Pretoria, Parrocchia S. Pio X

Vorrei condividere alcune esperienze recenti maturate nell'ambito della Parrocchia di St Pius X a Pretoria, convinto come sono che la Chiesa, anche come ambito sociale (oltre che realtà teologica), ci offre la possibilità preziosa di essere strumento di cambiamento e novità. La fatica del nostro lavoro parrocchiale è via di santità ove svolto con abbandono, ascolto e fiducia. 

È un cammino che crea sofferenze che dobbiamo capire e superare. È un cammino di gioia perché quello che ci viene chiesto ed offerto è amore misericordioso. È socialmente significativo perché la Parrocchia è luogo privilegiato di unità e di progresso. 

 

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One year under the sign of Brexit

Versione Italiana

 

If 2016 has left many with a feeling of dizziness and confusion, caused by a series of events that were considered either unlikely (the vote in the United Kingdom, the victory of Trump) or that it was impossible to predict (the earthquake in Italy, one for all ), 2017 announces itself with a series of events that, although already known, are likely to put our sense of history, if not that of good and evil, to the test once again.

As for Europe, United Kingdom, France and Germany will occupy centre stage. The recent speech of Prime Minister Theresa May (available https://www.gov.uk/government/speeches/the-governments-negotiating-objectives-for-exiting-the-eu-pm-speech), however painful (at least for those who have believed in the centrality of the British model in the European identity) will likely remain one of the century's political acts, not only for the Brexit question, but because of the ripple effect that it will cause, starting from the same UK. What will become of Scotland and Northern Ireland? How will Europe react to a possible application for membership from Scotland and Northern Ireland? Will fear of facilitating  independence requests by other regions (Catalonia, Basque Country, Flanders, Wallonia, the North-Italy) prevail? 

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Un anno nel segno di Brexit

English Version

 

Se il 2016 ha lasciato molti con un senso di vertigine e smarrimento, causato da una serie di eventi che si credeva improbabili (il voto nel Regno Unito, la vittoria di Trump) o che era impossibile prevedere (il terremoto in Italia, uno su tutti), il 2017 si presenta con una serie di appuntamenti che, benché noti, rischiano di mettere ancora una volta alla prova il nostro senso della storia, se non addirittura quello del bene e del male.

Volendo restare in Europa, Regno Unito, Francia e Germania occuperanno il centro della scena. Il discorso recente del Primo Ministro Theresa May  (fai click per leggerlo) per quanto doloroso (almeno per coloro che hanno creduto nella centralità del modello britannico nella definizione dell'identità europea) rimarrà probabilmente uno degli atti politici del secolo, non solo per la questione Brexit, ma per l'effetto a catena che provocherà, a partire dallo stesso Regno Unito. Che ne sarà della Scozia e dell'Irlanda del Nord? Come reagirà l'Europa ad un eventuale richiesta di adesione da parte di Scozia ed Irlanda del Nord? Vincerà la paura di facilitare la scissione di altre regioni (Catalogna, Paesi Baschi, Fiandre, Wallonia, Nord- Italia)?

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Una Chiesa missionaria

In occasione della Giornata Missionaria Mondiale riportiamo la testimonianza diretta di Padre Daniele Moschetti, che già lo scorso anno – durante un suo passaggio in Italia - ci ha offerto un sguardo "Dall’altra parte del Mondo".

Questa volta mi parla direttamente da Juba (Sud Sudan), in collegamento skype, in una tarda serata di ottobre, nel bel mezzo della stagione delle piogge, a circa 30 ° C.

Padre Daniele sta chiudendo il suo mandato di Superiore Provinciale dei Missionari Comboniani in Sud Sudan – lascerà il paese al termine del 2016 – e sta programmando, per il 2017, 850 km di pellegrinaggio a piedi verso Santiago di Compostela. Una camminata di preghiera, meditazione e silenzio per catturare energia nuova da impiegare nella nuova esperienza che lo attende dopo questo lungo periodo in Africa. 

