò, insieme, in cammino verso un’unica direzione, guardiamo come a una missione di alto profilo all’impegno profuso dalla Chiesa nel riconoscimento ufficiale della santità di tanti suoi figli.

 

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LETTERA AI FEDELI DELLE DIOCESI DEL LAZIO

In occasione della solennità di Pentecoste, i vescovi del Lazio hanno indirizzato una lettera a tutti i fedeli, che sarà letta durante le S. Messe del giorno. Pubblichiamo il testo integrale.

 

Carissimi fedeli delle diocesi del Lazio,

desideriamo offrirvi alcune riflessioni in occasione della solennità di Pentecoste che ci mostra l’icona dell’annunzio a Gerusalemme ascoltato in molte lingue: pensiamolo come il segno del pacifico e gioioso incontro fra i popoli che attualizza l’invito del Risorto ad annunciare la vita e l’amore.

Purtroppo nei mesi trascorsi le tensioni sociali all’interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi.

 

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“Siamo membra gli uni degli altri”: la comunicazione per una società totalmente inclusiva

Lo scontro sulla comunicazione e la conseguente demonizzazione della tecnologia continuano anche oggi. Alcuni vorrebbero attribuirne la responsabilità alla Chiesa. Al contrario, la Chiesa ha dato prova di riconoscere le potenzialità e la vocazione dei nuovi canali di comunicazione. (leggi su w2.vatican.va)
Ne è una prova il recente messaggio per la 53a Giornata delle Comunicazioni Sociali.   In questo, Papa Francesco sottolinea come la comunicazione sia relazione. Non a caso, etimologicamente, ritroviamo la stessa radice di com-unione e con-divisione: si tratta di qualcosa che si mette in comune. Non si possono certo nascondere i rischi che la pervasività di Internet porta con sé, ne sono esempi la disinformazione (le fake news) e il cyberbullismo. Ma Francesco ci ricorda che la rete è “solo” uno strumento, neutro per definizione: non può essere, in sé, buono o cattivo ma assume la connotazione dello scopo e delle modalità con cui si utilizza.

 

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Ma cosa ci dice il cervello

Dopo una serie di pellicole di successo (Scusate se esisto!, Mamma o papa? e Come un gatto in tangenziale campioni di incassi), arriva il nuovo film di Paola Cortellesi, una commedia ricca di tematiche sociali e che si propone di risvegliare il Paese dal torpore.

Giovanna (Paola Cortellesi) è la protagonista della storia, una donna dalla vita apparentemente noiosa e ripetitiva ma che in realtà si rivela essere un’agente della Sicurezza Nazionale. La vita di Giovanna non è semplice dovendosi dividere tra la famiglia (con una madre e una figlia del tutto all’oscuro della vera professione della donna) e un lavoro che prevede come dogma l’anonimato.

Ad un certo punto, si riavvicina ai vecchi compagni del liceo che sembrano condurre delle vite appaganti fino a quando però non confessano di subire prepotenze da ricchi e cafoni sui rispettivi posti di lavoro.

È a questo punto che la protagonista capisce di non poter più restare a guardare, di non poter più chiudere gli occhi davanti al degrado che si sperimenta quotidianamente nella società attuale (significativa la scena iniziale in cui la protagonista al mattino affronta rassegnata l’ingorgo delle auto, i parcheggi in doppia fila e la spazzatura buttata per terra). 

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Testimoni e profeti

"La vita del profeta, dunque, non è una vita facile, ma una vita essenzialmente, costituzionalmente difficile: per essere profeti bisogna avere il coraggio di pagare.

Ciascuno di noi, in quanto cristiano, ha una vocazione al profetismo; infatti siamo stati battezzati in Cristo e tutti siamo diventati suoi profeti.

Dobbiamo essere profeti di Cristo con la professione di fede, con una vita che testimoni ciò che crediamo, e infine con l’annuncio del messaggio cristiano".

Servo di Dio G. Giaquinta

Weekend di formazione: diventare educatori Pro Sanctitate

“Il compito del moderno educatore non è di disboscare giungle, ma di irrigare deserti”.

Questa citazione di Lewis mi ha risuonato nella testa per tutto il weekend di formazione trascorso a Roma dal 3 al 5 maggio con un gruppo di ragazzi universitari del Movimento. Lo scopo di queste giornate era proprio quello di iniziare a formarci come educatori ed animatori per le prossime esperienze (in primis quella che si terrà a Monreale a fine luglio con i ragazzi delle superiori). Essere educatori Pro Sanctitate non è una cosa semplice: è necessario infatti aver già maturato e aver fatto propri certi messaggi ed ideali, quegli stessi ideali che stanno alla base del Movimento.

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Vita da Nonni

«Nonna io non credo a Gesù perché non lo vedo! dove sta Gesù? dove vive?».

 

Queste domande me le ha fatte il mio nipotino di sei anni. Sono rimasta un po' perplessa ma soprattutto non volevo dare delle risposte preconfezionate. Al momento ho risposto che Gesù è nel nostro cuore e si rivela soprattutto quando abbiamo sentimenti buoni verso gli altri, ma mi sono ripromessa di riflettere e soprattutto di pregare, perché lo Spirito Santo mi desse le parole giuste non solo per rispondere ma per comprendere la nostra vita da nonni, quando vogliamo trasmettere il messaggio della santità: “uno più uno, la santità è contagiosa”.

 

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Percorsi di fraternità

CNS photo/Vatican Media
CNS photo/Vatican Media

Percorsi di fraternità: questo è il titolo di un paragrafo dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Christus vivit dedicata ai giovani. Papa Francesco inizia parlando di crescita spirituale. L’espressione “crescita spirituale” mi fa un po’ timore, mi sembra qualcosa di molto faticoso che implica una maggiore consapevolezza “teorica” della propria fede, un lavoro individuale. Il Papa invece mi dice: “La tua crescita spirituale si esprime soprattutto nell’amore fraterno, generoso, misericordioso” (163). Questo cambia tutto. Certo, ci vuole molta fatica, ma ora riesco a coglierne la concretezza e la bellezza. Cogliamo allora l’invito ad uscire da noi stessi per cercare il bene degli altri. Fin dall’inizio del catechismo ci viene spiegato il comandamento di Gesù “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mc 12,31) e ci invitano a riconoscere Dio nel volto del prossimo. Lo sappiamo tutti. Ma viverlo realmente è tutt’altra cosa, è una scelta che va fatta ogni giorno. Per questo il Papa ci ricorda che dobbiamo “uscire da noi stessi per riconoscere la bellezza nascosta in ogni essere umano, la sua dignità, la sua grandezza come immagine di Dio e figlio del Padre” (164).

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Il bello della nostra vita!

I giovani Pro Sanctitate hanno vissuto insieme un'esperienza in Sicilia che li ha preparati alla Pasqua e ha permesso loro di vivere l'esperienza della comunione. Ascoltiamo le loro voci.

 

Domenica 31 Marzo noi giovani Pro Sanctitate ci siamo recati al santuario della Madonna della Sciara a MascaLucia che per molto tempo fu seppellito da un’eruzione dell’Etna ma, nonostante ciò, il simulacro dopo anni fu ritrovato intatto.

In questo luogo, immerso nella natura, abbiamo vissuto l’esperienza del “deserto” con momenti di riflessioni sul tema “hai mutato il mio lamento in danza”. Dopo il silenzio, abbiamo fatto la condivisione in gruppo per confrontarci sulle domande, difficoltà, dubbi nati dalla riflessione.

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1+1 La santità è gioia

Se realmente crediamo in Cristo, se abbiamo trovato la nostra felicità in Lui dobbiamo emanare, ispirare gioia. Quante volte siamo tristi, abbattuti, pessimisti, non diamo serenità attorno a noi, non diamo gioia! Occorre avere la capacità di superare le piccole mille cose che a volte possono esserci nella vita di ciascuno per avere spazi più ampi, per dare quella gioia profonda che ci viene dal possesso di Cristo. Se tutti fossimo stati più seminatori di speranza e di gioia quante più persone ci sarebbero accostate a noi: avrebbero trovato ciò che esse cercano e cioè la felicità e la gioia.   (Servo di Dio G. Giaquinta)

TESTIMONI DI SPERANZA NELLA CITTÀ - Padre Pino Puglisi: Dare speranza a chiunque chiede segni di amore

Padre Pino Puglisi: Dare speranza a chiunque chiede segni di amore

Pomeriggio davvero speciale nella sede del Movimento Pro Sanctitate di Palermo dove, nella cornice degli incontri "Testimoni di speranza nella città", domenica 31 marzo abbiamo avuto la gioia di accogliere Giuseppe Carini, uno dei giovani di Brancaccio che don Pino Puglisi ha strappato alla mafia e che è diventato suo prezioso collaboratore. La sua toccante testimonianza su Puglisi, le conseguenze che quell’incontro ha generato nella sua vita hanno dato concretezza alla parola speranza e ne hanno fatto affiorare il significato più profondo.

