Tutti Fratelli

Giotto, La lavanda dei piedi
Giotto, La lavanda dei piedi

Comincia oggi il triduo pasquale.

Le parole di Guglielmo Giaquinta ci invitano ad entrare nel Cenacolo; ci richiamano, ancora una volta, ad ascoltare ed accogliere la grande lezione dell'amore. «Amatevi!».

 

E’ quasi impossibile penetrare nella piena profondità del mistero del Cenacolo perché se noi molto sappiamo dei sentimenti di Gesù, quasi nulla conosciamo di ciò che gli Apostoli in quell’ora riuscirono a comprendere sino in fondo.

Ma se c’è un insegnamento del Cenacolo che gli Apostoli certamente compresero fu quello dell’amore fraterno giacché il Signore non cessò di ripeterlo, in forma più o meno esplicita, lungo tutta quella notte di addio.

La conclusione del primo gesto sbalorditivo del Maestro, la lavanda dei piedi, fu una sola: voi dovete lavarvi i piedi a vicenda. 

Ma come se questo non bastasse, Gesù riprende il tema e per ben tre volte ripete la raccomandazione: amatevi a vicenda . 

Perché poi si comprenda in che cosa consista la novità del comando e il perché egli lo chiami suo, aggiunge un elemento che è determinante: amatevi come io vi ho, amato. E poi esplicita ancora di più il suo pensiero: l’amore massimo è morire per gli amici e voi siete miei amici.

Poi il tono diventa più intimo, quasi di dolcezza familiare.

Gesù li chiama amici, anzi figlioletti suoi con espressione di profonda tenerezza.

E’ certamente questa la preoccupazione di Gesù il quale affida l’attuazione della sua opera allo Spirito e poi si rivolge in preghiera al Padre. E’ la preghiera per l’unità.

 

L’amore fraterno è sempre stato uno dei capisaldi nell’insegnamento e nella vita della Chiesa.

 

Guglielmo Giaquinta, Il Cenacolo