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GSU 2018: dicono di noi

Nel 1957 un giovane don Guglielmo Giaquinta, ideava la Giornata della Santificazione Universale: una occasione per ricordare che l’amicizia di Dio non è riservata a pochi, ma è per tutti.

Un giorno per rinnovare e condividere il sogno di un mondo diverso, in cui tutti gli uomini vivano da fratelli.

 

Oggi il Movimento Pro Sanctitate raccoglie l'eredità del Fondatore e la sua consegna: raggiungere tutti, dappertutto, con ogni mezzo e ricordare che la santità è possibile.

 

Questo il senso delle tante proposte liturgiche, di riflessione e di preghiera, che hanno avuto luogo in tante parti d'Italia.

Ad esse si è aggiunta, nella sua seconda edizione, l'iniziativa Un Girasole per te, pensata e promossa per raggiungere le donne, gli uomini, i giovani e i bambini del nostro tempo, per ricordare loro il senso di un giorno speciale, esprimere con semplicità la gioia della festa e il sogno di un mondo rinnovato dall’amore.

 

Nel seguito ci serviamo delle notizie apparse sui giornali e sui siti web, per condividere la vitalità di questa giornata, che continua per tutto il mese di novembre, nelle tante realtà territoriali del Movimento in Italia.

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La Giornata della Santificazione 2018: credere nell'amore, vivere per servire

Il primo novembre si celebra la Giornata della Santificazione Universale ideata, nel 1957 dal giovane sacerdote romano Gugliemo Giaquinta, oggi Servo di Dio.

La Giornata della Santificazione Universale è occasione di festa, di condivisione, di annuncio e di proposta: ogni uomo, di ogni età e condizione di vita, è chiamato alla santità che è amicizia con Dio, vita educata alla scuola del Vangelo, motore di una Rivoluzione capace di trasformare il mondo.

Il Movimento Pro Sanctitate, raccoglie con gioia e passione la consegna del Fondatore e celebra questa giornata, attraverso un autentico e rinnovato impegno di vita e molteplici esperienze di preghiera, riflessione ed evangelizzazione.

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Lettera ai giovani

Carissimi ragazzi del Movimento Pro Sanctitate,

 

in occasione del Sinodo dei Vescovi a voi dedicato sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» in questo intenso ottobre 2018, vi scrivo con grande gioia e inizio questo mio saluto con le parole importanti rivolte da Papa Francesco a Vilnius, in Lituania, nel settembre scorso a giovani come voi. Le parole del Papa evocano la morsa nella quale il nostro tempo ci stringe: la vita come una performance rispetto alla quale o sei adatto o sei “fuori” come in molta televisione viene ripetuto.

Sentite il Papa:  

«Se la vita fosse un’opera di teatro o un videogioco sarebbe ristretta in un tempo preciso, un inizio e una fine, quando si abbassa il sipario o qualcuno vince la partita.

Ma la vita si misura con altri tempi, non con i tempi del teatro e del videogioco: la vita si gioca in tempi rapportati al cuore di Dio. A volte si avanza, altre volte si retrocede, si provano e si tentano strade, si cambiano… 

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Nella povertà di don Pino, la grandezza della Chiesa

Da sinistra, Salvatore Di Cristina e Pino Puglisi - 1959, ordinazione diaconale
Da sinistra, Salvatore Di Cristina e Pino Puglisi - 1959, ordinazione diaconale

In occasione della Visita del Papa a Palermo, Alessandra Turrisi, per le pagine di Avvenire, ha intervistato Mons. Salvatore di Cristina, Vescovo emerito di monreale, Consulente Ecclesiastico Nazionale del Movimento Pro Sanctitate, compagno di studi e di strada di Padre Pino Puglisi.

 

«Il vertice della Chiesa viene a onora­re un figlio così modesto, perfino nel vestire, vissuto nella povertà. Segno della grandezza di questo sacerdote, ma anche di una Chiesa che sa mette­re i valori al loro posto».

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CHIAMATI A COSTRUIRE PONTI CON L’“OPERAZIONE UNO + UNO”

L’ingegno umano, di ponti, ne ha realizzati tanti lungo i millenni, fin dagli albori della storia, sempre per quell’esigenza connaturale dell’uomo di andare oltre, di superare le barriere, di dilatare le frontiere, di unire e di comunicare! E ciò che è vero sotto l’aspetto fisico e logistico, lo è stato e lo è ancor più radicalmente nell’ordine psicologico e spirituale.

Di ponti costruiti materialmente e anche attraversati da ciascuno di noi ne conosciamo forse una varietà illimitata. Ci sono ponticelli minuscoli appena visibili a cavallo di fiumiciattoli che scorrono nella vallata o in mezzo alla campagna, e viadotti d’autostrada a campata unica, maestosi da vertigini, solo a pensarci. Ci sono ponti levatoi all’ingresso di castelli medievali, e ponti ferroviari innalzati su una sequenza infinita di archi. Ci sono quelli antichi ancora lì a sfidare il tempo e dare testimonianza del genio umano, e quelli di ultima generazione, gli altissimi pennoni che lanciano i loro tiranti non so come sull’altra sponda!

Dei ponti, poi, che sembrano restare invisibili – agli occhi, ma non alla mente e al cuore – non si può far certo una conta matematica. Si può dire però che la storia di per sé è un grande ponte nel tempo: lo è stato e lo sarà ancora, per tutte le generazioni! Che le civiltà nella loro originale identità hanno costituito popoli e nazioni, e le culture con la loro ricchezza hanno attraversato i secoli. Che le religioni nel comune sentire hanno cementato gli uomini tra loro, e il Vangelo di Gesù Cristo, percorrendo in lungo e in largo le strade del mondo, in virtù della testimonianza dei santi e del sangue dei martiri ha seminato il germe della fraternità universale. E che i moderni mezzi di comunicazione sociale, pur nei limiti riconosciuti, sono una sorprendente dilatazione dello spazio e un’inarrestabile sfida di globalizzazione. 

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