 

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Sintesi dell’Esortazione Apostolica post-sinodale dedicata ai giovani CHRISTUS VIVIT

Sintesi dell’Esortazione Apostolica post-sinodale

dedicata ai giovani

Christus vivit

 

È stata presentata, il 2 aprile 2019, l’Esortazione Apostolica post-sinodale “Christus vivit”, firmata lunedì 25 marzo nella Santa Casa di Loreto e indirizzata «ai giovani e a tutto il popolo di Dio». Il documento, composto di nove capitoli divisi in 299 paragrafi, è frutto della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

 

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Padre Nostro

Un mondo di santi e di fratelli è il sogno di Mons. Giaquinta, fondatore del Movimento Pro Sanctitate. Siamo fratelli perchè figli di uno stesso Padre che Gesù, nella preghiera del Padre Nostro, ci insegna a chiamare 'papà'.

 

Padre - nome dolcissimo che ci parla di memoria e di futuro.

Padre, abbà che in aramaico significa “paparino”, termine che pronunciamo fin da bambini e rimane nel nostro cuore pure da adulti, anche se abbiamo il pudore di confessarlo.

“Io credo in te, o Padre, Dio Amore che ci ami infinitamente e da ciascuno di noi vuoi una risposta massima di amore”. *

 

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A Palermo: testimoni di speranza nella città

Bellissimo pomeriggio nella sede del Movimento a Palermo dove, per l’iniziativa "Semi di speranza nella città", abbiamo incontrato tre amiche che ci hanno illuminato su come la famiglia può essere segno di speranza.

Caterina, docente di Storia della Filosofia all’Università di Palermo, ha presentato con un exscursus storico il significato antropologico della parola ‘speranza’. «È la speranza che tiene l’uomo in cammino: l’ottimismo è uno stato d’animo, la speranza è la virtù di colui che è in cammino. Sperare insieme vuol dire costituirsi in comunità e la famiglia è il primo nucleo fondante per combattere l’isolamento. Dobbiamo curare l’arte del vivere sociale all’insegna della speranza condivisa».

Dalla speranza si passa al tema dell’accoglienza, ed ecco l’esperienza personale di una coppia che accoglie. È stato loro affidato un bambino per un periodo limitato di tempo, e da quel momento è nato in loro il desiderio di volerlo accogliere per sempre per dargli una speranza nell’avvenire, un futuro, una casa. Il clima di accogliente silenzio che si respira in sala consente a Caterina di raccontare tutta la fatica, il dolore, ma anche la gioia del percorso intrapreso da lei e dal marito per ottenere l’adozione internazionale del loro figlio che adesso ha 16 anni ed è un perfetto “palermitano”.

 

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La Casa di Maria è anche la casa della famiglia

Nella mattina del 25 marzo, Papa Francesco è arrivato a Loreto accolto dall’arcivescovo Monsignor Dal Cin, dal sindaco e dalle altre autorità locali e si è recato al santuario della Santa Casa di Loreto.

In occasione della solennità dell’Annunciazione, il Santo Padre si è recato a Loreto anche per firmare e affidare così alla Madonna l’esortazione apostolica post sinodale dedicata ai giovani. Nel suo discorso davanti ai fedeli, Papa Francesco ha sottolineato che “la casa di Maria è anche la casa della famiglia”, ricollegandosi così ad una tematica molto delicata ma allo stesso tempo fondamentale nel mondo odierno. Oggi infatti “la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società”, ha detto il Papa.

 

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Seminare Speranza - anno 5 - nr. 14 - marzo 2019

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Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, 20.03.2019

Vive Cristo, esperanza nuestra: è l’incipit del testo originale in spagnolo dell’Esortazione apostolica post-sinodale in forma di Lettera ai Giovani, che il Papa firmerà il 25 marzo prossimo, Solennità dell’Annunciazione del Signore, durante la Sua visita al Santuario Mariano di Loreto.

Il Papa intende con questo gesto affidare alla Vergine Maria il documento che suggella i lavori del Sinodo dei Vescovi tenutosi in Vaticano, dal 3 al 28 ottobre 2018, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Il testo dell’Esortazione verrà pubblicato successivamente alla firma del 25 marzo e presentato, come avviene di consueto per un documento magisteriale, durante una Conferenza Stampa presso la Sala Stampa della Santa Sede di cui saranno dati i dettagli nei prossimi giorni.

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Noi tutti siamo nati dal suo cuore sacerdotale.

Nella ricerca che desideriamo fare per capire un po’ di più Giaquinta fondatore, ci è offerta l’affermazione di Giuliana Spigone: “Noi tutti siamo nati dal suo cuore sacerdotale”, riferendosi all’intera famiglia ecclesiale da lui nata. Una sintesi essenziale che illumina quel passaggio dal servizio pastorale a un evento fondativo; un’intuizione potremmo dire ispirata che esprime quella generazione carismatica operata da Giaquinta per il dono dello Spirito in forza del ministero ordinato.

“Tutti i fondatori sono mistici”, ha detto Benedetto XVI, hanno cioè un particolarissimo rapporto con Dio, per il quale possono dar vita a nuove forme di impegno cristiano e indicare vie inesplorate di santità. Ma ciascun fondatore ha un’impronta propria, attinge la ricchezza specifica del carisma a lui donato dalla sua personale vocazione.

Nella Chiesa ci sono tanti tipi di fondatori: coloro che si caratterizzano per lo stato religioso o per la condizione laicale; padre Guglielmo è fondatore in quanto sacerdote, vivendo innanzitutto la sua chiamata di “alter Christus” e radicalizzando il suo servizio ministeriale.

 

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Consiglio Nazionale: seconda sessione dei lavori

Nella Giornata di sabato 16 marzo, si è svolta la seconda sessione dei lavori del Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate.

Le attività di studio, verifica e progettualità si sono alternate e hanno focalizzato diverse tematiche: il ruolo e l'identità del Consiglio Nazionale, la Giornata della Santificazione Universale, la pastorale giovanile, le iniziative di diffusione a largo raggio.

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Prima sessione di lavori del Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

Nella prima sessione di lavori del Consiglio Nazionale, la Direzione Nazionale e i Direttori dei Centri Operativi si sono "salutati" attraverso la condivisione delle esperienze personali e comunitarie, e attraverso una riflessione sul servizio e la responsabilità.

Cura delle relazioni, collegialità, spirito di famiglia, premura per le persone, fiducia, preghiera comunitaria, audacia e ottimismo...

queste le parole chiave di un filone sviluppato sul solco delle reciproche esperienze e nel desiderio profondo di costruire insieme il futuro del Movimento.

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1+1, Beati i miti

Beati i miti perché essi possederanno la terra. Non è la violenza, non è la forza, non è il dominio, non è la superbia, è la dolcezza, è la mitezza quella che conquista, perché Gesù è venuto in mezzo a noi non come il re trionfatore che schiaccia il nemico, ma è venuto come l’uomo umile. Dice il testo sacro seduto su di un giumento (Mt 21, 5) come una qualsiasi persona; e quando Gesù qualche cosa ha voluto insegnarci, che cosa ci ha detto? Imparate da me perché Io sono mite (Mt 11, 29). (Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

Al via il Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate

Nel pomeriggio di oggi, 15 marzo 2019, avranno inizio i lavori del Consiglio Nazionale del Movimento Pro Sanctitate, che si terrà a Roma, presso la sede di Largo Arbe.

I direttori dei centri operativi presenti in Italia, che da poco hanno avviato il loro triennio di mandato, stanno convergendo in queste ore e si incontreranno per tre giorni di conoscenza reciproca e scambio di esperienze. 

Costruire Insieme: su queste due parole si fonda l'esperienza di un percorso comune, orientato a vivere un unico ideale, il sogno di un mondo in cui tutti gli uomini sono santi e vivono da fratelli.

 

La perfezione dell'imperfezione

Siate perfetti….”  (Mt 5,48)

E noi come lo abbiamo tradotto? Sii bravo in tutto! Eccelli in ogni cosa! Sii il migliore, il primo.

La ricerca della perfezione sancisce molti ambiti del nostro quotidiano e caratterizza tanti aspetti della nostra vita. A scuola, dietro l’ansia di tanti ragazzi, leggo spesso l’enorme carico di aspettative dei genitori. L’altro giorno mi ha molto colpito l’intervista in televisione di una ragazza guarita da anoressia: alla domanda “come è iniziato il tutto” la sua risposta è stata “c’era in me una continua ricerca di perfezione”.

Forse è il caso di chiedersi quale perfezione intendeva Gesù e quale perfezione, invece, è dettata dal nostro ego! A me sembra che, quella dettata dal nostro ego, nasconda un bisogno di “tenere tutto sotto controllo”. Un bisogno che ha a che fare con l’insicurezza, con la paura.

 

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Summit in Vaticano, "la protezione dei minori nella Chiesa"

Si è concluso il 24 febbraio il summit sugli abusi sui minori in Vaticano. Al termine della Celebrazione eucaristica, le parole di Papa Francesco e gli otto punti su cui si dovrà concentrare il lavoro della Chiesa:

 

Cari fratelli e sorelle,

nel rendere grazie al Signore che ci ha accompagnato in questi giorni, vorrei ringraziare tutti voi per lo spirito ecclesiale e l’impegno concreto che avete mostrato con tanta generosità.