 

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Qualcosa di buono accade

jacaranda
jacaranda

English Version

 

E' primavera a Pretoria (emisfero australe); le strade sono inondate dal mare viola dei fiori di jacaranda. Ci si vorrebbe dimenticare dei problemi domestici e di quelli dei vicini ma il rullo dei media non demorde. Scandalo dopo scandalo, tragedia dopo tragedia ci viene ricordato che viviamo tempi burrascosi, di equilibri precari. Seminare la speranza assume sempre più il carattere di un'opera spirituale, legata alla santità dei singoli, con poca o nessuna attinenza col mondo che ci circonda.

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Good things happen

jacaranda
jacaranda

Versione Italiana

 

It 's spring in Pretoria; Streets are flooded by a sea of purple jacaranda flowers. You would like to forget domestic problems and those of neighbour countries but the media drumming does not give up. Scandal after scandal, tragedy after tragedy, we are reminded that we live in turbulent times, of precarious balances.

Sowing hope is increasingly becoming limited to spiritual work, related to the sanctity of individuals, with little or no connection with the world around us.

 

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Brexit and bombs: what european are you? What a saint are you?

Versione Italiana

 

 

For professional reasons, I cannot express personal views on the outcome of the referendum in the (one) United Kingdom. I risk a yellow card. Since June 23 in certain quarters no other topic is discussed. Yes, because whether we like it or not, the referendum vote shakes the system's roots, recreating anxieties of gone-by times.

 

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Brexit e bombe: che europeo sei? Che santo sei?

English version

 

Per ragioni professionali non posso esprimere posizioni personali sull'esito del referendum nel Regno (che fu) Unito. Rischio il cartellino giallo. Da quel 23 giugno 2016 in certi quartieri non si parla d'altro. Si, perché che lo si voglia o no, il voto referendario fa tremare i polsi del sistema creando inquietudini d'altri tempi.

 

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20 giugno 2016 - Giornata Mondiale del Rifugiato

Profughi siriani in un campo delle Nazioni Unite (Foto: cskc.daleel-madani.org)
Profughi siriani in un campo delle Nazioni Unite (Foto: cskc.daleel-madani.org)

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, riportiamo un articolo di commento al Dossier presentato da Amnesty International il 15 giugno scorso. Il dramma dei rifugiati è un questione di portata globale e interpella la coscienza di tutti. 

 

BEIRUT - L'ennesimo dossier, l'ennesimo richiamo ai governi della cosiddetta "comunità internazionale", del Occidente democratico e solidale, almeno a parole. Amnesty International ha illustrato a Beirut un quaderno nelle cui pagine si

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Lesbo – Turchia – Lampedusa – Roma: Sulle orme di SS Pietro e Paolo

English Version

 

Non focalizziamoci troppo sui dodici profughi siriani accolti (nell'assoluta legalità) a San Pietro. Papa Francesco non si è recato a Lesbo per creare colpi di scena mediatici. Certo, la prevalenza della sua visita in tutti i media internazionali è stata senza precedenti (incluso su BBC, Financial Times, New York Times e Al Jazeera); quello che però dovrebbe muoverci, se non commuoverci, è il significato profondo (ecclesiale, cristologico ed escatologico) degli eventi di Lesbo. In altre parole, mentre i media fanno il loro lavoro, i fedeli sono chiamati ad osservare e partecipare alla missione del Papa ispirati e rafforzati nello Spirito.

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Federica Mogherini and Humane Politics - From South Africa last week

Mogherini Massimo de Luca
Federica Mogherini with EU Delegation in SA (Massimo De Luca in the picture)

Italian Version

 

These last few weeks, we have been offered various images that confirm the negative idol role that politicians are often obliged to take, especially when performing, or compete to win, institutional charges. The US primaries are probably the most flagrant example: each candidate cannot help but become an epitome of virtues and vices,

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Federica Mogherini e la Politica Umana - in Sud Africa la settimana scorsa

Federica Mogherini con la Delegazione dell'Unione Europea in Sud Africa (Massimo De Luca nella foto)
Federica Mogherini con la Delegazione dell'Unione Europea in Sud Africa (Massimo De Luca nella foto)

English Version

 

Le ultime settimane ci hanno dispensato varie immagini che confermano il ruolo d'idolo polemico che i politici sono spesso obbligati ad assumere, specie quando svolgono, o competono per vincere, incarichi istituzionali. Le primarie USA sono probabilmente l'esempio più flagrante: ciascun candidato non può fare a meno di diventare un'epitome di vizi e virtù,

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Irlanda - Terra di Missionari e di Missioni

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Dal Mondo – 8 gennaio 2016

 

Carissimi, buon anno innanzi tutto.