Il nostro lavoro ci ha portato a riconoscere, una volta in più, che la gravità della piaga degli abusi sessuali su minori è un fenomeno storicamente diffuso purtroppo in tutte le culture e le società. […] 

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Ti scriverò prima del confine

Diego Barbera è un giovane autore emergente, 33 anni, torinese, giornalista e ora anche autore di questo romanzo profondo e toccante: “Ti scriverò prima del confine”.

 

La particolarità del libro è che tutti i nomi propri delle persone, dei luoghi o degli avvenimenti importanti non vengono esplicitati durante quasi tutto il corso della narrazione; vengono infatti usate delle metafore, delle perifrasi o addirittura degli asterischi con lo scopo di oscurare i nomi. Quasi come fossero un mistero, un tentativo di rimanere esterni a tali fatti e a tali persone perché, nel momento in cui vengono chiamate per nome, le cose assumono una loro identità, diventano reali e non si può più far finta che non esistano o che non siano successe.

 

Non chiamare le cose per nome per tenerle lontane è proprio l’intenzione di M***o, il protagonista del romanzo, che per il suo coraggio (o meglio, per la sua indifferenza verso il pericolo) si ritrova ricoverato in una prestigiosa clinica. Per gran parte della narrazione, il lettore non sa cosa sia accaduto al protagonista che si ostina, infatti, a chiamare ciò che gli è successo come “il Fatto”. L’unica con la quale è disposto a parlarne è Giulia, una ragazza che sta in quella clinica da tutta la vita e che, non per caso, è anche la sola ad essere chiamata per nome sin dall’inizio.

 

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Dopo la GMG in Honduras e Panama: Educazione – lavoro - famiglia – comunità

Dopo la GMG  in Honduras e Panama

 

Il 1° febbraio alle ore 22.30 siamo ritornate a Riga da Panama.

Un salto enorme: dal caldo al freddo, dalla povertà dell’Honduras ad un altro tipo di povertà, dal contrasto ricchezza-povertà di Panama city alla ricchezza-povertà di Riga; dall’entusiasmo della GMG al mettere in pratica nel quotidiano tutto cio’ che il Santo Padre ha affidato ai giovani!

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1+1, Rivoluzionari dell'Amore

Molto spesso ci sono tante attese e tante speranze che non si concretizzano perché manca qualcuno che abbia il coraggio di assumersi la responsabilità, di pagare in proprio e andare avanti. Occorrono dei rivoluzionari dell’amore, persone capaci di creare attorno a sé un movimento rivoluzionario dell’amore… È indispensabile uscire dal proprio guscio per darsi agli altri, uscire dal proprio egoismo, dalla propria autosufficienza, dalla commiserazione di se stessi, dalle personali problematiche, dagli eventuali complessi che a volte attanagliano, perché gli altri hanno bisogno di noi, della nostra donazione, di quel Dio di cui abbiamo la presenza e il possesso datoci dall’esperienza.

Guglielmo Giaquinta

La vita umana è un bene comune

La difesa della vita è la prima pietra del bene comune. Con questa affermazione forte Papa Francesco ha inteso spronare il mondo politico alla vigilia della 41° Giornata nazionale per la Vita. L’invito del pontefice indica una direzione spesso trascurata del valore della vita umana, il suo carattere sociale: la difesa della vita “a partire dal suo concepimento fino al suo naturale spegnersi” dunque “coinvolge ogni cittadino e il complesso intreccio delle relazioni sociali”. Spesso la dimensione assoluta del valore della vita umana rischia di suggerire una lettura individualista, facendoci perdere l’orizzonte dello spazio e del tempo in cui ogni nuova vita è generata e si sviluppa.

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GIORNATA PER LA VITA 2019

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita

(3 febbraio 2019)

 

È VITA, È FUTURO

 

Germoglia la speranza

            «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia. È vita, è futuro nella famiglia! L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: «facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera» (1Tim 6, 18-19).

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Maria, la influencer di Dio

La salvezza che Dio ci dona è un invito a far parte di una storia d’amore che si intreccia con le nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perché possiamo dare frutto lì dove siamo, come siamo e con chi siamo. Lì viene il Signore a piantare e a piantarsi; è Lui il primo nel dire “sì” alla nostra vita, Lui è sempre il primo. È il primo a dire “sì” alla nostra storia, e desidera che anche noi diciamo “sì” insieme a Lui. Lui sempre ci precede, è il primo.

E così sorprese Maria e la invitò a far parte di questa storia d’amore. Senza dubbio la giovane di Nazaret non compariva nelle “reti sociali” dell’epoca, lei non era una influencer, però senza volerlo né cercarlo è diventata la donna che ha avuto la maggiore influenza nella storia. 

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Allargare gli orizzonti

«Aprite la finestra e guardate l’orizzonte»,  ha detto Papa Francesco ai  giovani detenuti nel carcere minorile Las Garzas di Pacora. Per la prima volta, la liturgia penitenziale della Gmg è stata celebrata in un carcere. Preghiere, canti, riflessioni, poi le parole del papa. Al termine della liturgia penitenziale, il Papa ha confessato cinque giovani.

Il Vangelo proclamato è quello di San Luca, il brano in cui i farisei e gli scribi si scandalizzano per il comportamento di Gesù. Parlando dei farisei, papa Francesco ricorda che «mentre quelli si limitavano solo a mormorare», Gesù «accoglie i peccatori e mangia con loro». Due prospettive diverse: «uno sguardo sterile e infecondo - quello della mormorazione e del pettegolezzo - e un altro che chiama alla trasformazione e alla conversione: quello del Signore».

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Wireless Fidelity ovvero Fedeltà Senza Fili

Sabato 19 gennaio un popolo allegro ed ordinato si è ritrovato nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la chiesa madre di tutte le chiese, per il Primo Capitolo Generale del Monastero WiFi, un fantastico cocktail di preghiera, formazione spirituale e fraternità.

Un esercito di duemila anime accorse da tutta Italia per immergersi in un clima celestiale, conoscersi e toccare con mano ciò che le accomuna: la ricerca dell’OLTRE.

La Basilica brulicava di persone di tutte le età, donne e uomini, sposati e singoli, tutti desiderosi di un “upgrade spirituale”. E così ciascuno di noi si è visto regalare parole straordinarie sia durante le catechesi (rigorosamente differenziate per genere) sia nel corso della messa e dell’adorazione (la più silenziosa cui abbiamo mai partecipato) ed è tornato a casa con una carica da far esplodere nei propri ambienti di vita, nella certezza di essere Figli amati, chiamati ad una Santità feriale e gioiosa.

 

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Dalla Lettonia a Panama passando per l'Honduras

Dal 15 al 20 gennaio, un gruppo di giovani lettoni, insieme a Rita e Liliane, ha fatto un’esperienza missionaria e di servizio in Honduras. Ora sono arrivati a Panama, dove aspettano l’incontro con Papa Francesco.

 

Perché abbiamo pensato di svolgere la pre-GMG in Honduras? Molto semplice.

Quando abbiamo visto che la GMG sarebbe stata a Panama, abbiamo pensato offrire ai giovani una esperienza di missione. Rita, conoscendo diversi missionari Maltesi nei paesi attorno a Panama, ha scritto a loro. Nel frattempo noi pregavamo e dicevamo: “chi ci risponde per primo è segno che il Signore vuole che andiamo lì”. Così è stato. Il primo che ha risposto è stato Mons. Joseph Bonello, ofm, Vescovo della diocesi di Juticalpa Olancho. Mons. Joseph è della stessa parrocchia di Rita a Malta. 

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GMG 2019: la festa è iniziata!

Giovani tutt'altro che disimpegnati. Parlano di ambiente, di pace, fanno proposte concrete; hanno tutti lo stesso desiderio di pace e di giustizia. Sono i ragazzi della Gmg 2019. Arrivano da contesti segnati da profondi problemi sociali e difficili situazioni politiche che hanno un forte impatto sulla vita delle popolazioni: migrazioni, povertà, disperazione. Hanno accolto l'invito di Papa Francesco: «Non guardate dal balcone la vita, immergetevi in essa come ha fatto Gesù. Non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno il futuro! … Attraverso di voi entra il futuro nel mondo. A voi chiedo anche di essere protagonisti di questo cambiamento» (27 luglio 2013, Gmg di Rio de Janeiro). 

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Restiamo umani!

Il Signore disse a Caino:

«Dov'è Abele, tuo fratello?».

Egli rispose:

«Non lo so. Sono forse io

il custode di mio fratello?».

 

 

Il Movimento Pro Sanctitate, in questi giorni dedicati alla preghiera per l'Unità dei Cristiani, si unisce all'appello ecumenico sull'Immigrazione.

La scuola del Vangelo è chiara ed esigente: come puoi amare Dio che non vedi, se non ami il fratello che hai accanto a te?

 La propaganda politica quotidiana sta raggiungendo livelli intollerabili, ed è tristemente accompagnata da provvedimenti concreti (cfr. Rabbia e notte insonne al Cara di Castelnuovo di Porto).

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VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI GIOVANI IN PREPARAZIONE ALLA XXXIV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2019

Cari giovani,

 

ci stiamo avvicinando alla Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà a Panama il prossimo mese di gennaio e avrà come tema la risposta della Vergine Maria alla chiamata di Dio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).

 

Le sue parole sono un “sì” coraggioso e generoso. Il sì di chi ha capito il segreto della vocazione: uscire da sé stessi e mettersi al servizio degli altri. La nostra vita trova significato solo nel servizio a Dio e al prossimo.

Ci sono molti giovani, credenti o non credenti, che al termine di un periodo di studi mostrano il desiderio di aiutare gli altri, di fare qualcosa per quelli che soffrono. Questa è la forza dei giovani, la forza di tutti voi, quella che può cambiare il mondo; questa è la rivoluzione che può sconfiggere i “poteri forti” di questa terra: la “rivoluzione” del servizio.

 

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IL PAPA, I GIOVANI E LA GMG

Al termine dell’Angelus del 20 gennaio, Papa Francesco ha chiesto preghiere per l’imminente appuntamento con i giovani a Panama e ha presentato Click To Pray, la Rete Mondiale di Preghiera che consentirà a tutti, in ogni parte del mondo, di pregare insieme, in particolare per i giovani che parteciperanno alla GMG.

 

«Tra pochi giorni partirò per Panamá, dove dal 22 al 27 gennaio si svolgerà la Giornata Mondiale della Gioventù. Vi chiedo di pregare per questo evento molto bello e importante nel cammino della Chiesa.

 

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1+1, Cristo è l'evangelizzatore

Cristo è l'evangelizzatore, colui che ci ha portato e comunicato la buona novella. Noi dobbiamo diventare i continuatori dell'opera di Cristo, essere come Lui evangelizzatori, diventando noi stessi, con la nostra vita, la esemplificazione attuata di ciò che il Vangelo insegna

 

Servo di Dio Guglielmo Giaquinta

Il Battesimo: immergersi in una vita nuova

Enrica e Stefano, associati del Movimento Pro Sanctitate, dopo il Battesimo del loro piccolo Silvio, hanno riscoperto l’importanza di questo straordinario dono.  

 

L’inconsapevolezza di un bimbo o una bimba di pochi mesi di fronte all’evento del suo Battesimo è banalmente evidente, ma la potenza di ciò che realmente significa e di ciò che può realizzare nella vita del battezzato/a e dei suoi genitori è qualcosa di profondamente stupefacente. Ciò che per il piccolo o la piccola sembra del tutto incomprensibile è in realtà una miniera di grazie per i genitori e per tutta la sua famiglia.

 

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Collateral Beauty

“Amore, tempo e morte. Queste tre cose mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla Terra: desideriamo l’Amore, vorremmo avere più Tempo, temiamo la Morte”. Attorno a tali tre tematiche ruota questo film del 2016 che vede come protagonista Will Smith, già famoso per altri ruoli profondi ed emozionanti come in Sette anime o La ricerca della felicità.

Howard è un pubblicitario di New York che dopo aver perso tragicamente la figlia di sei anni cade in una profonda depressione: si rifiuta di accettare la realtà, si isola, ignora il suo lavoro e si separa dalla moglie. Ed è in questo momento di rabbia verso l’universo intero che Howard decide di scrivere delle lettere di sfida proprio ad Amore, Tempo e Morte. Passano gli anni, Howard continua a scrivere lettere e si ostina a non voler riprendere in mano la sua vita fino al punto da mandare in crisi l’agenzia pubblicitaria. Intervengono a questo punto i suoi amici, che in un disperato tentativo di riportare Howard alla realtà decidono di ingaggiare tre attori per impersonare proprio quei Tempo, Amore e Morte che ormai ossessionano la vita dell’amico.

 

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Epifania Quotidiana

Terminate le festività natalizie, la quotidianità rischia di ingoiarci nel vortice della noia, dei gesti scontati, degli impegni assolti con stanchezza e senza entusiasmo.

La riflessione di Alessandro D'Avenia su corriere.it, di cui riportiamo uno stralcio, ci invita ad una scoperta interessante: forse la novità della vita quotidiana è proprio la vita quotidiana.

 

Oggi è un lunedì più lunedì degli altri. La coincidenza dell’Epifania con la domenica rende questo lunedì un Everest della vita quotidiana. Come sopravvivere alla routine dei giorni tutti uguali dopo tante feste? La risposta è proprio nell’Epifania, che significa «rivelazione».[...]

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Camminando insieme… in ascolto dello Spirito

A due mesi dalla pubblicazione del Documento finale del Sinodo 2018 su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, pubblichiamo un commento di Mons. Di Cristina, Consulente nazionale del Movimento Pro Sanctitate.

 

Il Documento finale del Sinodo dei Vescovi  dello scorso ottobre 2018 apre sull’onda emotiva suscitata nei Vescovi stessi dall’esperienza assolutamente unica della presenza dei giovani durante i loro lavori. «Abbiamo camminato insieme, con il successore di Pietro che ci ha confermato nella fede… Abbiamo lavorato insieme, condividendo ciò che ci stava più a cuore… La presenza dei giovani ha segnato una novità: attraverso di loro è risuonata nel Sinodo la voce di tutta una generazione…» (2). Da qui, sul richiamo all’icona pasquale dei Discepoli di Emmaus, prende il via l’idea madre del Documento: quella che vede in Gesù il modello del cammino della Chiesa accanto alle giovani generazioni (4). Come Gesù, fattosi «giovane con i giovani per divenire esempio per i giovani e consacrarli al Signore» (il tratto riprende un bel passaggio di S. Ireneo), anche la Chiesa, imparando da Lui saprà «cogliere al meglio la benedizione della giovinezza» (63). Il cammino dei pastori della Chiesa con i giovani, ma anche dei laici per ciò qualificati, comincerà dunque dall’ascolto dei giovani: un ascolto delle loro domande che, come quelle dei discepoli di Emmaus, la Chiesa stessa saprà opportunamente suscitare, consapevole del desiderio che i giovani stessi hanno di essere ascoltati (6). E sarà un cammino animato fin dapprincipio da un sì aperto verso un futuro, un compito e una meta che, seppure inizialmente non chiari, appariranno presto rischiarati dalla «logica vocazionale» (72). 

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Ripartire da Cristo per costruire la pace

Alla vigilia della Giornata Mondiale della Pace, in un momento storico complesso e incerto per il nostro paese, proponiamo un riflessione sul messaggio di Papa Francesco su un tema di forte attualità.

 

La buona politica è al servizio della pace: è il tema della 52ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2019. È un argomento con cui si devono misurare non solo i governanti ma ogni cittadino, ogni cristiano che ha ricevuto il mandato di portare a tutti – particolarmente in questo periodo – l’annuncio della pace.

Presentando il Messaggio del papa per la giornata, il card. Turkson, prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha affermato che la buona notizia di Gesù, «è sempre accompagnata dalla pace e porta pace.

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Il Movimento Pro Sanctitate a Radio Mater per la rubrica "Vivere oggi la nostra fede"

Di seguito è possibile accedere al file audio della puntata del 21 dicembre 2018 della rubrica "Vivere oggi la nostra fede", andata in onda su Radio Mater e condotta da Francesco Vitale. Nel corso della trasmissione sono intervenuti: Giorgio Bersani e Giulia Sergiacomo del Movimento Pro Sanctitate e Luca Fortunato, dell'Associazione Papa Giovanni XXIII con cui il Movimento Pro Sanctitate ha collaborato nell ambito dell'iniziativa "un girasole per te".

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Il Movimento Pro Sanctitate a Radio Mater per la rubrica "Vivere oggi la nostra fede"
Su Radio Mater per la rubrica "Vivere oggi la nostra fede", alle 21.30 di Venerdì 21 dicembre, al microfono di Francesco Vitale:
Giorgio Bersani e Giulia Sergiacomo del Movimento Pro Sanctitate e Luca Fortunato, dell'Associazione Papa Giovanni XXIII.
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L’augurio di Papa Francesco per il Natale 2018

L’augurio di Papa Francesco per il Natale 2018 è un augurio di fraternità. Fraternità tra persone di idee diverse, tra persone di ogni nazione e cultura, tra persone di diverse religioni.

Buon Natale di fraternità!

 

Come i pastori, accorsi per primi alla grotta, restiamo stupiti davanti al segno che Dio ci ha dato: «Un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12). In silenzio, ci inginocchiamo, e adoriamo.

E che cosa ci dice quel Bambino, nato per noi dalla Vergine Maria? Qual è il messaggio universale del Natale? Ci dice che Dio è Padre buono e noi siamo tutti fratelli.

Questa verità sta alla base della visione cristiana dell’umanità. Senza la fraternità che Gesù Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz’anima.

Per questo il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità.

Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura.

Fraternità tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro.

Fraternità tra persone di diverse religioni. Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio a tutti coloro che lo cercano.

E il volto di Dio si è manifestato in un volto umano concreto. Non è apparso in un angelo, ma in un uomo, nato in un tempo e in un luogo. E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture…, ma tutti fratelli in umanità!

Allora le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!