Tra le cose belle vissute nel 2015, metto in conto l'ennesimo ritorno a Dublino, questa volta con fratelli e nipoti a seguito, e la possibilità di rivedere vecchi compagni di Università (Trinity College), colleghi ed amici. Solo poco giorni, tra luglio ed agosto; abbastanza però per far rivivere un amore mai sopito. 

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Ero a Parigi

Ero a Parigi

Giovedì 12 novembre, ovvero il giorno prima degli attentati, sono transitato per Parigi, sulla via del ritorno verso il Sud Africa, dopo alcuni giorni trascorsi a Bruxelles per lavoro. Non voglio aggiungere testimonianze e riflessioni su temi fin troppo presenti nei media ma comunicarvi quanto avevo già meditato ancor prima che Parigi s'imprimesse nelle nostri menti con le immagini del Bataclan e di Piazza della Bastiglia, e Bruxelles si ergesse a capitale non dell'Europa ma del fondamentalismo islamico.

I was in Paris

On Thursday November 12th, the day before the attacks, I passed through Paris on the way back to South Africa, after a few days spent in Brussels for work. I do not want to add testimonies and reflections on issues all too present in the media, but rather share with you what I had already pondered even before Paris got stamped in our minds with images of Bataclan and Place de la Bastille, and Brussels became capital not of Europe but of the Islamic fundamentalism. 


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Sud Africa; Santità arcobaleno contro la violenza

Beato Benedict Daswa – primo beato sudafricano (Mbahe, Limpopo, South Africa, 1946-1990).

Pretoria – La recente beatificazione di Benedict Daswa il 14 settembre scorso a Tshitanini (provincia del Limpopo, non lontano dalla frontiera con lo Zimbabwe), ci ricorda, ce ne fosse stato bisogno, della complessità di questa parte di mondo conosciuta col nome di Sud Africa.

Blessed Benedict Daswa - first South African Blessed (Mbahe, Limpopo, South Africa, 1946 to 1990)

Pretoria - The recent beatification of Benedict Daswa on 14 September in Tshitanini (Limpopo province, near the border with Zimbabwe), reminds us, should that be necessary, of the complexity of this part of the world known as South Africa.


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Dall'altra parte del mondo

In questi giorni di grande fermento mediatico e politico sul fenomeno dell’immigrazione, riportiamo un’intervista a Padre Daniele Moschetti, originario di Varese. Padre Daniele ha 54 anni, è superiore dei Missionari Comboniani nella Provincia del Sud Sudan. Nella sua attività missionaria iniziata nel 1992, ha solcato medio Oriente ed Africa, in particolare Palestina, Kenya e Sud Sudan.

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Santità nigeriana

Sono tornato in Nigeria a fine agosto, dopo un anno di lontananza seguito al trasferimento in Sudafrica, il paese dove dovrei restare fino al 2018. Non riesco a nascondere la pena che il distacco vissuto l'anno scorso mi ha causato; nulla di personale contro il Sudafrica (che è un paese stupendo); ma questo primo ritorno in Nigeria  è stato una liturgia di eventi sociali, culturali ed ecclesiali della cui bellezza riuscivo appena a vagheggiare prima dell'arrivo.

Tra le decine di amici ritrovati ad Abuja, ve ne sono alcuni che meritano una particolare menzione per avere contribuito in modo particolare a nutrire il mio piccolo desiderio di santità durante i miei anni nigeriani ed oltre.

L'amicizia nella fede è stata infatti una fonte di sostegno e d'ispirazione costante in Nigeria. Se il mio cuore si è lasciato sedurre così tanto da quel paese è anche grazie alla bellezza della fede testimoniata dai suoi abitanti. 