L’esperienza della famiglia ce lo insegna: tra fratelli e sorelle siamo diversi l’uno dall’altro, e non sempre andiamo d’accordo, ma c’è un legame indissolubile che ci lega e l’amore dei genitori ci aiuta a volerci bene. Lo stesso vale per la famiglia umana, ma qui è Dio il “genitore”, il fondamento e la forza della nostra fraternità.

Questo Natale ci faccia riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano tutti i popoli. Consenta a Israeliani e Palestinesi di riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace che ponga fine a un conflitto che da più di settant’anni lacera la Terra scelta dal Signore per mostrare il suo volto d’amore.

Il Bambino Gesù permetta all’amata e martoriata Siria di ritrovare la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. La Comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, così che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria.

Penso allo Yemen, con la speranza che la tregua mediata dalla Comunità internazionale possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia.

Penso poi all’Africa, dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare. Il Divino Bambino, Re della pace, faccia tacere le armi e sorgere un’alba nuova di fraternità in tutto il continente, benedicendo gli sforzi di quanti si adoperano per favorire percorsi di riconciliazione a livello politico e sociale.

Il Natale rinsaldi i vincoli fraterni che uniscono la Penisola coreana e consenta di proseguire il cammino di avvicinamento intrapreso e di giungere a soluzioni condivise che assicurino a tutti sviluppo e benessere.

Questo tempo di benedizione consenta al Venezuela di ritrovare la concordia e a tutte le componenti sociali di lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli della popolazione.

Il Signore che nasce porti sollievo all’amata Ucraina, ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire. Solo con la pace, rispettosa dei diritti di ogni nazione, il Paese può riprendersi dalle sofferenze subite e ristabilire condizioni di vita dignitose per i propri cittadini. Sono vicino alle comunità cristiane di quella Regione, e prego che si possano tessere rapporti di fraternità e di amicizia.

Davanti al Bambino Gesù si riscoprano fratelli gli abitanti del caro Nicaragua, affinché non prevalgano le divisioni e le discordie, ma tutti si adoperino per favorire la riconciliazione e costruire insieme il futuro del Paese.

Desidero ricordare i popoli che subiscono colonizzazioni ideologiche, culturali ed economiche vedendo lacerata la loro libertà e la loro identità, e che soffrono per la fame e la mancanza di servizi educativi e sanitari.

Un pensiero particolare va ai nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata. Il Signore doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa.

Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall’unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!

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IL MIRACOLO DEL NATALE

Erica Bassi, moglie di Davide, mamma di Marco, Chiara e Pietro, autrice del libro "La porta gialla", amica del Movimento Pro Sanctitate, ci racconta il suo Natale in famiglia.

 

Natale, santità, famiglia: tre parole affini tra loro; ci stanno bene, una accanto all’altra, senza sforzi apparenti…

Quando mi è stato chiesto di scrivere queste poche righe, ho subito pensato che, questa volta, me la sarei cavata con poca fatica e che sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Ingenua…

 

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Lo sguardo di amore di Dio

"Lo sguardo di amore di Dio non è uno sguardo che passa, così come un raggio di luce che tutto tocca senza fermarsi su alcun oggetto: lo sguardo di Dio si posa su ciascuno di noi. É uno sguardo dunque personale" 

(Servo di Dio G. Giaquinta, La Spiritualità del Movimento Pro Sanctitate)

A Calino con “Effatà”

Con gratitudine ed entusiasmo è stata accolta dalla Casa Famiglia Effatà - Comunità Papa Giovanni XXIII - l’iniziativa della distribuzione dei “girasoli della santità”; quest’anno in piazza Paolo VI a Brescia e ad Adro (Bs), Santuario della Madonna della Neve.

Le Case Famiglie APG23 sono famiglie un po' speciali; papà e mamme che ogni giorno accolgono nelle proprie case e condividono la propria vita con bambini, disabili ed emarginati: persone bisognose di un punto fermo da cui ripartire, di una famiglia in cui ritrovarsi. 

Anche quest’anno attraverso la condivisione dei biscotti della santità abbiamo potuto sperimentare che “la santità cresce mediante piccoli gesti buoni nella vita quotidiana” (Papa Francesco). Sguardi incrociati, sorrisi donati, parole di augurio per ricordare a tante persone questo giorno di festa. 

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Immacolata

«Tutte le feste della Madonna sono importanti - la sua nascita, l’Assunzione - ma l’Immacolata Concezione è il punto di partenza, la chiave dei misteri del Nuovo Testamento, che ci fa entrare nel mondo misterioso dell’amore di Dio. Conoscevamo questo amore perché già nell’Antico Testamento, nel Deuteronomio troviamo: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore … (Dt 6,4-5). Potevamo quindi già intuire che Dio doveva essere l’oggetto del nostro amore, ma non potevamo mai pensare a questa realtà di dolcezza, di intimità tra noi e Dio. La carità che Gesù ci ha rivelato ce l’ha rivelata solo dopo l’Immacolata Concezione di Maria» 

Un girasole per te

Il Movimento Pro Sanctitate di Noto il 1° novembre nel bellissimo corso e poi in Cattedrale ha proposto l’iniziativa: “Un girasole per te”. In una giornata di pioggia, i “biscotti della santità” hanno portato gioia, allegria, dialogo tra i membri del Movimento Pro Sanctitate e i passanti che all’inizio erano perplessi ma che poi hanno contribuito affinché il ricavato potesse aiutare la Caritas cittadina.

In questa giornata di nuvoloni e “girasoli” abbiamo avuto con noi (in alcuni momenti) la presenza del diacono responsabile della Caritas cittadina. Bella la comunione nella Chiesa di Dio, segno che la santità se è vissuta sul serio porta frutto e si diffonde nelle piccole cose. Con questo segno dei “girasoli” non abbiamo risolto il problema della gente bisognosa di Noto ma abbiamo contribuito a rendere un po’ più visibile la speranza e la gioia del servire mettendo al primo posto i fratelli… quelli più amati dal Signore.

 

Maria Francesca Ragusa


Riscoprire di non essere soli

La bellezza del 1° novembre sta nel riscoprire di non essere soli nel cammino della fede. Questo abbiamo celebrato in Cattedrale a Noto (con la presenza di S. Ecc. Mons. Antonio Staglianò e il Vicario generale don Angelo Giurdanella): una Chiesa riunita per ricordare i “grandi i santi” come San Corrado, patrono di Noto, e quelli della “porta accanto”.

Uno + uno la santità è contagiosa: l’assemblea era composta da associati e amici del Movimento Pro Sanctitate e tutto il popolo di questa porzione di chiesa che ha riflettuto e pregato per la Santificazione Universale. Alla fine della celebrazione i membri del Movimento hanno consegnato a tutti dei foglietti con la vita di un santo, segno che ricordi a ciascuno che abbiamo dei compagni di viaggio, degli intercessori, delle guide per il cammino di santità sognato dal Padre e annunciato con forza ed umiltà dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

 

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Educare, una forma di amore

Aiutare i piccoli a diventare grandi, è questo che fanno i genitori.

Educare è accompagnare e favorire la crescita dei figli che ci sono stati affidati; una responsabilità grande, un’avventura incomparabile, un dono immenso.

Non ci sono scuole, ricette o libri che ci possono aiutare perché è un compito che si impara sul campo. Ma non sarebbe male se ci fermassimo ogni tanto e ci prendessimo cura del nostro essere genitori, delle nostre fragilità, per poter crescere in una competenza mai definitivamente acquisita.

Ci sono tanti aspetti che meritano attenzione; il primo che mi viene in mente è la separazione che rende possibile la crescita. È una lezione che i cuccioli di animali imparano subito e che invece noi esseri umani fatichiamo un po’ ad apprendere. La prima separazione, quella del cordone ombelicale, rende possibile il respiro, la vita in questo mondo. Ma quante altre separazioni non avvenute negano ai piccoli la possibilità di crescere equilibrati! Perché tanta paura a lasciar andare? La paura di eventuali pericoli? Una inconfessata ma radicata sfiducia nella capacità dei piccoli? La paura di perdere il controllo sulla loro vita?

 

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Gaudete et Exultate, riflessione e confronto. Pescara 23 novembre 2018

Questo povero grida e il Signore lo ascolta

Era il 2016, Papa Francesco "salutava" il Giubileo della Misericordia, attraverso la lettera apostolica «Misericordia et Misera», e nel contempo istituiva la Giornata Mondiale dei Poveri da vivere nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell'Universo, «che si è identificato con i piccoli e i poveri e ci giudicherà sulle opere di misericordia».

Scopo della Giornata è quello di aiutare «le comunità e ciascun battezzato a riflettere su come la povertà stia al cuore del Vangelo e sul fatto che, fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa, non potrà esserci giustizia né pace sociale». 

Per la Giornata Mondiale dei Poveri di Domenica 18 Novembre 2018, riportiamo alcuni stralci del Messaggio del Santo Padre Francesco. Parole, come sempre, semplici, dirette, ed esigenti. 

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1+1, il battesimo polveriera di santità

Israele, sorgenti del fiume Giordano
Israele, sorgenti del fiume Giordano

 

In me battezzato

non c'è semplicemente una scintilla del divino,

ma l’abbondanza della grazia divina

che mi costituisce figlio di Dio

per cui posso rivolgermi al Padre

e chiamarlo Abbà, e dirgli:

io sono tuo figlio, tuo erede;

e così a Cristo: tu sei mio fratello.

 

Guglielmo Giaquinta

 

da La Spiritualità del Movimento Pro Sanctitate

Imparare a scommettere sui giovani

Si è concluso con la Santa Messa di domenica 28 ottobre il Sinodo dei Vescovi sui giovani. Nel suo discorso Papa Francesco ha ricordato come il documento conclusivo sia frutto dell'intercessione dello Spirito Santo e che, in quanto tale, deve essere tenuto ben presente da tutta la Chiesa come riferimento e supporto per i prossimi passi che la Chiesa stessa sarà chiamata a muovere.

Se l'Instrumentum laboris è il quadro di riferimento unitario emerso dopo due anni di ascolto, il documento finale è il risultato del discernimento e delle tematiche su cui i Padri sinodali si sono concentrati.

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A catania l'invito alla santità raggiunge i piccoli guerrieri!

La Lega Ibuscus è una associazione che promuove la ricerca scientifica nel campo dei tumori infantili e opera nella assistenza e nel sostegno dei piccoli malati e delle loro famiglie.

Nella città di Catania, gli operatori di Ibiscus si sono uniti al Movimento Pro Sanctitate nella iniziativa "Un girasole per te".

Riportiamo nel seguito alcuni, piccoli contributi giunti da più parti, su questa esperienza vissuta insieme.

 

LA FESTA DI TUTTI I SANTI

Quando gli amici del Movimento Pro Sanctitate ci hanno chiesto, sottovoce e con molta delicatezza, di dedicare la Giornata della Santificazione Universale di quest’anno ai nostri guerrieri, senza alcun tentennamento, abbiamo dato la nostra adesione.

La distribuzione dei Biscotti con la caratteristica forma di Girasole avvenuta questa mattina davanti la Cattedrale di Catania non è stata solo l’opportunità di una raccolta fondi, ma principalmente ha voluto significare il ricordo ed il senso di un giorno speciale, un’occasione per condividere con semplicità la gioia di questo giorno di festa. 

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GSU 2018: dicono di noi

Nel 1957 un giovane don Guglielmo Giaquinta, ideava la Giornata della Santificazione Universale: una occasione per ricordare che l’amicizia di Dio non è riservata a pochi, ma è per tutti.

Un giorno per rinnovare e condividere il sogno di un mondo diverso, in cui tutti gli uomini vivano da fratelli.

 

Oggi il Movimento Pro Sanctitate raccoglie l'eredità del Fondatore e la sua consegna: raggiungere tutti, dappertutto, con ogni mezzo e ricordare che la santità è possibile.

 

Questo il senso delle tante proposte liturgiche, di riflessione e di preghiera, che hanno avuto luogo in tante parti d'Italia.

Ad esse si è aggiunta, nella sua seconda edizione, l'iniziativa Un Girasole per te, pensata e promossa per raggiungere le donne, gli uomini, i giovani e i bambini del nostro tempo, per ricordare loro il senso di un giorno speciale, esprimere con semplicità la gioia della festa e il sogno di un mondo rinnovato dall’amore.

 

Nel seguito ci serviamo delle notizie apparse sui giornali e sui siti web, per condividere la vitalità di questa giornata, che continua per tutto il mese di novembre, nelle tante realtà territoriali del Movimento in Italia.

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L'attualità della proposta di Mons. Giaquinta

Riportiamo un articolo pubblicato sul Quotidiano "La Croce" il 31 ottobre 2018, alla vigilia della Giornata della Santificazione Universale.

 

L'attualità di Mons. Giaquinta

Un sacerdote che ha dedicato tutta la sua vita e l'intero ministero - presbiterale, sacerdotale e poi di fondatore - ad esplorare le ricchezze della vocazione universale alla santità. Quando fu emanata la costituzione dogmatica "Lumen Gentium", che al capitolo V esprimeva appunto questa verità, fu confermato nel proprio carisma di vivere una vita cristiana vera e autentica.

 

Mentre la nostra memoria, già distratta dalle nuove cronache, rischia di mettere nel dimenticatoio l’assassinio di Desirée, la sedicenne che ha terminato la sua giovane vita tra le macerie della capitale, noi vogliamo ricordare, ma soprattutto reagire.

La barbarie che ha avuto come palcoscenico il palazzo abbandonato di San Lorenzo a Roma ci ha fatto affacciare sull’abisso. La manifestazione orrorifica e purulenta del male terreno che si accanisce in tutta la sua oscena brutalità, ha mostrato una pallida ombra della desolazione del luogo da dove Dio è stato cacciato.

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O la santità o niente! Chiediamoci da che parte stiamo...

In occasione della Giornata della Santificazione Universale, Papa Francesco, durante l'Angelus del 1 Novembre 2018, ci ha rivolto parole esigenti...

 

Chiediamoci da che parte stiamo: quella del cielo o quella della terra? Viviamo per il Signore o per noi stessi, per la felicità eterna o per qualche appagamento ora? Domandiamoci: vogliamo davvero la santità? O ci accontentiamo di essere cristiani senza infamia e senza lode, che credono in Dio e stimano il prossimo ma senza esagerare? Il Signore «chiede tutto, e quello che offre è la vera vita - offre tutto -, la felicità per la quale siamo stati creati» (Esort. ap. Gaudete ed exsultate, 1). Insomma, o santità o niente! Ci fa bene lasciarci provocare dai santi, che qua non hanno avuto mezze misure e da là “tifano” per noi, perché scegliamo Dio, l’umiltà, la mitezza, la misericordia, la purezza, perché ci appassioniamo al cielo piuttosto che alla terra.

Oggi i nostri fratelli e sorelle non ci chiedono di sentire un’altra volta un bel Vangelo, ma di metterlo in pratica, di incamminarci sulla via delle Beatitudini. Non si tratta di fare cose straordinarie, ma di seguire ogni giorno questa via che ci porta in cielo, ci porta in famiglia, ci porta a casa. Oggi quindi intravediamo il nostro futuro e festeggiamo quello per cui siamo nati: siamo nati per non morire mai più, siamo nati per godere la felicità di Dio! Il Signore ci incoraggia e a chi imbocca la via delle Beatitudini dice: «Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5,12). La Santa Madre di Dio, Regina dei santi, ci aiuti a percorrere con decisione la strada della santità.

 

Papa Francesco

Leggi il discorso integrale

La Giornata della Santificazione 2018: credere nell'amore, vivere per servire

Il primo novembre si celebra la Giornata della Santificazione Universale ideata, nel 1957 dal giovane sacerdote romano Gugliemo Giaquinta, oggi Servo di Dio.

La Giornata della Santificazione Universale è occasione di festa, di condivisione, di annuncio e di proposta: ogni uomo, di ogni età e condizione di vita, è chiamato alla santità che è amicizia con Dio, vita educata alla scuola del Vangelo, motore di una Rivoluzione capace di trasformare il mondo.

Il Movimento Pro Sanctitate, raccoglie con gioia e passione la consegna del Fondatore e celebra questa giornata, attraverso un autentico e rinnovato impegno di vita e molteplici esperienze di preghiera, riflessione ed evangelizzazione.

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Un girasole per te a Calino (BS) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Palermo e Castelbuono

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Un girasole per te a Pescara per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Pescara

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Un girasole per te a Noto per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Noto

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Un girasole per te a Palermo e Castelbuono per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

il 1° Novembre 2018 ci trovi anche a Palermo e Castelbuono

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Un girasole per te a Ceprano (FR) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Una generazione unica e irripetibile

Papa Francesco, nel corso del Sinodo appena concluso, ha ribadito più volte l’importanza di mettersi in ascolto dei giovani, di tutti i giovani. Molti hanno colto questo invito e da questo ascolto si è cercato anche di capire come i giovani vivono la fede oggi. Non è facile, poiché si tratta di entrare in una dimensione che appartiene agli aspetti più intimi e profondi dell’esperienza umana. Una premessa semplice ma importate: i giovani non sono una categoria omologata. Ciascuno ha una storia unica e un percorso irripetibile. È facile etichettare i giovani come atei semplicemente per il fatto che in pochi partecipano alla Messa domenicale. La contrapposizione credente/non credente è riduttiva e semplicistica, non racconta cosa c’è nel profondo.

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Intervista sul contagio della Santità... Caterina e Maria Francesca a "Tutto in 10 minuti" - Movimento Pro Sanctitate Noto


Un girasole per te a Imperia per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

 

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

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condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Un girasole per te a Campobello di Licata (AG) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

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UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Un girasole per te a Riesi (CL) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Un girasole per te a Roma per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Un girasole per te a Villalba (Roma) per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Un girasole per te a Catania per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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Un girasole per te a Fiuggi per la Giornata della Santificazione Universale ideata da Mons. Guglielmo Giaquinta

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia in occasione della GSU (Giornata della Santificazione Universale) ideata dal fondatore Guglielmo Giaquinta

 

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione!