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Hanno pianto un po', poi si sono abituati

Il bambino con la faccia nella sabbia si chiama Aylan ha 3 anni e scappa dalla Siria in guerra. Si chiama Aylan è vero, in italiano non possiamo tradurlo, ma è Marco, Matteo, Filippo, Jacopo, è uno di quei bambini che a tre anni ha solo il diritto sacrosanto di sporcarsi il musetto con il latte e di giocare con i biscotti tra le mani fino a ridurli in poltiglia appiccicosa.

Si chiama Aylan e ci chiama, come il suo fratellino Galip di 5 anni anche lui morto, ci grida di fermarci. Ci grida di non essere vili e di non lasciarci travolgere sempre da uno strazio momentaneo e mediatico e poi più nulla. La foto sulla spiaggia di Bodrum e il piccolo corpo senza vita bagnato dalle onde e' di una lucidità notturna, appare alle madri che vorrebbero gridare o solo chinare il capo e lasciarsi travolgere dal pianto, appare ai padri che possono solo desiderare di sollevare Aylan dalla sabbia e trovarlo ancora vivo.  Su una spiaggia può morire un bambino ma non è solo, con lui muore tutta la comunità internazionale prima tra tutte quella europea, con lui si infrangono le nostre borghesi illusioni di poter fare qualcosa dal divano, con lui sono tutti i naufraghi che non hanno fotografie, con lui sono quelli che qualcuno chiama migranti e Dio chiama figli.

ActionAid Italia cita per questa ennesima morte Dostoevskij:  "Hanno pianto un po', poi si sono abituati".


Nicoletta Sechi

IL SALE DELLA TERRA

La passione per il cinema fin dai tempi del liceo ha per me la dimensione della possibilità.

E' il pensiero nuovo, lirica della vita degli altri, esercizio della vista, dell'udito, spazio per piangere o ridere segretamente, luogo della ricerca. Addirittura, in alcune situazioni di particolare grazia artistica, il cinema consente alla rappresentazione della sofferenza del mondo di frangersi, suddivisa tra gli spettatori, consentendo di portarne via un pezzo e renderla cosi’ piu' lieve. 

Alcuni film riescono a compiere questo prodigio piu' nitidamente: lo fa certamente lo  splendido documentario The Salt of the Earth (Il sale della terra)  premiato lo scorso anno in Un Certain Regard a Cannes. In circa 110 minuti si snoda il percorso umano e professionale di Sebastião Salgado, tra i più grandi e conosciuti fotografi contemporanei, per mezzo del bianco e nero della sua inconfondibile macchina fotografica. Salgado immortala i  fatti più sconvolgenti della storia recente, le carestie, le migrazioni di massa, e poi i genocidi, la schiavitù di lavoratori sottopagati e sfruttati, le tremende condizioni di vita dei bambini nel cuore dei conflitti. Non c’è filtro alla sofferenza, né selfie, né pose.

Ad esorcizzare gli orrori e le violenze, nella dualità tra la luce e le tenebre, dopo aver visto ingrandita dall’obiettivo la bestialità dell’umanità asservita al male, Salgado trova innocenza laddove l’uomo è rimasto piu’ naturale e cosi’ sollevando ancora la macchina fotografica salva e omaggia la Terra e le sue creature.

Certo il corpo seminudo di un bimbo solo nel deserto non si puo’ dimenticare, sento anche il dovere come madre di dirlo ai miei figli. Vivere oggi in questa parte di mondo non è fatto da dare per scontato. 


Nicoletta Sechi

Dalla parte dei deboli

Stamattina ho acceso la radio mentre l’inviato parlava di persone accampate in tenda nel pieno centro di Atene. La mia testa ha completato l’informazione dando per scontato che gli sfortunati campeggiatori fossero greci ridotti dalla crisi a privarsi della propria casa in una delle innumerevoli mortificazioni alle quali ormai da mesi sono sottoposti. 

Soltanto alla fine del servizio ho capito che a occupare i pochi spazi verdi della capitale ellenica sono invece i migranti provenienti dalle coste del Nord Africa.

Per quanto i nostri problemi e le nostre sfortune personali e domestiche ci appaiano così inaffrontabili da farci intravedere un futuro buio e disperato, non dimentichiamoci che lì fuori c’è sempre qualcuno per il quale pensare a un futuro sarebbe già un bel punto di partenza.

Nicoletta Sechi