 

UN GIRASOLE PER TE

 

 

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SANTA MESSA PER LA CONCLUSIONE DELLA XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI

SANTA MESSA PER LA CONCLUSIONE

DELLA XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana

Domenica, 28 ottobre 2018

 

L’episodio che abbiamo ascoltato è l’ultimo che l’evangelista Marco narra del ministero itinerante di Gesù, il quale poco dopo entrerà a Gerusalemme per morire e risorgere. Bartimeo è così l’ultimo a seguire Gesù lungo la via: da mendicante ai bordi della strada a Gerico, diventa discepolo che va insieme agli altri verso Gerusalemme. Anche noi abbiamo camminato insieme, abbiamo “fatto sinodo” e ora questo Vangelo suggella tre passi fondamentali per il cammino della fede...

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Un Girasole per te 2018 - comunicato stampa

1 Novembre 2018

Il Movimento Pro Sanctitate, nelle piazze d’Italia.

Prendi un girasole,

fai un gesto di fraternità concreta,

condividi il sogno di una rivoluzione

 

Primo novembre, festa di tutti i Santi, memoria grata di uomini e donne che nell’eroismo di grandi gesti o nel nascondimento di straordinarie quotidianità, hanno cambiato la storia. 

Primo novembre, Giornata della Santificazione Universale. Una occasione per ridire a tutti che l’amicizia di Dio non è riservata a pochi, ma è per tutti. Un giorno per rinnovare e condividere il sogno di un mondo diverso, in cui tutti gli uomini vivano da fratelli.

 

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1+1=4 (Uno + uno = quattro)

Due lineette rosa ti stravolgono la vita. Ma vale solo la prima volta, il secondo cresce da solo. Dicevano.

Tutto è iniziato in una freddissima giornata di novembre, fuori c’era la neve e noi ci eravamo ritagliati quel sabato pomeriggio per dare alla casa un’atmosfera natalizia con qualche decorazione. Il piccolo di casa era più energico e la mamma più irascibile del solito e così il papà decide di uscire con il piccolo urlatore, con la scusa di comprare la punta dell’albero (la mamma aveva accennato solamente trentatré volte alla mancanza di quest’ultima, quasi con le lacrime agli occhi). Durante questa passeggiata padre-figlio, il papà riceve la chiamata della mamma: “Cos’altro devo comprare?” chiede ironicamente. “Niente di che, solo un test di gravidanza visto che ci sei”. “Perché un test di gravidanza?”. Silenzio… La risposta era ovvia. Da qui alle lineette il passo è breve, o meglio, il passo del papà è veloce, quindi il tempo è breve.

 

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La capacità di scegliere la vita

Baden Powell sosteneva che «nessun insegnamento vale quanto l’esempio», e rileggendo le parole del Papa al Campus Misericordiae a Cracovia questo motto scout calza alla perfezione. I discorsi sui «giovani» sono tanti e se ne sentono ovunque. Sebbene sia normale e in parte giustificabile identificare i ragazzi di una certa fascia d’età nella parola ‘giovani’, spesso e volentieri questo significa ridurre ogni ragazzo o ragazza ad un puntino nero in un quadro colorato, una goccia dell’oceano, che per quanto indispensabile viene annullata dall’impossibilità di esprimere se stesso.

Penso, che prima di proiettare un ragazzo sul «futuro del nostro paese», con frasi tipo «voi siete il nostro domani! Il futuro è nelle vostre mani», bisognerebbe infondere in quel ragazzo la capacità di scegliere la vita. Mi spiego. I discorsi lungimiranti hanno senso ed effetto solo se i ragazzi hanno già compreso quanto la loro vita sia unica, indispensabile e quanto un intero oceano senza la sua gocciolina valga meno.

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Uno + uno, It's ok! – Insieme… la santità è possibile!

A conclusione della bellissima esperienza di Zafferana, dove si è respirato un clima di vera gioia e fraternità, ecco le testimonianze di alcuni partecipanti all’esperienza del Centro Operativo di Catania:

 

«L'esperienza di Zafferana per me è stata bella perché mi sono sentita più partecipe del Movimento e spero di diventarlo sempre più: state diventando una vera bella famiglia per me e mi auguro di camminare assieme a voi verso la santità. Il messaggio che ho recepito è che è possibile percorrere piccoli passi verso la santità nella nostra vita quotidiana, vivendo con umiltà e accettando tutto ciò che ci accade per amore del Signore. Ciò che propone il Movimento Pro Sanctitate, ossia la speranza di poter diventare tutti santi, può diventare un obiettivo alla portata di tutti se lo vogliamo…. Si può diventare santi continuando a vivere la nostra vita di tutti i giorni, nella famiglia, nel lavoro, nella parrocchia o in qualsiasi ambito dove ci è dato  di stare, purché facciamo ogni cosa con umiltà, prendendo come esempio la Madonna, accettando anche la croce che ognuno di noi può avere nella propria vita e vivendola come un’opportunità di crescita spirituale. La Carità è il dono più grande che ci deve accompagnare nel compiere il nostro dovere… la nostra voglia di santità deve condurci a cercare di renderci vicini alle persone che soffrono» (Mariella - Catania).

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Codice della Fraternità di Guglielmo Giaquinta

Ogni uomo che ti passa vicino è tuo fratello.

 

Le persone alle quali stai abitualmente accanto lo sono ancora di più.

 

Avvicinale come se le avessi conosciute da sempre.

 

Vai tu per primo incontro ad esse togliendole dall’imbarazzo.

 

Comprendi quanti sono irritati o adirati, ma non lasciarti influenzare dal loro stato di nervosismo.

 

Gli uomini, troppo spesso, non sono cattivi, ma frustrati nell’affetto: consenti loro, aiutandoli discretamente, di potersi aprire.

 

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1+1 la santità vuole diventare contagiosa anche a Palermo

Il 7 ottobre, ha avuto luogo l'apertura delle attività del Centro Operativo di Palermo.

La direttrice, Gandolfa La Placa, ha presentato il tema dell’anno sottolineando la semplicità e la gioia che deve caratterizzare la nostra testimonianza e il nostro apostolato. Abbiamo ripercorso, attraverso suoni e immagini, la bellissima esperienza regionale di Zafferana Etnea pur sottolineando come sia difficile comunicare a chi non era presente l’intensità dei momenti vissuti in quei giorni.

L’incontro si è arricchito della risonanza di alcuni di noi, che hanno sottolineato aspetti molteplici del tema. 

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La santità chiama e Salerno risponde!

Dal 14 al 16 settembre 2018 il Centro Operativo di Salerno ha invitato tutti alle Tende della Santità o meglio a "La santità ti TENDE la mano". Sì perché sentiamo con certezza che la santità è DONO, che ci raggiunge e si propone alla nostra vita con rispetto e delicatezza, con tutta la tenerezza dell’amore.

Un’esperienza già vissuta nel 2005 ma rinnovata nelle modalità e nei linguaggi.

Tre tende ubicate sul lungomare di Salerno hanno fatto da scenario per tre giorni alla chiamata alla santità. La Tenda dell’Adorazione ha visto la presenza costante di persone per pregare e adorare Gesù Eucaristia, la Tenda della Riconciliazione l’alternarsi di diversi sacerdoti amici del Movimento che sin dal giorno di apertura hanno garantito la disponibilità fino a tarda sera per le confessioni, la Tenda della Fraternità dove - come famiglia Pro Sanctitate - abbiamo fatto condivisione con tutti coloro che passavano incuriositi e stupiti.

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Piano City Palermo - Brancaccio

Si svolge una manifestazione a Palermo che si chiama Piano City: 3 giorni, 90 ore di musica, oltre 30 luoghi della città, solo pianoforte.

Un pianoforte, un artista, una piazza. La Cala, Ballarò, la Vucciria, il Teatro Massimo….

Piazzetta Anita Garibaldi, Brancaccio, tutta l’Italia ha visto questa piazza nel giorno in cui Papa Francesco è venuto a visitare la Casa di Don Pino Puglisi. Un altro miracolo è avvenuto: questa piazzetta è divenuta palco e platea per l’esibizione al piano di un giovane talento Palermitano, Davide Santacolomba, che ci ha incantato con Franz Schubert, Claude Debussy e Frideryk Chopin.

Ho visitato la Casa Museo di Padre Puglisi: davvero commovente vedere i luoghi in cui ha vissuto il Beato. Quando ho scritto la mia dedica sul libro degli Ospiti, i volontari del Centro Padre Nostro mi hanno fatto vedere la dedica del Papa. Si apre innanzi a me una pagina bianca, in cima un solo rigo, una scrittura piccola: “Che il martirio di Padre Puglisi possa portare tante vocazioni. Francesco”.

 

Santina Mitra

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La Chiesa non è un dio-google!

Continuano, giorno dopo giorno, i lavori in Vaticano dove i Vescovi portano all’attenzione domande, riflessioni e punti di vista riguardo i giovani, la fede e la vocazione.

Nel corso del Sinodo hanno modo di parlare ragazzi di varie nazionalità, con lo scopo di portare una testimonianza viva e diretta di cosa significhi vivere nel mondo per i giovani d’oggi.

Uno degli interventi di questi ultimi giorni ha particolarmente colpito e commosso i padri sinodali: si tratta di un giovane ventiseienne iracheno che ha fatto riferimento all’immenso numero di persone cristiane uccise in Iraq, agli atti di terrorismo e ai rapimenti che continuano a sconvolgere il suo Paese e non solo.

 

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Lettera ai giovani

Carissimi ragazzi del Movimento Pro Sanctitate,

 

in occasione del Sinodo dei Vescovi a voi dedicato sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» in questo intenso ottobre 2018, vi scrivo con grande gioia e inizio questo mio saluto con le parole importanti rivolte da Papa Francesco a Vilnius, in Lituania, nel settembre scorso a giovani come voi. Le parole del Papa evocano la morsa nella quale il nostro tempo ci stringe: la vita come una performance rispetto alla quale o sei adatto o sei “fuori” come in molta televisione viene ripetuto.

Sentite il Papa:  

«Se la vita fosse un’opera di teatro o un videogioco sarebbe ristretta in un tempo preciso, un inizio e una fine, quando si abbassa il sipario o qualcuno vince la partita.

Ma la vita si misura con altri tempi, non con i tempi del teatro e del videogioco: la vita si gioca in tempi rapportati al cuore di Dio. A volte si avanza, altre volte si retrocede, si provano e si tentano strade, si cambiano… 

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Denis Mukwege e Nadia Murad premio Nobel per la Pace 2018

Nadia Murad e Denis Mukwege
Nadia Murad e Denis Mukwege

Il Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato lo scorso 5 ottobre a Denis Mukwege, medico ginecologo del Congo, che dedica la sua vita a salvare e ricostruire corpo e dignità di bambine e ragazze stuprate con inaudita violenza, e a Nadia Murad, attivista curda della tribù yazida, sopravvissuta a sevizie e stupri dei militari dell’Isis, coraggiosamente fuggita nel 2014 e divenuta voce  di denuncia dei crimini e difesa delle vittime del genocidio.

Un premio condiviso. Due volti, due mondi, due storie di eroico impegno e compromissione dentro il comune dramma della violenza verso le donne in costrizioni di guerra, combattuto con straordinario coraggio e impegno instancabile: quello di Denis Mukwege e di Nadia Murad è un premio Nobel per la Pace 2018 che sa davvero di eroismo, che fa toccare da vicino la forza straripante della vita capace realmente, come ha fatto Nadia, di “ risalire dagli inferi”, di sfidare la morte, di combattere per la dignità di persone e popoli contro ogni paura, lì dove l’inaudita, disumana violenza dello stupro e della sopraffazione delle donne getta  buio e coltri di morte .

 

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E' l'amore che crea una famiglia

Sotto i riflettori: la famiglia.

Perché papa Francesco ha mostrato un particolare interesse per la famiglia sin dall’inizio del suo pontificato.

Perché è iniziata la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. E dove i giovani cominciano a comprendere il senso della loro vita e a muovere i primi passi della fede se non in famiglia?

Sotto i riflettori la famiglia, perché essa è una delle grandi sfide dei nostri tempi.

Perché la famiglia è un profondo bisogno dell’essere umano.

Da essa dipende il modo in cui una persona cresce ed impara ad affrontare la vita.

Rifugio, sicurezza, serenità, nucleo di persone dove ci si può sentire liberi di essere se stessi, in cui ricevere amore e attenzione. Efficace l’immagine del “nido”: come potrebbe un uccellino imparare a volare nell’immenso cielo e superare la “paura di non farcela”, se non avesse un nido nel quale fortificarsi e crescere?

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È bellissimo camminare insieme!

Testimonianze dal Centro Pro Sanctitate di Noto.

 

Si è concluso il raduno regionale della Sicilia a Zafferana Etnea e, a distanza di giorni, ancora affiorano ricordi e risonanze del cuore…

 

«L'incontro regionale mi ha aiutato a riflettere sulla mia fede e su come la vivo. "1+1": aprirsi all'altro, all'amicizia, alla condivisione. È stato per me un momento di vita importante perché mi ha fatto apprezzare la bellezza della Famiglia Pro Sanctitate. È proprio attraverso questi incontri che realizzo che gli amici che ho nel Signore sono dei regali veri, amicizie speciali con le quali posso con semplicità di cuore condividere la mia vita. Ho trovato molto edificante l’intervento di Sonia perché mi ha offerto la possibilità di "parlare" con me stessa; i momenti di preghiera comunitaria e l'Eucaristia mi hanno permesso di tornare ad assaporare la dolcezza dell'amore di Gesù e la gioia di stare unita a Lui. È un'esperienza che consiglio di fare almeno una volta per rendersi conto di tante cose, per vivere assieme un momento di crescita nella fede: una catarsi per lo spirito» (Rosetta - Noto).

 

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Noi per...unici, solidali, creativi

#identità #relazione #dono. Questi i tre hashtag che hanno accompagnato i giovani all’incontro con il Papa e i padri sinodali, il 6 ottobre.

L’aula Paolo VI è stata arricchita da giovani che si sono alternati tra balli, canti e testimonianze che hanno segnato l’animo dei partecipanti e del Santo Padre che è voluto ritornare sul tema dei nonni ricordando di guardare alle nostre radici: “ricordatevi di parlare con i nonni, l’amore”, ha detto il Santo Padre, “è la chiave per la risoluzione di ogni problema”. Il cuore delle storie e delle molte testimonianze di ragazzi è, infatti, l’Amore di Dio. Giovani che sono scappati dagli attentati terroristici, che sono riusciti a vincere la dipendenza dalla pornografia, il bullismo, la droga pronunciando parole di speranza che, in perfetto silenzio, hanno ascoltato e si sono fatti provocare dalla voce dei loro coetanei.

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Trovare la strada giusta, quella che il Signore oggi chiede alla sua Chiesa

Il 3 ottobre si è tenuta la prima giornata del Sinodo indetto da Papa Francesco su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Il Papa, nell’omelia della S. Messa di apertura, ha rivolto un chiaro invito ai 267 Vescovi che fino al 28 ottobre saranno impegnati in Vaticano: restare uniti in questo cammino che possa «allargare orizzonti, dilatare il cuore e trasformare quelle strutture che oggi ci paralizzano, ci separano e ci allontanano dai giovani, lasciandoli esposti alle intemperie e orfani di una comunità di fede che li sostenga, di un orizzonte di senso e di vita».

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Nella povertà di don Pino, la grandezza della Chiesa

Da sinistra, Salvatore Di Cristina e Pino Puglisi - 1959, ordinazione diaconale
Da sinistra, Salvatore Di Cristina e Pino Puglisi - 1959, ordinazione diaconale

In occasione della Visita del Papa a Palermo, Alessandra Turrisi, per le pagine di Avvenire, ha intervistato Mons. Salvatore di Cristina, Vescovo emerito di monreale, Consulente Ecclesiastico Nazionale del Movimento Pro Sanctitate, compagno di studi e di strada di Padre Pino Puglisi.

 

«Il vertice della Chiesa viene a onora­re un figlio così modesto, perfino nel vestire, vissuto nella povertà. Segno della grandezza di questo sacerdote, ma anche di una Chiesa che sa mette­re i valori al loro posto».

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COME SOLO TU SAI FARE (La felicità non è un divano)

Come solo tu sai fare (La felicità non è un divano)

Riflessioni su santi, santità e...uova strapazzate

Con la partecipazione di don Stefano Cascio

 

Il Movimento Pro Sanctitate, tra una riflessione e un sorriso, invita a scoprire che cos'è la divano-felicità da cui ci mette in guardia Papa Francesco. Il papa rivolge ai giovani, ma non solo a loro, l'esortazione ad essere pienamente felici, cioè santi. Tutti, ognuno nel proprio modo unico e irripetibile, possiamo essere autentici rivoluzionari.

 

Il Movimento di Roma aderisce alla Settimana della Famiglia 2018, iniziativa promossa dal Forum Lazio e dal Centro per la pastorale della Famiglia della Diocesi di Roma.

 

Il Forum delle Associazioni familiari del Lazio è a sostegno della famiglia…in quanto pilastro della società!

 

Il Forum delle Associazioni Familiari del Lazio è un organismo senza scopi di lucro che opera per l’affermazione della centralità della famiglia. Ad esso aderiscono ben 51 tra Associazioni, movimenti ed altri organismi che, condividendo ispirazioni, finalità ed obiettivi, intendono svolgere attività di promozione della famiglia secondo quanto indicato dalla “Carta dei Diritti della Famiglia”.

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Dalle community alle comunità

È stato diffuso, dalla Sala Stampa Vaticana, il tema che Papa Francesco ha scelto per la 53a  Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra nel 2019:

 

«Siamo membra gli uni degli altri» (Ef 4,25). Dalle community alle comunità.

 

Si legge nella nota della Sala Stampa: «Il tema sottolinea l’importanza di restituire alla comunicazione una prospettiva ampia, fondata sulla persona, e pone l’accento sul valore dell’interazione intesa sempre come dialogo e come opportunità di incontro con l’altro.

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